Da Lesina Marina a Torre Mileto, da Capoiale a Foce Varano, l’anello di congiunzione è sempre lo stesso: il lago. Da una parte il lago di Lesina, dall’altra il lago di Varano, i due laghi costieri più grandi d’Italia. Già questa peculiarità dovrebbe far riflettere sulle potenzialità del nostro territorio. A Lesina, seppur tardivamente, si è riusciti a integrare le logiche commerciali con le bellezze naturali, senza deturpare l’ambiente. Sul lago di Varano, complice forse anche la giurisdizione amministrativa divisa tra i comuni di Cagnano Varano, Carpino e Ischitella, non si è ancora riusciti ad avviare una strategia condivisa finalizzata alla valorizzazione del lago anche sotto il profilo turistico ed economico. Da questa considerazione prende il via il nostro viaggio a puntate dedicato alle tre mete di quello che potrebbe essere definito il Gargano povero – Torre Mileto, Capoiale e Foce Varano –, distante anni luce dal Gargano inflazionato di Peschici e Vieste. Lasciata alle spalle la scritta a caratteri cubitali “Lido del Sole”, collocata nell’aiuola dello svincolo all’uscita del villaggio turistico, si entra nella località di Foce Varano. Il lungo viale Uria, che prende il nome dall’antica città del Gargano sulla cui localizzazione ancora oggi si dibatte, è costeggiato da case di proprietà, villette trasformate in residenze turistiche e qualche esercizio commerciale. Il primo centro turistico di rilievo, situato proprio all’ingresso del borgo, è “La Perla del Gargano”, che propone un’offerta composta da camping e piccoli appartamenti. Superato l’arco d’ingresso, incrociamo un anziano. Ci invita a parlare con suo figlio e, indicando la spiaggia, ci informa che possiamo trovarlo sulla torretta del bagnino. Percorsa metà del vialetto in direzione dell’arenile, ci imbattiamo in un uomo in bicicletta con la canotta da assistente bagnanti. Si chiama Raffaele Clemente ed è il proprietario della struttura, nata nel 1980. Il suo racconto offre una prima panoramica sul turismo locale. “Eterogeneo”, è così che lo definisce. Mentre i turisti stranieri si concentrano prevalentemente nella bassa stagione, quelli italiani, in particolare provenienti dal Nord Italia e, sempre più spesso, dall’Irpinia, si concentrano soprattutto nei mesi estivi. “Il turismo, negli ultimi anni, è cambiato e sta cambiando ancora”, racconta. Un’evoluzione che ha inevitabilmente comportato un leggero calo del turismo open air. La moda del campeggio degli anni ’70 e ’80 è ormai sfiorita ed è diventata una forma di vacanza appannaggio quasi esclusivamente degli stranieri – tedeschi, olandesi, francesi, austriaci e svizzeri –, mentre gli italiani preferiscono di gran lunga la comodità di un appartamento o, più in generale, di una struttura fissa. Il proprietario ci invita a seguirlo sulla spiaggia privata della struttura ricettiva, attrezzata con una cinquantina di ombrelloni, sdraio, lettini e un bar, dove prosegue il suo racconto aprendo numerosi spunti di riflessione.

Ha riaperto questa mattina “L’Angolo del Panzerotto”, l’esercizio commerciale di Vieste raggiunto dal provvedimento di sospensione della licenza per dieci giorni disposto dal Questore di Foggia ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.). Il locale, situato alle porte di piazza Vittorio Emanuele II, aveva cessato temporaneamente l’attività dopo il provvedimento notificato nelle scorse settimane.

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