La Puglia continua a correre. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio di Pugliapromozione, il 2025 si è chiuso con oltre 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze, in crescita rispettivamente del 12,9% e del 10,4% rispetto all’anno precedente. Anche la provincia di Foggia registra un incremento (+9,6% negli arrivi e +5,8% nelle presenze), mentre il turismo internazionale continua a crescere con numeri record. 
Eppure basta percorrere il lungomare di San Menaio, quello che conduce a Rodi Garganico, per rendersi conto che qualcosa non torna. A metà luglio molti parcheggi risultano ancora liberi. Arrivati a Rodi, il centro storico - uno dei più suggestivi del Gargano, con i suoi antichi portali in pietra, i vicoli ordinati e i palazzi storici - appare silenzioso, con numerosi locali chiusi e diversi cartelli “vendesi”. Un contrasto evidente con la narrazione di una Puglia sempre più protagonista del turismo nazionale. L’impressione trova conforto nelle testimonianze raccolte tra imprenditori e operatori del settore. “La stagione presenta una forte oscillazione: pieni nei fine settimana e camere vuote a inizio settimana”, raccontano dall’Hotel Solaria, storica struttura ricettiva all’ingresso del paese. “Il turismo è cambiato. Oggi prevale il mordi e fuggi, con soggiorni di due, tre, quattro giorni. Le vacanze lunghe sono sempre più rare e si aspetta ancora il vero boom di agosto. Ma una struttura non può vivere soltanto di agosto”. Una fotografia condivisa anche da Michele Simone Tomaiuoli, titolare dell’Eco del Mare di San Menaio (amministrativamente nel comune di Vico del Gargano ma geograficamente in continuità con Rodi): “La stagione è partita in ritardo, anche per il meteo e per il momento economico. I fine settimana stanno andando bene, ma durante la settimana si lavora molto meno. Le stagioni sono sempre più corte e bisogna inventarsi eventi per attirare persone”. Per molti il problema, però, non è soltanto congiunturale. A lanciare l’analisi più severa è il dottor Michele Carnevale, storico imprenditore turistico e titolare del Villaggio Ripa, tra le strutture simbolo della costa rodiana. “Quest’anno è peggio del peggio.”, afferma senza mezzi termini a l’Attacco, “Anche se dovessimo lavorare bene ad agosto non recupereremmo quanto perso nei mesi precedenti”.

Tra le cause del declino di Foce Varano ci sono anche le scelte compiute a Rodi Garganico. Da quando, nel 2009, è stato inaugurato il Porto Turistico, le spiagge limitrofe hanno visto ridursi progressivamente la propria estensione a vantaggio del mare. Emblematico è il caso del litorale in direzione San Menaio, ormai praticamente scomparso. Anche Foce Varano, tuttavia, ha subito le conseguenze di un’opera evidentemente progettata senza valutare adeguatamente gli effetti sul litorale.

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