In perpetua paralisi, quante opportunità mancate a Capoiale: il (poco) turismo nella terra di nessuno
I dati vanno sempre interpretati. Se quelli presentati dagli imprenditori turistici risultano in controtendenza rispetto a quelli dell’Osservatorio regionale del turismo significa che esiste un disallineamento che merita di essere approfondito. È quanto emerso nel corso del viaggio de l’Attacco attraverso le località costiere del Gargano nord, un territorio dalle grandi potenzialità ancora in parte inespresse. Il racconto della prima tappa, dedicata a Foce Varano, ha acceso il dibattito, portando all’attenzione criticità e prospettive di sviluppo del comparto turistico. Lasciata la struttura “Uria Camping & Village”, proseguiamo in direzione di Capoiale percorrendo la strada che costeggia la fitta pineta, estesa per circa dieci chilometri. A distanza di appena cinquanta metri l’uno dall’altro si incontrano due hotel abbandonati. Il primo è “La Bufalara”, chiuso da sei anni. Poco più avanti sorge l’“Hotel Alouette”, la cui facciata versa in condizioni di forte degrado, mentre la vegetazione se ne sta lentamente riappropriando. L’edificio è ormai derelitto da oltre quindici anni. Ma non è finita qui. A meno di un chilometro si scorge “Bally Hotel”, l’ennesima struttura ricettiva abbandonata, chiusa anch’essa da circa sei anni. Da questo punto lasciamo definitivamente alle spalle Foce Varano ed entriamo nella località di Capoiale. La prima struttura che incontriamo è il “Gold Coast Camping Village”. Una delle considerazioni emerse durante la precedente tappa riguarda la difficoltà nel reperire personale. In particolare, si punta il dito contro la presunta scarsa volontà dei giovani di lavorare. Eppure, alla reception troviamo due ragazzi: una presenza che ribalta uno dei luoghi comuni più diffusi nel mondo del lavoro, soprattutto in quello stagionale. “Qui ci puoi girare tranquillamente un film dell’orrore, con tutte le strutture abbandonate”, commenta la giovane addetta all’accoglienza. “Manca una rete capace di rendere riconoscibile il Gargano”. Secondo quanto riferito, il territorio ha perso progressivamente attrattività anche a causa della trascuratezza delle istituzioni, scoraggiando nel tempo l’arrivo di investitori privati. “Mancano i servizi e le infrastrutture che consentano ai turisti di vivere a pieno il territorio”, è la principale criticità evidenziata. A questa si aggiunge l’assenza di una programmazione efficace. “Cosa faccio qui?”, è l’interrogativo che molti visitatori finirebbero per porsi. Il calendario degli eventi viene pubblicato a ridosso della stagione estiva, rendendo impossibile programmare per tempo una vacanza. Le manifestazioni finiscono così per essere rivolte quasi esclusivamente ai locali. Anche la domanda turistica appare in calo, tanto che la struttura non raggiunge più la piena capienza neppure durante la settimana di Ferragosto. Se lo scorso anno l’apertura era avvenuta ad aprile, quest’anno l’attività è iniziata direttamente a giugno, un segnale che riflette una richiesta sempre più debole. Il “Gold Coast Camping Village” dispone di piazzole per camper, bungalow in legno e case mobili. La clientela proviene principalmente dalla Campania, più contenute le presenze dal Nord Italia, in particolare da città come Milano e Ravenna, mentre gli ospiti stranieri restano una rarità. L’età media si colloca dai 35 ai 40 anni, e la maggior parte dei clienti è costituita da famiglie con bambini tra i 6 e i 13 anni. La struttura dispone inoltre di una spiaggia privata, dove è presente anche un piccolo chiosco.
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