L'incantesimo (benefico) è stato rotto da alcuni ragazzi, presumibilmente un paio e presumibilmente ancora minori, che proprio sabato scorso, 5 dicembre, hanno prima tentato una rapina non riuscita e, poco dopo, hanno centrato il loro obiettivo in un'attività commerciale di tutt'altra specie rispetto alla prima visitata.
Erano le ore 16,30 e, all'interno del bar tabaccheria Autuori, si sono fiondati due ragazzi. "Non c'era nessuno, eccetto che una dipendente - racconta il titolare, Gianluca Autuori -. Dinanzi all'ingresso, però, si era fermato chi era pronto per il cambio turno ed ha assistito all'accaduto". Dai filmati della videosorveglianza si vedono due ragazzi che indossano felpe, cappellino, mascherina di protezione dal Covid-19. Uno che, dalle movenze del corpo, pare essere quello che coordina, entra e va immediatamente verso la cassa. Nella sua mano sinistra brandisce un punteruolo o coltello. L'altro lo segue, lo sopravanza verso il bancone del bar che si sviluppa dopo la cassa e tiene stretta in mano una pistola. Dal modo in cui la agita parrebbe essere una riproduzione, dal momento che sembra troppo leggera rispetto ad una vera, ma questa è solo un'impressione.
"La ragazza alla cassa non si è accorta dei due intrusi". A dividerla da loro ci sono anche i vetri in plexiglass montati come dpi. Lei ha il telefonino in mano e scambia i due ladri per due buontemponi, "anche se hanno urlato che volevano i soldi in cassa. Lo hanno detto in italiano", aggiunge Gianluca. Un elemento che sarà del tutto differente nella seconda irruzione che faranno. La cassiera comprende, finalmente, che i due stanno intimando seriamente la consegna dell'incasso quando il collega all'esterno si rivolge ai due ragazzi e li invita ad andare via. Quanto sia servito l'intervento di costui non è noto, i due rapinatori hanno preso l'ingresso e sono fuggiti via a mani vuote. La loro irruzione nel bar tabacchi Autuori è durata esattamente 10 secondi dall'ingresso alla fuga precipitosa, come verificato da l'Attacco nel filmato della videosorveglianza.
Con piena certezza, gli autori della rapina avvenuta poco più di un'ora dopo sono sempre loro due. A circa duecento metri in linea d'aria dal bar Autuori, infatti, c'è un negozio di detersivi e prodotti casalinghi. Sono le 17,45 circa e due malviventi entrano armati. Anche qui vengono ripresi: sono gli stessi della rapina fallita al bar tabacchi. Urlano che vogliono i soldi, ma stavolta lo fanno in dialetto manfredoniano. Alla cassa c'è il titolare, Tonino Rubino: una persona tranquilla, placida, educata come poche altre. Fa questo lavoro davvero da una vita, ma non "aveva mai vissuto un'esperienza del genere. È la prima volta che subiamo una rapina", racconta il figlio Giovanni. Il signor Tonino non oppone alcuna resistenza, alla vista del punteruolo di un rapinatore e della pistola in mano all'altro. Ci sono un paio di clienti nel negozio e, anche stavolta, la scena dura poco.
I rapinatori si fanno consegnare tutto quello che c'è in cassa, "anche i bronzini!" rileva Giovanni riferendosi alle monetine da pochi centesimi. "L'incasso è di poche decine di euro, dal momento che il negozio ha aperto per il turno pomeridiano tre quarti d'ora prima". Scappano via con il misero bottino e si volatilizzano. Non servono grandi attitudini per associare questi due episodi a quello che è successo il 25 novembre scorso, in un supermercato che si trova non molto lontano dai due luoghi precedentemente raccontati.
Ci si avviava alla conclusione di quel mercoledì quando, verso le 19, c'è stata una rapina. Portato via l'incasso di una delle casse presenti e procurato paura, senza violenze fisiche a danno di alcuno. Anche quella volta avevano agito alcuni ragazzi, 2-3 non è ben chiaro. Quello che sembra più manifesto è che c'è più di qualcuno, di giovane età, che ha iniziato a commettere azioni delinquenziali in serie. Tali sono le rapine a mano armata.
Alla luce della giovane età dei protagonisti (in negativo) di queste rapine non sembra plausibile pensare che siano state azioni dettate da qualche stato di reale necessità. Più che frutto della crisi economica perdurante, trattandosi di giovani, è più calzante parlare di crisi valoriale ed etica. Lascia riflettere anche che si siano verificati episodi simili, in breve tempo poi, in una città che viveva una sorta di pax della piccola delinquenza.
Verrebbe da pensare a due sole ipotesi. Una prima sarebbe quella di ragazzini resisi %u2018schegge impazzite' in qualche delirio che, per la loro giovane età, fa anche tornare in mente quel Francesco Giannella che cantava "Tutta mia la città", come si sentiva in un'intercettazione audio: lo stesso che capeggiò una banda molto più pericolosa, resasi responsabile anche di omicidi. Un'altra ipotesi potrebbe vedere questi ragazzi contigui a personaggi che hanno a che fare con la criminalità organizzata, ma anche questo è solo un teorema. Più che altro, lascia interdetti l'agire di costoro. Giovani e pronti a tutto, a quanto pare, anche a fare rapine in serie. Anche a distanza di un'ora, una dall'altra.
L'auspicio è che le indagini condotte dai Carabinieri della locale stazione sapranno fare presto luce sugli autori delle rapine, restituendo maggiore serenità a chi adesso, nel quartiere Monticchio, non teme più solo il Covid-19 ma anche questi delinquenti.
Matteo Fidanza
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).