Presunto voto di scambio a elezioni regionali 2020, richiesta rinvio a giudizio per Danilo e Ludovico Maffei

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E’ arrivata finalmente l’ora della richiesta di rinvio a giudizio per 22 persone nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Foggia per il presunto voto di scambio alle elezioni regionali del 2020. Un’indagine incentrata sulle figure di Ludovico Maffei, imprenditore che con la propria coop Astra a lungo ha gestito il servizio di bidellaggio a Foggia, e suo figlio Danilo, ex consigliere comunale di maggioranza che stupì per l’impressionante caterva di consensi ottenuti alle regionali. 

Sono i due principali indagati per i quali è stato chiesto il processo. Rischiano l’imputazione anche Gianluigi De Vaire, Giuseppe Moffa, Maria Coda, Matteo Trisorio, Alessia Titucci, Anna Maria Consiglio, Aldo Carella, Valentina D’Onofrio, Pasquale Giuseppe Panunzio, Franco Panunzio, Ettore D’Antonio, Davide Racioppo, Benvenuto Fabrizio Racioppo, Rosa Alba Trosorio, Adele Campanile, Katia Maria Martella, Antonella Giordano, Pasquale Carella, Fatima Palladino e Ciro Coda. 

La gup Valente ha fissato udienza preliminare per il 28 settembre prossimo. 

Sono in tutto quattro le persone offese, tutti lavoratori della coop Astra. Tra di loro anche persone che furono intervistate da l’Attacco negli scorsi anni e che raccontarono cosa sarebbe avvenuto, come Roberta Iannice. 

L’inchiesta è portata avanti dai sostituti procuratori Roberta Bray ed Enrico Infante, che hanno indagato anche sulle presunte tangenti in Comune e sulle ipotesi corruttive legate all’assegnazione di alloggi popolari. 

Danilo Maffei, stando alla Procura, avrebbe “direttamente o per interposta persona” offerto ad alcuni degli indagati denaro o altra utilità per ottenere il voto. Tra le accuse mosse dalla Procura anche quella di aver scattato foto nella cabina elettorale a dimostrazione della preferenza espressa nei confronti di Maffei. 

Nella lista degli indagati figurano anche coloro che avrebbero fatto pressioni per conto del candidato foggiano. Ludovico Maffei è accusato di aver minacciato una propria dipendente della cooperativa Astra “per costringerla a falsificare il verbale delle operazioni elettorali del Comune di Foggia del seggio in cui la donna era presidente (e dunque pubblico ufficiale) in modo da far risultare che il proprio figlio avesse conseguito quaranta voti e non già quattro”. In caso contrario non le avrebbe fatto “proseguire il rapporto di lavoro” con la cooperativa in questione. La stessa minaccia l’avrebbe rivolta agli altri tre dipendenti parti offese nel procedimento. 

Lo scorso anno Ludovico Maffei fu colpito per questa causa dalla misura interdittiva del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione e del divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa e ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche per la durata di 12 mesi dal 10 ottobre 2022.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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