Anziano scomparso da rssa e poi ritrovato morto il giorno dopo. La commissaria non si è mai vista, sta a Terni

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C’è sgomento, insieme a diverse perplessità, a Monte Sant’Angelo dopo il tragico epilogo per la scomparsa del 94enne Giuseppe Totaro. L’uomo, molto conosciuto sia nella città garganica che a Manfredonia, era ospite della rssa Villa Santa Maria di Pulsano. Si era allontanato dalla residenza sociosanitaria assistenziale per anziani – che è una struttura sociosanitaria residenziale territoriale – la mattina di lunedì scorso, in pigiama e ciabatte, e dopo lunghe ricerche è stato ritrovato intorno alle ore 06.00 del giorno seguente, purtroppo senza vita, a circa 500 metri dalla struttura. Ad individuare il cadavere sono stati i vigili del fuoco del nucleo Sapr, specializzati nel pilotaggio da remoto di droni e piccoli aeromobili. Con loro, nelle 24 ore di ricerche, anche i colleghi del distaccamento di Manfredonia, i carabinieri e i volontari della protezione civile. La scomparsa dell’anziano era stata denunciata ai carabinieri e la Prefettura aveva immediatamente fatto scattare il piano delle ricerche, andato avanti per tutta la notte, fino alla drammatica scoperta. Oltre alla tristezza c’è tuttora incredulità per quanto accaduto a Totaro, padre di una nota dottoressa di Manfredonia. 

“Non è normale quello che è successo, ovvero che la struttura abbia perso un proprio paziente. Il servizio non è organizzato bene”, commentano a l’Attacco alcuni addetti ai lavori del settore. 

“Ci vorrebbe la presenza di maggiori OSS almeno nelle ore della mattina e durante i cambi. A decidere la gestione, dunque a organizzare i servizi, è il coordinatore sanitario, dottor Totaro. Sono mancate la salvaguardia e la sorveglianza degli anziani, se un paziente si allontana dalla rssa vuol dire che lì ci sono seri problemi. Spetterà comunque alla magistratura indagare per capire se ci siano responsabilità e su chi ricadano. Quel che è certo”, concludono, “è che nella rssa non si è mai vista la commissaria straordinaria”. 

Ma c’è un altro interrogativo che circola a Monte Sant’Angelo. “Senza autorizzazione al funzionamento, revocata anni fa dopo l’interdittiva antimafia contro l’impresa che gestiva la rssa, come è possibile che continuino a ricoverare persone?”. 

La rssa Villa Santa Maria di Pulsano di Monte Sant’Angelo, dotata di 41 posti letto, fino al 2017 era gestita dalla cooperativa sociale Sanitaria Service, guidata da Damiano Totaro (ex amministratore comunale) e Pasquale Benestare. 

Nel 2017, ormai ben 6 anni fa, l’impresa fu colpita da interdittiva antimafia. Sanitaria Service gestiva la rssa in virtù di un accordo contrattuale con l’ASL FG risolto definitivamente a dicembre 2017 e la Prefettura, per la necessità di garantire la continuità delle funzioni e dei servizi resi dalla rssa, dispose l’arrivo di un commissario straordinario “fino all’individuazione da parte dell’ASL FG di ulteriori strutture assistenziali per la sistemazione degli ospiti", secondo le indicazioni dell’ANAC. A novembre 2017 l’allora prefetto Massimo Mariani dispose la nomina del dottor Francesco Bevere, direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), quale commissario unico per la straordinaria e temporanea gestione della rssa già gestita da Sanitaria Service. Da quel momento niente è mutato, tranne l’esclusione della cooperativa. 

Il commissariamento continua: dal 2020 affidato all’ubiqua e assente dirigente dell’Azienda sanitaria di Potenza Maria Mariani, che stando a quanto dicono a Monte Sant’Angelo non ha mai messo piede nella rssa e che dallo scorso anno è ancora più lontana, essendo direttrice amministrativa dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni. Difficile comprendere come riesca a seguire quanto avviene nella Villa Santa Maria di Pulsano. Peraltro, stando ai beninformati non ci sarebbe la necessaria nomina per l’incarico extraistituzionale di commissaria della rssa. 

A gennaio 2022, la Prefettura di Foggia, nella propria relazione, fece presente che l’ASL aveva indetto una gara per l’individuazione immediata e provvisoria di un nuovo gestore e che, a seguito di revoca in autotutela della procedura, aveva proposto all’Autorità regionale la gestione diretta. C’è da chiedersi adesso se l’Ufficio territoriale del Governo di Corso Garibaldi interverrà, visto che l’assenza di controllo in loco sta suscitando seri dubbi nel paese garganico e in quelli limitrofi rispetto alla maniera in cui gli anziani ospiti vengono sorvegliati e accuditi.   

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testatina dillo al direttore WEB

 

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