Sparatoria ad Apricena a Pasqua, cinque arresti. Uno di loro avrebbe esploso colpi di arma “per uccidere”

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Nella notte tra il 9 e 10 aprile scorso, a Pasqua, si è verificata una sparatoria ad Apricena. I Carabinieri hanno arrestato cinque persone in relazione all’incidente. Gianluca Galullo, 36enne del posto, è stato colpito alla gamba e operato, mentre il fratello minore Francesco Vincenzo di 28 anni è stato colpito a un braccio, medicato e dimesso.

Secondo i Carabinieri, il pm e il gip Danny Pio Cartanese, detto Leo, 20nne di San Severo, avrebbe sparato cinque volte con una pistola con l’intenzione di uccidere Gianluca Galullo. L’avrebbe fatto durante una spedizione punitiva conseguenza di un litigio avvenuto un’ora prima in paese. Altri quattro sanseveresi avrebbero partecipato: Costantino Leo di 20 anni; Cristian Salcone di 22 anni; Michael Giuseppe Cinotti di 30 anni; Vincenzo Giordano 19enne.

La gip Margherita Grippo ha firmato cinque ordinanze su richiesta del pm: carcere per Cartanese, accusato di tentato omicidio aggravato dai motivi abietti e futili e di concorso nel porto e detenzione illegale di due fucili e una pistola; domiciliari per i quattro concittadini accusati di concorso nel possesso delle armi. L’accusa si basa su testimonianze, intercettazioni e riprese video.

La sera di Pasqua Cartanese, Leo e Salcone raggiunsero Apricena per trascorrere la serata in piazza Costa. Qui entrarono in contatto con Gianluca Galullo e un compaesano L.M. Dopo una discussione per motivi banali, forse uno spintone, la situazione degenerò in rissa. Galullo e il conoscente riportarono lievi ferite alla nuca forse conseguenza di colpi sferrati con una bottiglia di vetro. I tre sanseveresi si barricarono nella loro auto e scapparono a San Severo.

Cartanese, Leo e Salcone decisero di vendicarsi per quanto successo in piazza Costa. Si armarono con due fucili e una pistola e tornarono ad Apricena insieme a Cinotti e Giordano per cercare Gianluca Galullo. Lo rintracciarono poco dopo mezzanotte mentre era in compagnia del fratello Vincenzo. Cartanese sarebbe sceso dall’auto e avrebbe esploso cinque colpi di pistola, ferendo i fratelli Galullo.

I Carabinieri interrogarono le guardie giurate intervenute per sedare la rissa; i feriti; altri testimoni; eseguirono rilievi sul luogo del ferimento; acquisirono i filmati delle telecamere; e cominciarono a identificare i primi sospettati. Furono poi disposte intercettazioni.

Carabinieri, pm e gip ritengono che Cartanese sparò per uccidere Gianluca Galullo in considerazione della potenzialità offensiva dell’arma utilizzata; del numero di colpi esplosi (ben cinque); dell’inseguimento del rivale e degli spari a ripetizione nonostante l’apricenese fosse già zoppicante.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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