Arresti poliziotti penitenziari, Di Giacomo (Spp): "Condanna per violenze ma anche per mala gestio del Dap e del Governo"

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Sull’arresto di 10 agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Foggia, accusati dalla Procura dauna di tortura su detenuti psichiatrici, Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato di polizia penitenziaria Spp, ha tenuto, questa mattina, una conferenza stampa in via delle Casermette per condannare duramente non solo i presunti atti di violenza compiuti dagli uomini in divisa finiti nel fascicolo d’indagine ma anche l’amministrazione penitenziaria e il governo, responsabili, secondo il sindacalista, di non aver assunto alcun provvedimento efficace per risolvere i numerosi problemi di gestione carceraria presenti tanto nel penitenziario del capoluogo dauno quanto in diverse altre carceri italiane.

“Ferma condanna per chi si rende partecipe di simili episodi di violenza – esordisce il segretario generale di Spp -. Non lo dico solo oggi a Foggia, l’ho detto anche a Santa Maria Capua Vetere (in occasione dell’inchiesta di qualche anno fa che accertò analoghi episodi di tortura a danno dei detenuti del carcere campano, caso assurto alla ribalta nazionale proprio come in queste ore sta accadendo per l’istituto di pena dauno, ndr). Fermo restando – prosegue Di Giacomo - che la stessa condanna, dura e ferma, va fatta per l’amministrazione penitenziaria e per l’attuale governo, che nell’ultimo anno non è stato in grado di lenire minimamente tutte le conflittualità presenti negli istituti carcerari italiani."

"Negli ultimi 12 mesi – dettaglia il sindacalista - 2mila poliziotti sono finiti in ospedale perché picchiati da detenuti. Ciò, va detto chiaramente, non può e non deve costituire una giustificazione per quanto accaduto nel penitenziario di Foggia, serve però a far capire il clima in cui si verificano gli episodi di violenza contestati dalla Procura. C’è poi da ricordare che in 72 giorni del nuovo anno 26 detenuti si sono suicidati, tutti di giovane età e tutti con problemi psichiatrici".

"Non è questa una violenza ancor maggiore? Non è una condanna alla pena di morte? Esagero? – s’interroga Di Giacomo nel dipingere i gironi infernali dei penitenziari italiani -. Penso di no – la conclusione -. C’è quindi bisogno che l’amministrazione penitenziaria e il governo ripongano al centro dell’interesse pubblico la situazione delle carceri, che sono composte in parte da detenuti, ‘poveri cristi’, che subiscono le peggiori angherie che si possano immaginare, non dalla polizia penitenziaria ma anche dagli altri detenuti";

"e, per converso, da un altro pezzo di detenuti che in galera dovrebbero aver posto fine alla loro carriera criminale, anche se purtroppo non è così, cosa che non dico io ma le indagini dell’antimafia che accertano periodicamente lo spaccio di droga tra le celle, oltre che duemila telefonini trovati in un anno tra i soggetti ristretti".

"Tutto ciò esprime la necessità che lo Stato si rioccupi dei detenuti, perché essi devono espiare la pena per essere rieducati, non per suicidarsi o prendere botte. Ripeto, non c’è scusa alcuna per i gesti di cui sono accusati i 10 agenti di Foggia, per cui resta da parte del nostro sindacato una ferma e dura condanna senza se e senza ma” (altri dettagli nell'intervista video).

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet