È un mestiere ingrato quello del vigile del fuoco, tra i più rischiosi al mondo. È per questo che, mediamente, un pompiere di solito va in pensione entro i 60 anni d’età. Ne aveva 59 Antonio Ciccorelli, il caporeparto della compagnia dei vigili del fuoco di Foggia deceduto la scorsa notte in un canale della statale 89 che collega Apricena a San Severo.
Antonio, raccontano i parenti, aveva già presentato la domanda di pensionamento. Si sarebbe congedato a distanza di meno di un anno dal tragico evento, ad agosto 2025. Il corpo del caporeparto è stato ritrovato senza vita nell’abitacolo della sua auto, travolta dalla piena di un torrente, con la quale - come sempre - era arrivato per soccorrere un’altra vettura.
Uno dei due pompieri, Filippo Civetta, consigliere comunale di Casalvecchio di Puglia, era rimasto ferito, e dunque trasportato in ospedale al Masselli Mascia di San Severo, mentre l’altro risultava disperso. La tragedia si è consumata a poca distanza dalla strada provinciale 30, che collega San Severo a Torremaggiore. Una delle zone maggiormente colpite dal diluvio che si è abbattuto sulla provincia.
Le ricerche dei sommozzatori sono andate avanti per tutta la notte, fino a quando, intorno alle 04:00, il corpo senza vita di Antonio non è stato recuperato, ancora in auto, poco a valle rispetto al punto in cui il veicolo con a bordo i vigili del fuoco era stato travolto dalla bufera. “Cosa è accaduto precisamente è ancora in corso di accertamento, ma intanto sappiamo che l’autovettura con cui si stavano muovendo i colleghi per prestare soccorso a un’altra auto è stata colpita e trascinata dall’acqua del canale per circa 700 metri”, racconta alla stampa il dirigente della comunicazione di emergenza dei vigili del fuoco Luca Carli.
“Fortunatamente uno dei due colleghi è riuscito a mettersi in salvo, ma nulla purtroppo ha potuto fare Antonio Ciccorelli, che è rimasto all’interno dell’abitacolo dell’auto ed è stato trascinato per circa 700 metri”, spiega. “Poi stamattina (ieri), intorno alle 04:00, i sommozzatori sono riusciti a individuare prima l’auto e subito dopo, purtroppo, hanno accertato la presenza al suo interno del collega senza vita”, dice. “Al momento non abbiamo altre informazioni, ma stiamo proseguendo con l’ispezione e le ricerche per vedere se ci sono altre situazioni di questo tipo”, fa sapere. “Purtroppo lo stiamo facendo nel dolore per la perdita del collega, non solo da parte del comando di Foggia ma di tutte le stazioni d’Italia”, chiosa. “È un momento in cui ci stringiamo forte soprattutto attorno alla famiglia e ai colleghi del comando di Foggia che stanno vivendo maggiormente questo immenso dolore”, conclude.
“Appena sono sceso a valle e ho visto l’auto ho chiamato mia moglie”, racconta invece l’agricoltore Michele Fulgaro, il primo a lanciare l’allarme. “Era quasi buio, ma ce ne siamo accorti subito”, afferma. “Dopo mezzo minuto abbiamo chiamato carabinieri, polizia e vigili del fuoco e questi ultimi sono arrivati immediatamente”, sottolinea. “Ci siamo accorti anche che l’auto appena giunta sul posto stava avendo difficoltà a causa della piena, ma immaginavamo che stesse tentando di soccorrere le persone presenti nell’altra”, cerca di spiegare. “Piano piano vedevamo che si stava allontanando, spinta dall’acqua”, racconta. “Ci siamo avvicinati per vedere meglio, ma non siamo riusciti a vedere più niente, nessuna delle due auto, erano sparite”, conclude.
“Una brava persona”, racconta chi lo conosce. “Un caporeparto che non ha mai alimentato polemiche e che svolgeva serenamente il proprio lavoro”, dice Giorgio Cislaghi a l’Attacco. “Personalmente conoscevo suo padre, anche lui vigile del fuoco”, spiega. “Sua moglie lavora all’Acli e anche lei è una bravissima donna”, afferma. “Gente che lavora onestamente”, sottolinea. “Sono profondamente colpito da questa tragedia”, chiosa.
“Ho parlato con il cognato Giuseppe Mainiero, marito della sorella di Antonio, che mi ha comunicato che la camera ardente dovrebbe essere presso la sala formazione del comando dei vigili del fuoco di Foggia”, rivela il suo collega Leonardo Iaccarino a l’Attacco, anche lui caporeparto. “Con Antonio ho lavorato per 18 anni e posso dire senza retorica che era uno dei migliori professionisti del corpo”, fa sapere. “Attendiamo il parere del Ministero competente, ma per un eroe morto sul posto di lavoro, durante una missione, ci aspettiamo i funerali di stato, che comunque non sappiamo ancora quando saranno”.
Ieri sono arrivati i primi messaggi di cordoglio. “Oggi è un giorno di profondo dolore per la nostra città”, scrive la Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo. “Con il cuore colmo di tristezza, piangiamo la tragica perdita del vigile del fuoco Antonio Ciccorelli, caduto eroicamente mentre prestava soccorso durante l’alluvione che ieri ha colpito la città di San Severo”, prosegue. “Antonio ha dato la sua vita per il bene degli altri, incarnando i più alti valori di coraggio, dedizione e senso del dovere. La sua generosità e il suo spirito di sacrificio resteranno impressi per sempre nei nostri cuori e nella memoria di chi ha avuto l’onore di conoscerlo”, sottolinea. “A nome dell’intera amministrazione comunale e della cittadinanza, esprimo il più sincero cordoglio alla sua famiglia e ai suoi colleghi del corpo dei Vigili del Fuoco. La sua perdita è un dolore immenso, ma il suo esempio di eroismo e di impegno verso la comunità sarà per noi e per le generazioni future un modello di generosità e senso del dovere”, conclude. “La comunità si ritroverà unita nel giorno del lutto cittadino – di imminente proclamazione - per ricordare Antonio Ciccorelli e il suo estremo sacrificio e si stringe attorno ai suoi cari offrendo il proprio affetto e supporto”.
Struggente la testimonianza delle sorelle Rosanna e Daniela Tafanelli, le due donne soccorse dal vigile del fuoco. “Antonio Ciccorelli ci ha portate in salvo, è stato il nostro angelo”, afferma la prima. “è andato incontro alla morte per portare aiuto ad altre persone”, sottolinea. “Il cuore mi fa male al pensiero che siamo state le ultime persone che ha abbracciato”, chiosa. “Siamo state travolte da un nubifragio, l’acqua e il fango hanno raggiunto le mie gambe e il fango il tetto della macchina, Antonio mi ha fatto compagnia a telefono mentre urlavo e piangevo, dicendogli che stavo per morire”.
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