Le indagini sulla tragica morte di Lucia Salcone , avvenuta tra la notte di venerdì 27 e sabato 28 settembre nelle campagne tra San Severo e Castelnuovo della Daunia, continuano a fare emergere dettagli inquietanti. La 47enne ha perso la vita mentre si trovava a bordo di un'automobile, che successivamente è andata in fiamme. Il marito, Ciro Caliendo, è attualmente l'unico sospettato di omicidio volontario.
Dalle ultime informazioni trapelate, i soccorritori intervenuti sul luogo dell'incidente hanno segnalato un intenso odore di benzina, un elemento che desta preoccupazione poiché l'auto coinvolta, una Fiat 500, era alimentata a gasolio.
Caliendo avrebbe dichiarato di avere con sé una tanica di benzina, utilizzata per accendere sterpaglie in campagna, ma questa spiegazione non ha convinto gli inquirenti.
Un altro aspetto rilevante emerso dal sopralluogo riguarda gli airbag dell'auto, che non sarebbero esplosi. Questo porta a supporre che, se si è verificato un impatto, esso sia avvenuto a bassa velocità.
Inoltre, i rilievi effettuati dalla polizia scientifica presso l'abitazione dei coniugi Caliendo hanno rivelato tracce e indizi che potrebbero risultare fondamentali per le indagini. Questi elementi potrebbero fornire ulteriori chiarimenti sulle dinamiche della tragedia.
Mercoledì 9 ottobre, alle ore 12:00, presso la Procura della Repubblica, si svolgerà una riunione per conferire incarichi ai consulenti tecnici del PM e delle parti coinvolte. Si faranno esami tossicologici sugli indumenti e sugli effetti personali di Lucia Salcone rinvenuti sul luogo dell'incidente.
Gli investigatori cercano di mettere insieme i pezzi di questo drammatico puzzle. La comunità attende risposte chiare su quanto accaduto quella notte fatale e sulle eventuali responsabilità di Ciro Caliendo in questo tragico evento
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