Relazione semestrale DIA su mafie pugliesi: “4 principali organizzazioni mafiose foggiane collegate tra loro”

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Lo scenario mafioso pugliese è costituito da una pluralità di organizzazioni criminali, per lo più autonome, caratterizzate da un accentuato dinamismo conseguente agli altalenanti rapporti di conflittualità ed alleanze interni. Il contesto criminale pugliese, è spiegato nella relazione semestrale della DIA diffusa oggi, viene tradizionalmente suddiviso in tre fattispecie mafiose distinte: camorra barese, mafie foggiane e sacra corona unita, che tuttavia all’occorrenza realizzano tra loro, in maniera sinergica, forme di strategica collaborazione funzionali al soddisfa- cimento di remunerativi e comuni interessi illeciti.

Il modello di criminalità organizzata indicato come la camorra barese è caratterizzato da una pluralità di clan indipendenti privi di una connotazione unitaria la cui struttura è comunque di tipo verticistico, diversificata da caso a caso e che prevede, al suo interno, ruoli e “gradi” stabiliti da veri e propri rituali di affiliazione mutuati dalle altre organizzazioni criminali, quali la camorra napoletana e la ndrangheta, da cui originano o dalle quali hanno subito significative influenze. La peculiarità dei clan egemoni è quella di assumere la caratteristica di una “federazione” di gruppi criminali all’interno della quale pochi clan sono dominanti rispetto agli altri.

La criminalità organizzata foggiana (le mafie foggiane o c.d. quarta mafia) annovera una pluralità di identità mafiose distinte: la società foggiana, la mafia garganica, la mafia sanseverese e la mafia cerignolana. A queste si aggiungono altri gruppi criminali per i quali non è stata giudizialmente acclarata la connotazione mafiosa, benché siano sotto costante attenzione info-investigativa per la loro pericolosità, lo spessore criminale e la stretta vicinanza con i clan mafiosi. Tali consorterie operano sull’intero territorio provinciale secondo una dislocazione che idealmente suddivide la provincia in 4 quadranti geografici: Foggia, Macro-area del Gargano, Alto Tavoliere e Basso Tavoliere.

Molteplici risultanze investigative hanno consentito di acclarare che, sotto il profilo delle relazioni criminali, le quattro principali organizzazioni mafiose foggiane sono tra loro collegate, secondo logiche di condivisione di strategie, di interessi, di campi d’azione e di reciproco supporto. I clan più strutturati annoverano nella propria orbita gruppi minori, talvolta composti da pochi elementi, caratterizzati da profili soggettivi di marcata pericolosità, i quali evidenziano nelle loro azioni (talvolta slegate dalle principali strategie operative dei sodalizi), i canoni mafiosi della violenza e della prevaricazione.

La sacra corona unita affonda le sue radici nella penisola salentina, tra le province di Lecce e Brindisi, e molto meno attiva nella città di Taranto e nella sua provincia. L’autorevolezza riconosciuta alle figure apicali delle organizzazioni criminali storiche della sacra corona unita, soprattutto a Lecce, non appare minata dallo stato di detenzione di alcuni boss, che riescono a mantenere attivi i rapporti con l’esterno anche grazie al supporto garantito da parenti e sodali liberi. Il traffico di stupefacenti si conferma il core business di tale matrice criminale, grazie alla sua elevata redditività. Questo settore è ulteriormente rafforzato dalla creazione di solidi legami con altre organizzazioni criminali che garantiscono privilegiati canali di approvvigionamento dello stupefacente sia esteri (Albania e Spagna) sia nazionali (trafficanti calabresi).

In Puglia l’azione preventiva nei confronti di tutte le predette compagini mafiose si è sostanziata nell’emissione di 50 provvedimenti interdittivi da parte dei Prefetti pugliesi, di cui 7 provvedimenti di prevenzione collaborativa ex art. 94 bis D.Lgs. 159/2011, 1 diniego di permanenza o nelle white list con contestuale rinnovo di informativa antimafia e 4 provvedimenti di gestione straordinaria ex art. 32 D.L. 90/2014. Il settore economico maggiormente interessato è quello della zootecnia, ma appaiono significativi anche quello sanitario e assistenziale, quello alberghiero e quello della ristorazione. 

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