Cerignola per il riciclaggio e i traffici più imprenditoriali, Foggia come epicentro strategico, San Severo e il Gargano per l’operatività militare. Si struttura così, in quattro quadranti, la mappa della criminalità organizzata in Capitanata secondo il tenente colonnello Paolo Iannucci, capo della Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Foggia. Nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri pomeriggio, Iannucci ha illustrato come la cosiddetta Quarta Mafia stia evolvendo, rafforzando le interazioni tra clan e aprendosi a scenari sempre più ampi.
“Per la prima volta abbiamo sviscerato le interazioni fra le quattro matrici. Foggia resta al centro delle alleanze, mentre Cerignola si conferma polo per le attività economiche criminali più raffinate”, ha spiegato. Un ruolo fondamentale lo stanno giocando i collaboratori di giustizia, in particolare quelli provenienti da Vieste, che stanno rompendo l’omertà storica del Gargano.
Le indagini hanno documentato la proiezione della mafia foggiana verso l’Abruzzo e la saldatura tra clan del Gargano e di San Severo, con ramificazioni fino a Pescara. “Non parliamo più di mafia rurale, ma di un’impresa criminale che si muove, anche all'estero”, ha detto Iannucci, citando l’inchiesta Grande Carro e il coinvolgimento in traffici internazionali.
Al tempo stesso, crescono le infiltrazioni nel tessuto economico e politico. “Lo dimostrano gli scioglimenti di sei comuni foggiani e le interdittive antimafia, che in cinque anni sono state circa 140 su oltre 5mila verifiche approfondite”.
Un’evoluzione mafiosa che punta al controllo dell’economia, come confermato dall’operazione Omnia Nostra, che ha portato al sequestro di due aziende edili gestite ora dallo Stato. “L’obiettivo – ha concluso – è restituirle pulite al mercato”.
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