Donato Romano, muratore foggiano di 44 anni senza precedenti penali, è l’indagato principale per l’omicidio di Giovanni Mastropasqua, fruttivendolo di 50 anni ucciso il 19 giugno 2025 con un colpo di pistola al collo mentre si trovava nella sua auto Smart in pieno centro città.
L’incontro tra i due sarebbe nato da un debito: Mastropasqua aveva prestato 1500 euro a Romano ad aprile per acquistare attrezzi da lavoro, somma che secondo l’indagato sarebbe arrivata a 4500 euro con presunte minacce di morte. Il 19 giugno si videro davanti alle Poste in via Testi, Romano mostrò un bancomat vuoto e si spostarono in via Zuretti, dove scoppiò una lite fatale ripresa dalle telecamere di sorveglianza. Romano fu arrestato poche ore dopo grazie al video, identificato dai familiari della vittima.
Romano ha ammesso il gesto, sostenendo di aver agito in preda al panico dopo una minaccia tipo "ora ti faccio vedere che succede", sparando alla cieca con una pistola scacciacani modificata acquistata quel giorno da uno straniero.
La Procura, coordinata dalla pm Rosa Pensa, contesta omicidio premeditato per l’arma portata all’appuntamento, più porto illegale e ricettazione; l’arma fu rinvenuta un mese dopo in un box legato all’indagato. La difesa punta a contestare l’aggravante per evitare l’ergastolo e accedere a riti alternativi.
Nei prossimi 20 giorni l’avvocata Monica Scaglione potrà richiedere nuovi interrogatori, indagini integrative o memorie difensive. L’udienza preliminare è fissata per i primi mesi del 2026, con i familiari di Mastropasqua, assistiti da Ettore Censano, che si costituiranno parte civile. Il processo verterà sul video e sulla premeditazione, supportata da Ris e confessione.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).