Notte di paura a Zapponeta, dove un medico in servizio presso la guardia medica è stato vittima di un grave episodio criminoso. Ignoti hanno sottratto l’auto privata del professionista, mezzo indispensabile per lo svolgimento dell’attività assistenziale sul territorio. Secondo quanto ricostruito, tre individui si sarebbero introdotti nell’area della struttura sanitaria dopo aver tagliato la sicura del cancello che proteggeva il veicolo. Accortosi di quanto stava accadendo, il medico avrebbe tentato di fermare i ladri, venendo però bersagliato dal lancio di pietre.
Per evitare conseguenze peggiori, è stato costretto a rifugiarsi all’interno dell’ambulatorio. A rendere noto l’episodio è stato Salvatore Onorati, medico di medicina generale ed ex presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Foggia. “Ladri!”, ha dichiarato Onorati. “Un giovane che si laurea in medicina comincia, in genere, a lavorare facendo la guardia medica. Per farlo ha bisogno di avere la macchina per spostarsi dalla sede di guardia ai domicili dei pazienti. Acquista la macchina, firma per le rate e fiducioso affronta il proprio lavoro. Succede, però, è successo questa notte a Zapponeta, che qualche figlio di buona donna durante la notte arriva e ti ruba la macchina, con giovane collega uscito per cercare di impedire il furto fatto oggetto di lancio di pietre e costretto a barricarsi nell’ambulatorio. È come se avessero rubato un’ambulanza. Il giovane collega ha subito un danno economico, un trauma psichico e il paese questa notte non aveva la possibilità di avere il medico a casa se qualcuno avesse avuto bisogno! In un momento in cui i medici sono pochi e i posti da coprire sono molti è del tutto evidente che nella scelta della sede il medico dovrà tenere conto anche del rischio di avere un danno economico e in più il rischio di lasciarci la pelle. Nessuna lamentela se nella scelta poi qualche paese non dovesse avere la giusta copertura del servizio. È un obbligo garantire, da parte anche dei sindaci, sicurezza fisica ed anche la sicurezza di non essere derubati ai colleghi che si trovano da soli di notte a vigilare sulla salute delle comunità”.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale. La segreteria provinciale ha condannato con fermezza quanto accaduto, evidenziando come l’episodio si sia verificato mentre il medico si trovava all’interno della struttura, esposto a un rischio personale estremamente grave. “Tutto è avvenuto mentre il collega si trovava all’interno della sede, esposto a una situazione di potenziale e gravissimo pericolo personale”, precisano dal sindacato. Il vice segretario vicario del settore continuità assistenziale, Libero Ciliberti, ha parlato di un fatto di eccezionale gravità. “Si tratta di un atto di una gravità inaudita, che conferma ancora una volta la cronica mancanza di sicurezza che da tempo persiste in molte sedi di continuità assistenziale della nostra Asl. Come sindacato, abbiamo più volte denunciato negli ultimi mesi i numerosi episodi di violenza, intimidazione e aggressione che i medici sono costretti a subire durante lo svolgimento dei turni di lavoro, che ricordiamo garantiscono un servizio sanitario essenziale ai cittadini e alle comunità locali, spesso in condizioni logistiche e organizzative inadeguate. Il tutto avviene in un periodo storico estremamente delicato, nel quale i medici sono in prima linea anche nella battaglia per evitare che ulteriori tagli alla spesa sanitaria regionale possano compromettere, nel breve periodo, la stessa sopravvivenza delle sedi di continuità assistenziale e la copertura dei turni. Se tali condizioni dovessero perdurare e se episodi come quello di Zapponeta dovessero continuare a verificarsi, è evidente che sempre meno colleghi saranno disposti a lavorare in questo settore”.
Condanna netta è arrivata anche dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Foggia, che ha sottolineato le ripercussioni dell’accaduto sull’assistenza sanitaria locale. “L’ignobile furto ha messo in serio pericolo l’intera popolazione del piccolo comune, privato della possibilità di ricevere assistenza in caso di necessità a causa dell’impossibilità del medico di raggiungere le abitazioni dei pazienti. Sempre più spesso, purtroppo, stiamo assistendo al verificarsi di situazioni che determinano il venir meno delle indispensabili condizioni di sicurezza nelle sedi di continuità assistenziale, soprattutto in quelle in cui opera un solo medico per turno. A tal proposito si auspica che al più presto venga decisa la riorganizzazione del servizio a livello regionale”, ha commentato il presidente Pierluigi De Paolis.
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