La famiglia di Camilla Di Pumpo: “La nostra vita è cambiata per sempre, ora chiediamo Verità e Giustizia”

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“La nostra vita è cambiata per sempre, una maledetta sera del 26 gennaio 2022 – scrivono in una lettera aperta Michele, Roberta e Matteo, genitori e fratello di Camilla Di Pumpo -. La Fiat Panda sulla quale nostra figlia Camilla stava rientrando a casa al termine di una giornata come le altre è stata letteralmente travolta da una vettura che correva a velocità folle, in pieno centro abitato a Foggia, e lei, al volante, non ha avuto scampo e ha perso la vita in seguito alle molteplici fratture e lesioni riportate”. 

“Aveva 25 anni, dopo la laurea in Giurisprudenza stava esercitando la pratica forense: il suo sogno era diventare avvocato penalista, un obiettivo per il quale si applicava con grande passione”.

“Non ha avuto scampo: nessun’ altra e nessun altro avrebbe potuto sopravvivere a quell’incrocio, in quel momento. Chiunque avrebbe potuto essere lei e morire come lei. Nessuno poteva proteggerla, nessuno poteva aiutarla, nessuno poteva salvarla. Neppure noi, che l’abbiamo messa al mondo, amata e cresciuta, pensando che bastasse il nostro immenso amore a tenerla sempre al sicuro”.

“Lei era determinata, testarda, autentica, leale, una ragazza speciale che donava amore a chiunque incontrasse e che credeva profondamente nei valori della giustizia e dell’equità. Aveva trovato nonostante la giovane età un suo equilibrio e sapeva cogliere le sfumature più belle della vita. Chi l’ha conosciuta, anche solo per un attimo, o ha incrociato il suo sguardo o il suo sorriso, non potrà mai dimenticarla”. 

“Ci restano e resteranno di lei ricordi e momenti preziosi, tantissime foto, ma che non renderanno più sopportabile il dolore col quale da allora siamo e saremo costretti ogni giorno e ogni notte a convivere, impossibile da spiegare e comprendere. Il dolore del sentire la sua assenza e chiederci come sarebbe stata la nostra vita con lei, che era di quanto più lontana si potesse immaginare dalla morte. Come sarebbe stata la sua vita”. 

“Non abbiamo potuto impedire quello che è successo, ma come genitori sopravvissuti a un crimine stradale, per lei e per tutte le altre vittime innocenti, abbiamo dovuto affrontare un percorso alla ricerca di Verità e Giustizia che si è rivelato lungo e faticoso, all'interno di quelle aule di tribunale che Camilla amava e avrebbe voluto frequentare per tutta la sua vita, che si è trasformato in un calvario e ha aggiunto ulteriore dolore a quel nostro dolore”. 

“Si è resa Camilla corresponsabile della propria morte, cercando di colpevolizzare la vittima, il suo omicidio è stato derubricato come un banale incidente stradale e una perizia tecnica – discutibile e contraddittoria – sulla velocità delle auto coinvolte è diventata l'elemento di valutazione cardine che ha portato a una condanna solo sulla carta della persona che ha ucciso nostra figlia (senza soccorrerla, cercando di sottrarsi alle proprie responsabilità inscenando una improbabile sostituzione alla guida con il padre, senza mai chiedere scusa o dimostrarsi dispiaciuto): da cittadini non possiamo accettarla, prima ancora che da genitori di Camilla e di tutte le Camilla che hanno perso la vita in circostanze analoghe, tante, troppe”.

“La nostra ostinazione nel difendere la sua memoria e nella ricerca di Verità e Giustizia ci ha portati fino alla Corte di Cassazione, sopportando e provando tante amarezze, ignorando chi ci consigliava di arrenderci e rassegnarci, di "lasciare perdere"”.

Giovedì prossimo 19 febbraio la Suprema Corte deciderà sull'ammissibilità del nostro ricorso, e abbiamo sentito l'esigenza di scrivere una lettera aperta per ricordare una vicenda che non riguarda soltanto noi, anche se siamo noi e soltanto noi che stiamo soffrendo e pagando tutte le conseguenze di un episodio che non è imputabile semplicemente a una guida spericolata ma che rispecchia uno stile di vita, un modo sprezzante di affermarsi ignorando elementari regole di civiltà e sicurezza, calpestando e mettendo irresponsabilmente a repentaglio altre vite”.

“Una lettera per chiedere una preghiera per Camilla e per i magistrati che dovranno cercare e trovare Verità e Giustizia nei fascicoli e nelle carte che hanno a disposizione e dovranno visionare e studiare”.
 
“Una lettera per ringraziare di cuore tutti coloro che ci sono stati accanto, anche senza conoscerci, piangendo con noi, per noi e per nostra figlia”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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