Nonostante l’Italia sia considerato uno dei Paesi più evoluti al mondo soffre di un’importante povertà educativa che poi si riverbera dell’economia, nello sviluppo sociale e di fatto in tutti gli ambiti del vivere comune.
Sulla base di questa consapevolezza Orazio Giancola e Luca Salmieri, docenti associati presso l’Università La Sapienza di Roma, hanno iniziato una ricerca durata circa due anni e mezzo sfociata nella pubblicazione di un libro dal titolo “La povertà educativa in Italia”. Il volume ieri sera è stato presentato dal professor Giancola, originario di Torremaggiore presso la sede sanseverese della Fondazione Luigi Allegato.
“La nostra ricerca è partita da un lungo processo di elaborazione – ha spiegato Giancola a l’Attacco –. Già nel nostro libro precedente, che si chiama ‘Sociologia delle disuguaglianze’, abbiamo sostanzialmente indagato le diverse dimensioni della disuguaglianza sociale, quindi disuguaglianze di accesso alla salute, disuguaglianza economica, disuguaglianza digitale, e così via. Un tratto comune tra queste è risultata essere la disuguaglianza educativa”.
E quindi povertà educativa, che ha precise caratteristiche: “La mancanza di titoli di studio e la mancanza di competenze, innanzitutto. A partire da queste osservazioni basate su dati empirici, abbiamo sviluppato un volume su larga scala sul tema della povertà educativa in Italia. E’ una tematica di grande rilevanza, perché tocca non soltanto alla popolazione giovanile, quindi gli studenti o coloro che sono appena usciti dal sistema educativo e formativo ma tocca anche la popolazione adulta”.
Quindi, in sostanza, che cos'è la povertà educativa? “La povertà educativa è la mancanza di un'istruzione formale adeguata, la mancanza di titoli di studio, fenomeno che si collega all'abbandono scolastico. Ma anche alla mancanza di competenze di base ed avanzate; terza dimensione fondamentale: mancanza di valutazione positiva, di motivazione all'apprendimento nel corso della vita, all'investimento in istruzione e formazione, anche dopo l’uscita dal percorso scolastico e formativo. Per queste ragioni riguarda gli studenti e, come detto, la popolazione adulta: gli studenti come futuri cittadini e lavoratori, la popolazione adulta, appunto, in quanto popolazione che attualmente vive l'esperienza di lavoro, l'esperienza civica e di partecipazione”, ha evidenziato Giancola.
Il dato che preoccupa è che le disuguaglianze educative in Italia nonostante l'espansione dell'istruzione, sono una costante. “Quindi ci è sembrato giusto e opportuno approfondire con una ricerca basata sia su fonti teoriche ma soprattutto su tanti fonti statistiche, il tema”.
Approfondimenti e ulteriori informazioni nell’edizione di domani del quotidiano l’Attacco.
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