L’attore Michele Placido ha incontrato la città di Foggia presso la Sala Fedora.
L’incontro ha fatto seguito allo spettacolo della sera precedente, dal titolo La Bottega del caffè, di Carlo Goldoni, con Michele Placido, Luca Altavilla, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Anna Gargano, Armando Granato, Vito Lopriore, Francesco Migliaccio, Michelangelo Placido, Maria Grazia Plos.
“Ho intuito che la classicità parla ancora oggi”, ha detto Placido. “Il mio personaggio è un antieroe, un antipatico, ma rivela le verità nascoste di una vita quotidiana in cui sotto un’apparenza serena e felice, si nasconde molto altro. Sono verità nascoste che rivelano come l’animo umano nel corso dei secoli non cambia. È la tecnologia che migliora, ma nel mistero che ci compone, noi uomini restiamo gli stessi”.

A proposito de La Bottega del Caffe di Carlo Goldoni con Michele Placido al Teatro Giordano, una delle sorprese più interessanti è stata quella di trovare l’attore originario di Sant’Agata di Puglia, Armando Granato, che dopo essersi formato a Foggia nelle scuole di teatro locali è riuscito a fare della sua passione un mestiere. “Quello dell’attore è un lavoro che si può fare, a patto di averne davvero voglia”, ha affermato. “Bisogna partire, mettersi in gioco e riuscire, laddove questo risulti possibile. Essere nella mia città oggi è una grande gioia. Sono dovuto andare al nord per poter tornare sul più importante palcoscenico di Foggia e ne sono felice”.
“Granato è stato un innesto preziosissimo nella nostra compagnia”, ha detto Placido. “Quando l’ho presentato all’altro regista Paolo Valerio, allo Stabile di Trieste, questo ragazzo che ha lavorato con tanta umiltà qui a Foggia, operando sempre nel campo culturale e teatrale, è stato apprezzatissimo. A Trieste tutti chiedevano di lui. Lo dico per sottolineare come noi foggiani, quando ci viene data un po’ di possibilità, creiamo un’energia anche diversa, senza voler toglier e nulla agli attori del nord. Questo accade forse per la volontà di affermarsi o per il talento nascosto. Fatto sta che Armando ormai fa parte del teatro stabile di Trieste, poiché seguirà la compagnia per tre anni. E questo è un premio che lui si è davvero meritato”.
Modesta Raimondi
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