"Stand-up per il dolore" nei Monti Dauni, il monologo che racconta la violenza sulle donne

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Nei piccoli borghi dei Monti Dauni meridionali prende il via il progetto La amerai più di una donna reale, progetto di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere voluto dall’Ambito Territoriale di Troia,

su iniziativa del sindaco di Troia e presidente dell’Ambito Territoriale di Troia, Leonardo Cavalieri, e dai sindaci dei sedici Comuni che ne fanno parte: Accadia, Anzano di Puglia, Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Castelluccio dei Sauri, Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito, Deliceto, Faeto, Monteleone di Puglia, Orsara di Puglia, Panni, Rocchetta Sant’Antonio, Sant’Agata di Puglia, Troia.

La amerai più di una donna reale porta a teatro “Solo per alzata di mano. Stand-up del dolore” un monologo di e con Stefania Benincaso e Federico Vigorito, un opera incentrata sull’ironia per combattere la violenza contro le donne.

Pianificato a circuito, lo spettacolo teatrale andrà in scena in tutti comuni dell’Ambito Territoriale di Troia. Dieci in tutto le tappe per il mese di dicembre. In lavorazione il calendario per il nuovo anno. Prossimi appuntamenti domani 7 dicembre ad Accadia e l'8 a Orsara di Puglia.

Uno spettacolo dissacrante, provocatorio, amaramente ironico, contro la violenza di genere che viene affrontata in tutte le sue molteplici declinazioni con un paradossale rovesciamento del punto di vista tradizionale. La drammaturgia attinge alla cronaca, alle vicende attuali, per dare voce, tramite il linguaggio spesso crudo ed immediato della stand-up comedy, alle donne vittime di violenza e disparità di genere.

"Il progetto che proponiamo è parte della intensa attività dedicata al contrasto della violenza di genere che l’Ambito Territoriale di Troia sta portando avanti da alcuni anni - dice il sindaco di Troia e presidente dell’Ambito Territoriale di Troia, Leonardo Cavalieri -. Oltre trenta donne dei nostri comuni hanno denunciato soprusi e violenza tra le mura domestiche ed oggi, grazie all’intervento dei servizi sociali vivono in case protette.

Sono misure necessarie, giuste, ma estreme, perché nessuna donna dovrebbe essere costretta a lasciare la propria case e la famiglia, il proprio lavoro e il paese in cui vive per sottrarsi alla violenza. E’ una questione di civiltà, di cultura, di educazione. Con i sindaci degli altri comuni abbiamo pensato al teatro come eccezionale veicolo, anche nei nostri piccoli borghi, di un progetto che diffonde la cultura della non violenza.

Invito tutti ad andare a vedere “Solo per alzata di mano. Stand-up del dolore” perché Stefania Benincaso porta in scena un monologo ironico, potente, diretto. Una riflessione cruda sulla violenza contro le donne".

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testatina dillo al direttore WEB

 

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