Foggia Film Festival, direttore artistico Bruno: “Sempre più impegno sociale e credibilità internazionale”

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Si è conclusa da poco la 13° edizione del Foggia Film Festival (andato in scena dal 19 al 25 novembre presso il Cineteatro Sala Farina), alla cui direzione artistica e organizzativa ci sono Pino Bruno e Maurizia Pavarini (de La Bottega dell’Attore-Teatro Studio Dauno). Il regista Giulio Base, l’attore Fabrizio Traversa e l’attrice Caterina Shulha sono stati gli ospiti della serata conclusiva, caratterizzata dalle premiazioni: la cerimonia, condotta dallo stesso Bruno, con Pavarini e Carine Bizimana, ha insignito quale miglior lungometraggio, in concorso nella sezione Feature Film Awards, “L’anima in pace” di Ciro Formisano; per i Documentary Awards il miglior documentario è stato “Peso morto” di Francesco Del Grosso, mentre la miglior regia è andata a “Guardiano del Faro” di Lorenzo Ferrò; “La mia Escort” di Alessandro Porzio ha invece trionfato come miglior cortometraggio degli Short Movies Awards. Per lo Student Film Festival, poi, il premio per il miglior cortometraggio sezione University è stato conferito a “Akka” di Mattia Antonio De Gennaro, con la produzione dell’Accademia di Belle Arti di Foggia. L’Attacco ha intervistato Pino Bruno per tracciare un bilancio di quest’ultima avventura festivaliera.

Allora, com’è andata?

Nonostante qualche difficoltà, ritengo sia stata un’edizione molto positiva. Diversi i punti qualificanti della kermesse di quest’anno. Come la mostra, a ingresso libero, di manifesti cinematografici originali dedicata a Monica Vitti, che abbiamo allestito con la Biblioteca la Magna Capitana presso la Galleria d'Arte moderna e contemporanea di Palazzo Dogana: è stata inaugurata il 15 novembre e si doveva concludere il 15 dicembre, ma poiché sta andando molto bene in termini di affluenza abbiamo deciso su proposta di Gabriella Berardi (direttrice del Polo bibliomuseale di Foggia, ndr) di prorogarla fino a gennaio. Vado inoltre orgoglioso dello Student Film Festival, contest nato 7 anni fa nella cornice della manifestazione e per cui stiamo anche pensando a uno ‘spin off’ futuro: con un apposito bando chiamiamo a partecipare università italiane, estere e scuole superiori e anche quest’anno c’è stata una risposta eccezionale. Tra gli altri, ci è pervenuto un cortometraggio persino dall'Università Westminster di Londra, ma anche lavori dall’Accademia di Brera, dalla Sicilia, dalla Sardegna, dai licei: è stato un successo enorme, i tre matinée di proiezioni allestiti, rivolti a un pubblico di giovani, erano strapieni di studenti da ogni zona d’Italia. Il vero successo è aver fatto sì che film-maker emergenti producessero per un pubblico di coetanei audiovisivi che parlano di tematiche sociali importanti come il contrasto al femminicidio e al bullismo, l’integrazione, il lavoro, la pace e la non violenza: il claim di questa edizione del Foggia Film Festival è stato infatti ‘Sguardi Divergenti’. E, al suo interno, per noi lo Student Film Festival è un momento educativo importante, che passa per il grande potere delle immagini e la cui direzione artistica abbiamo affidato a Rossella Menga, giovane foggiana di stanza a Milano laureata in cinematografia. Il terzo punto qualificante risiede nei lungometraggi, nei documentari e nei cortometraggi che hanno portato qui a Foggia registi, attori e sceneggiatori esperti, che hanno anche dibattuto su tematiche altrettanto importanti con il punto di vista tecnico e illuminante che solo i maestri possono regalare: ciò è fondamentale perché il cinema narra la storia socio-culturale della società, racconta quella contemporanea ma intravede anche quella futura. Una bella novità di quest'anno è stata poi la proiezione per tutta la settimana di film che denuciano la violenza di genere, la cui giornata di sensibilizzazione sul tema cade proprio il 25 novembre, data in cui si è chiusa la nostra kermesse.

Quali, tra gli altri, gli ospiti che hanno caratterizzato la 13° edizione?

Ornella Muti ha aperto il festival in veste di ospite d'onore, a chiuderlo Caterina Shulha, presidente di giuria della kermesse, modella e attrice internazionale di origini bielorusse che vive a Roma da tanti anni, nonché oppositrice della dittatura di Lukashenko. Abbiamo voluto Shulha a Foggia anche per dare un segnale ‘politico’ rispetto a ciò che sta accadendo nel mondo. E poi, tra gli altri, Giulio Base, regista contro corrente perché non segue le logiche del mercato. Ci ha fatto molto piacere, inoltre, il ritorno al festival, dopo il 2015 e il 2019, dell’Arcigay del capoluogo dauno, data la proiezione di un film sull'omofobia: si è creato, così, un bel dibattito che ha rappresentato anche un momento informativo, perché i ragazzi dell’Arcigay hanno ricordato alla città che presso la propria sede esiste uno sportello di sostegno psicologico per le vittime di omofobia. Simili incontri, rientranti nella sezione ‘Oltre gli Schermi’ del Foggia Film Festival, sono conversazioni sulle principali tematiche cha attraversano la società.

Quale, in definitiva, la mission della kermesse?

Promuovere la nuova cinematografia e favorire la circolazione del documentario italiano a forte valenza sociale, ovvero il cinema del reale che di solito non trova adeguato spazio e distribuzione nei grandi circuiti. E poi la divulgazione dei cortometraggi, lì dove anche quest’anno il livello delle opere dei film-maker in concorso è stato altissimo. Guarda caso, tra gli autori che passano da noi poi in molti vincono premi internazionali. Fungiamo da fucina e piattaforma di lancio di talenti. Per i quali, più che il pubblico in sala, conta l’impatto mediatico, che il Foggia Film Festiva ha, sia a livello nazionale che internazionale, perché in amministrazione possiamo vedere i contatti che registra il nostro sito: arrivano tantissimi click da Paesi e continenti di tutto il mondo, Stati Uniti, Canada, Arabia Saudita, India, Russia, Europa, solo per citarne alcuni. Da Foggia, paradossalmente, molte visualizzazioni in meno. Ciò che, però, per noi è importante è mantenere la credibilità internazionale che ormai abbiamo. 

A proposito di pubblico, è cambiato nel corso del tempo quello del Foggia Film Festival?

Un mutamento c'è stato. I primi anni abbiamo avuto molta parte di pubblico che partecipava alla rassegna perché voleva vedere dal vivo le star nostre ospiti. Poi, però, la città ha cominciato a interpretare bene la filosofia del festival e ad oggi annoveriamo in primis un pubblico di cinefili, tra cui anche professionisti e tanto mondo scuola, tra studenti, docenti e dirigenti scolastici. Nel corso degli anni c'è stata una crescita nel coinvolgimento di pezzi importanti della comunità: ora abbiamo un pubblico di qualità, che fa delle scelte.

E le istituzioni? Ritiene sostengano abbastanza il Foggia Film Festival?

Tutto sommato ritengo di sì. Quest’anno abbiamo acquisito per la prima volta anche il sostegno della Regione Puglia attraverso l’Apulia Film Commission. Per noi è un bel riconoscimento. Così come da tutte le amministrazioni comunali di Foggia, di qualsiasi colore politico fossero, il festival è stato sempre sostenuto, perché si è sempre ritenuto che potesse essere utile alla città, anche in termini di indotto economico, in ragione di tutti i nostri ospiti, italiani ed esteri, e del pubblico da fuori che giunge e si ferma a Foggia proprio per la kermesse.

Però quest’anno avete avuto problemi per il supporto economico del Comune.

L’ex gestione commissariale aveva messo a bilancio una somma per il festival. Ma sfortuna ha voluto che negli scorsi mesi, mi riferisco al periodo precedente all’elezione della neo Sindaca, alla guida del Settore Cultura si siano alternati tre dirigenti in poco tempo. Non è una polemica, per carità. Evidentemente nei passaggi di consegna tra dirigenti quei fondi si sono persi, non ci sono stati più assegnati, cosa che ci ha costretto a ridimensionare gli orizzonti dell’edizione. Lo abbiamo saputo solo a settembre. Fortunatamente è arrivato il sostegno della Regione, altrimenti credo proprio che il Foggia Festival Festival quest’anno non sarebbe potuto andare in scena, nonostante ci autotassiamo e i diversi sponsor privati che possiamo annoverare tra i nostri partner.

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