Croccante, gustosa, uno scrigno dai mille sapori: in altre parole paposcia. È lei la regina della “Gate&Gusto” organizzata negli spazi della Fiera di Foggia dove i maestri hanno riproposto l’eccellenza culinaria di Vico del Gargano che affonda le sue radici nel tempo.
La paposcia vichese, infatti, ha una storia che dura dal XVI secolo quando i fornai, dopo aver raccolto l’impasto del pane dalla madia, antico contenitore in legno, ne staccavano un pezzo e la stendevano a forma allungata per poi infornarla.
Questa fungeva da termometro per controllare se il forno aveva raggiunto la giusta temperatura per infornare il pane. Se questo impasto a forma allungata si gonfiava significava che il forno era pronto per infornare il pane e se aveva una crosta croccante indicava la bontà dell’impasto. Nacque così la pizza a vamp o pizza schett, oggi più comunemente chiamata paposcia.
E forse nemmeno quegli antichi artigiani – veri artisti del pane – avrebbero mai immaginato di quanto sia diventata oggi importante la paposcia, un cibo che racconta il territorio meglio di mille parole.
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