Si è svolta ieri la tradizionale processione dell’Iconavetere per le vie del centro della città di Foggia per rinnovare e celebrare la forte devozione che lega cittadini e fedeli alla patrona, la Madonna dei Sette Veli, di cui oggi 22 marzo ricorre la festa. Ad officiare le celebrazioni del programma liturgico della durata di tre giorni che si concluderà oggi, Mons. Giorgio Ferretti, eletto a guida dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino lo scorso novembre.
Una processione quella di ieri particolarmente partecipata dalla comunità, che ha visto moltissimi curiosi e devoti assieparsi lungo le strade attraversate dal lungo corteo che ha accompagnato il Sacro Tavolo.
E’ stata anche la prima ed importante occasione ufficiale in cui Ferretti si è presentato alla città, a cui ha voluto lasciare il suo messaggio dal pulpito della Cattedrale, che ha anticipato la solenne concelebrazione al rientro dell’Iconavetere nella sua sede.
La solenne processione è stata accompagnata dalle massime autorità civili e militari, con i Gonfaloni della città di Foggia e della Provincia di Foggia, dalle Confraternite e dalle pie Unioni del capoluogo; come anticipato già nel programma, durante il percorso c’è stata la sosta davanti alla Fontana del Sele, di cui ieri ricorreva il centenario dell’entrata in funzione. In Piazza Cavour Mons. Ferretti si è soffermato sulla lettura di un passo delle Sacre Scritture con cui ha esaltato la preziosità del bene acqua, con un’invocazione alla pioggia che bagna la terra arida, affinchè possa generare frutti e prosperità per uomini, animali e piante. Poi è seguita la benedizione della monumentale fontana, inaugurata il 21 marzo del 1924 e che ieri ha ripreso a zampillare dopo un lungo periodo in cui era rimasta a secco.
57 anni, genovese, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, dal 2017 Ferretti è stato missionario in Mozambico, fino all’ordinazione episcopale a Foggia, avvenuta il 9 dicembre presso la Papale Basilica di S. Giovanni in Laterano in Roma. In una Cattedrale stracolma, ha rivolto un fraterno saluto ai tantissimi foggiani accalcati tra i banchi e le navate: dall’altare è partito un forte appello all’unità della comunità e al superamento di divisioni e particolarismi: “Sento all’inizio di questo anno 2024 aprirsi davanti a noi un tempo nuovo. Sento la risposta di Dio alle nostre preghiere, al nostro desiderio di speranza, di un futuro diverso. Lui è il Padre buono, il Padre nostro che ci dà il pane quotidiano. Lui ci apre un tempo di speranza, Foggia lo merita! Per questo futuro, insieme dobbiamo lavorare, lottare. Sentiamoci figli e famiglia: Viviamo uniti, onesti, operosi, allegri, gentili, come in una famiglia. Una famiglia che vive in una casa comune, la nostra città. Fare il bene, insieme per cambiare, è nell’interesse di tutti e di ciascuno”.
“Abbiamo una grande responsabilità, tutti - ha proseguito Mons. Ferretti -. Costruiamo, proteggiamo, coltiviamo questo tempo nuovo. Questa casa è nostra! Questa città è nostra! Amiamola, facciamola più bella. Lo dobbiamo ai nostri figli. Più bella di come l’abbiamo trovata, la dobbiamo lasciare a loro. E dobbiamo integrare i nuovi italiani. Chi, dopo lunghi e pericolosi viaggi della speranza, cerca un futuro migliore, qui lo deve trovare”.
Per finire, una chiamata all’impegno di ciascuno rivolta a tutti i presenti ed alla comunità nella sua interezza: “Fortemente ci impegniamo questa sera di fronte alla nostra patrona a fare il bene, perché è facendo il bene che si è felici, perché la beatitudine è nel dare, nel costruire una Foggia bella, unita, onesta e accogliente”.
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