Lucera Capitale, lo strappo di Gifuni: due anni raccontati da l’Attacco, vicenda che costerà 2 milioni di euro

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È sempre piuttosto inelegante autocitarsi, ma dopo l’eclatante strappo di Fabrizio Gifuni con tutto il sistema di “Lucera Capitale”, attuato attraverso il disimpegno delle attività di Prima Vera al Garibaldi, adesso è noto certamente a più persone quanto l’Attacco va scrivendo fin dal 4 luglio 2023, quando tutto iniziò con la delibera della Giunta Pitta, annunciata all’anfiteatro proprio davanti all’attore che stava presentando, manco a farlo apposta, quella edizione di "Estate Muse Stelle". In questi poco meno di due anni si sono susseguite inchieste, rivelazioni, retroscena pubblicati dal nostro giornale che aveva acceso subito i riflettori su un’iniziativa che era parsa dal primo minuto come una vera e propria operazione politico-elettorale marchiata dal Partito Democratico, senza alcuna visione, condita da tanta fuffa narrativa e sostenuta da un numero di fiancheggiatori comunque in visibile diminuzione negli ultimi giorni. Del resto, bastava porre una appena sufficiente attenzione agli atti pubblici e alla metodica distribuzione scientifica di denaro per comprendere come non ci fosse alcuna visione strategica, alcun obiettivo di elevazione culturale, ma solo la creazione di un bulldozer burocratico e amministrativo che non si è mai fermato davanti a niente, e realisticamente non lo farà neanche in questa occasione, dopo lo scossone mediatico che ha assunto evidenti dimensioni nazionali. Per come è abituato ad agire il sindaco in carica per ancora meno di un anno, è pressoché certo che una rassegna all’anfiteatro si terrà lo stesso, possibilmente dopo il termine della prima fase dei lavori di riqualificazione che puntano proprio a un aumento dei posti a sedere, affidandosi totalmente all’ex Teatro Pubblico Pugliese che si occupa a tempo pieno di spettacoli, a cui affidare il budget già stanziato e magari aggiungendo altre risorse per far arrivare nomi possibilmente ancora più altisonanti. In questo modo, verrebbe dimostrare al nuovo “nemico” Gifuni che si può fare anche senza di lui, e nello stesso tempo si cercherebbe di mettere a tacere le critiche che ora stanno cominciando a montare anche tra i sostenitori della prima ora, compreso il nugolo di mummie che ha continuato fino all’ultimo a fare scenografia agli eventi pubblici, così da consentire il vano vanto di una “grande partecipazione della città” alla creazione e attuazione del dossier rimasto segreto per mesi e non ancora rivelato del tutto. L’Attacco aveva capito da subito che era stata creata una saldatura importante con i maggiorenti dem di Capitanata, e che sta continuando a reggere con gli ultimi incarichi e affidamenti diretti che vanno tutti nella stessa direzione.

Il caposaldo di ogni conseguenza è ovviamente la consegna di tutto il pacchetto organizzativo e decisionale nelle mani di Pasquale Gatta, attraverso l’agenzia Scopro di Monte Sant’Angelo diretta dalla moglie Rossella Ciuffreda. La coppia è stata presente fin dal principio, inserendo impropriamente il logo aziendale anche nel primissimo materiale prodotto (manifesti, brochure, fotografie), dando subito l’impressione di muoversi con atteggiamento padronale, naturalmente sostenuto e protetto da Pitta in persona che in questi due anni spesso non ha reso politicamente partecipe alcuno nella sua stessa maggioranza, mentre sul fronte amministrativo ha trovato il segretario generale dell’ente, Gianluigi Caso, l’esecutore materiale di ogni decisione.

Gatta è garanzia di politica attiva e militante: portavoce del Sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo D’Arienzo, a sua volta segretario provinciale del Pd del quale lo stesso Gatta cura l’ufficio stampa. E il perimetro dem è tutt’altro che chiuso, perché il primo collaboratore è sempre stato Gianni Di Bari, portavoce del consigliere regionale (e capogruppo del Partito Democratico a Bari) Paolo Campo. Il giornalista foggiano ha seguito tutta la prima fase fino all’audizione ministeriale di marzo 2024, quando Lucera ha disputato la finale poi vinta da L’Aquila, ottenendo comunque il titolo “regionale” 2025. Per alcuni mesi si è eclissato, salvo riapparire la settimana scorsa, come referente per lo specifico progetto dell’agenzia Smart Lab di Manfredonia, alla quale è stato affidato il servizio di ufficio stampa territoriale di Lucera Capitale, dietro compenso di 35 mila euro per 7 mesi di lavoro. In terra sipontina, l’operatore economico, che si occupa principalmente di marketing e molto poco di comunicazione, viene ritenuto vicino all’assessore in quota dem Matteo Gentile.  

Per Gatta, invece, gli emolumenti risultano essere decisamente maggiori, diretti e indiretti. Quelli personali, in qualità di coordinatore delle attività, ammontano a 31 mila euro, compresa la straordinaria e mai vista prima circostanza del riconoscimento della tredicesima mensilità per un incarico unico di dodici mesi. Per la direzione generale di tutto il pacchetto di eventi e manifestazioni, Scopro ne ha ottenuti altri 24 mila, oltre quelli per il resto dello staff per il quale sono previsti gli ultimi 17 mila. 

Ma poi c’è tutto il passato, vale a dire la fase di avvio del progetto, realizzato a quattro mani con la Fondazione Links di Torino che ha comportato una spesa in più tranche superiore ai 100 mila euro.

Alla fine, il computo totale dell’intera operazione si avvicinerà realisticamente ai due milioni di euro, anche grazie alla doppia e corposa variazione di bilancio che Pitta ha operato con le casse comunali, 300 mila euro l’anno scorso e altri 500 mila quest’anno, a cui si aggiungono tutti i soldi già spesi, il bonus promesso dalla Regione che ogni anno mette in palio 300 mila euro per la città che rappresenta la Puglia, oltre ai 50 già erogati per una mini rassegna di settembre 2023 e a quelli assicurati per il singolo sostegno delle Feste patronali, il cui Comitato è un altro terminale decisivo per la claque politica di cui Pitta gode in ogni occasione pubblica.   

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testatina dillo al direttore WEB

 

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