Da Manfredonia a Netflix, il suo contributo alla rivoluzione dei costumi sessuali: la storia di Adelina Tattilo

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Interpretata da Carolina Crescentini, la sua storia è stata recuperata e valorizzata attraverso la serie televisiva ‘Mrs Playmen’ che sarà visibile su Netflix dal 12 novembre prossimo, ma a Manfredonia e, più in generale, nella nostra provincia non erano tanti a sapere chi sia stata Adelina Tattilo. Protagonista del cambiamento culturale e sociale che ha rivoluzionato l’Italia nella seconda metà del XX secolo, era nata a Manfredonia nel 1928 in una famiglia cattolica e piccolo-borghese ed è morta a Roma nel 2007. Ha incarnato, con la sua attività editoriale, una vera battaglia contro i tabù legati alla sessualità, al divorzio e all’aborto in un Paese che - fino agli anni Sessanta e Settanta - manteneva una struttura sociale fortemente ancorata a valori cattolici rigorosi e ad un moralismo pubblico dominante. Il suo lavoro ha contribuito a trasformare la percezione della sessualità, soprattutto femminile, da argomento proibito a tema di discussione aperta e di emancipazione individuale. L’Italia del dopoguerra era un paese segnato da forti contraddizioni: da un lato, la ricostruzione e il boom economico portavano a una modernizzazione della società; dall’altro, il controllo della Chiesa cattolica sulla vita politica e culturale manteneva rigide norme morali, soprattutto riguardo alla famiglia, la sessualità e i ruoli di genere. Divorzio e aborto erano formalmente vietati e considerati illegali, e parlare apertamente di questi temi era tabù. La legge sul divorzio fu approvata solo nel 1970 e la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza nel 1978, frutto di lunghe battaglie sociali. In questo contesto, parlare di erotismo o di diritti sessuali era un atto di forte ribellione. Le donne erano socialmente colpite da un doppio vincolo: le aspettative tradizionali di moglie e madre e le restrizioni giuridiche e culturali contro la loro autonomia sessuale e riproduttiva. Il patriarcato e il moralismo cattolico permeavano non solo le istituzioni ma anche la vita quotidiana, limitando fortemente la libertà individuale.

Sposata con Rosario Saro Balsamo, Adelina mosse i primi passi nell'editoria con riviste come Menelik - un settimanale di fumetti erotici che riscosse un grande successo - e Big - una rivista musicale rivoluzionaria per il pubblico giovanile, in cui si affrontavano anche temi sessuali con un taglio più politico e meno superficiale rispetto alla concorrenza.

Nel 1967 fondò Playmen - un mensile erotico ispirato a Playboy, quest’ultimo allora proibito in Italia - ma, a differenza del suo modello statunitense con immagini molto sensazionalistiche, Playmen puntava a un erotismo più raffinato e meno volgare, con modelli di fascino discreto e una selezione curata personalmente da Tattilo, che comprendeva celebrità europee e italiane. Le copertine del magazine divennero iconiche per lo scandalo, come le immagini clandestine di Brigitte Bardot in topless o di Jackie Kennedy Onassis nuda al mare.

La stagione degli anni ’70 in Italia fu segnata da profonde lotte sociali: il Sessantotto, i movimenti femministi, le battaglie per il divorzio e l’aborto, finirono per erodere lentamente, ma in modo irreversibile, il sistema di valori tradizionale. Adelina Tattilo fu in prima linea in questo cambiamento culturale mediante la sua attività editoriale e la promozione di tematiche considerate scandalose fino a pochi anni prima. La sua rivista Libera, il giornale della donna moderna, non solo si occupava di erotismo, ma diventò spazio di dibattito politico e sociale per le donne, affrontando in modo diretto le questioni della liberazione sessuale e della politica di genere.

Le immagini di donne libere, le discussioni sulla sessualità femminile e il coraggio di proporre contenuti che sfidavano l’autorità della censura e della Chiesa attirarono un vasto pubblico e contribuirono a rompere un muro di silenzio soffocante. Le riviste di Tattilo divennero un mezzo per riflettere sul cambiamento dei costumi, mettendo in discussione i pregiudizi e proponendo nuove idee di libertà e autonomia.

La sua opera fu accompagnata da un impegno culturale che andava oltre il piacere. Partecipò attivamente alla diffusione di un messaggio di autonomia femminile, contribuendo a modificare l’immaginario collettivo e a preparare il terreno per le importanti conquiste legislative di quegli anni.

Nonostante il suo ruolo pionieristico, Adelina Tattilo non fu esente da critiche, anche da parte di femministe più radicali che vedevano nelle pubblicazioni erotiche un possibile rischio di mercificazione del corpo femminile. Tuttavia, seppe difendersi affermando la centralità della libera scelta e della rappresentazione positiva della femminilità come arma di emancipazione rispetto a norme oppressive. 

Una lezione profondamente attuale che rappresenta come il cambiamento richieda coraggio, visione e volontà di sfidare convenzioni consolidate. E che l’affermazione della libertà e dei diritti è sempre una conquista da avviare e portare avanti con intelligenza e determinazione.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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