Partecipazione ampia e sentita, quella del pubblico che ha gremito, ieri sera, la Palazzina Liberty, a San Severo, per incontrare Luca Telese – giornalista, scrittore e volto noto della tv – e il suo libro: “La Scorta di Enrico”, dedicata alla storia umana e politica della scorta di Enrico Berlinguer.
L’iniziativa è stata promossa dalle associazioni culturali, “Enrico Berlnguer” e “Custodi del passato”, impegnate da anni nella valorizzazione della memoria storica e civile del territorio e della Città dei campanili. La serata ha rappresentato un momento di riflessione collettiva, capace di intrecciare storia, attualità e testimonianze.
I saluti istituzionali, della Sindaca, Lidya Colangelo e accompagnata da altri amministratori comunali hanno sottolineato l’importanza d’iniziative capaci di riportare al centro il valore della memoria e dell’impegno civile. In sala erano presenti anche diversi ex Sindaci dei comuni limitrofi, a testimonianza di un interesse diffuso e trasversale. La serata si è conclusa con un lungo applauso e con il consueto momento dedicato al firmacopie.
“I protagonisti di questa storia vengono dalla resistenza: al fascismo, alla violenza, alla fame. Hanno percorso vie diverse: dalle montagne partigiane alle catene di montaggio. Sono arrivati a una medesima destinazione: il Partito comunista italiano. Che a un certo punto delle loro vite si incarna nella figura di un uomo, Enrico Berlinguer. Questa è la loro storia, intrecciata a quella del loro leader. È fatta di tante vicende pubbliche - dalla primavera di Praga al golpe cileno, dalla rottura con Mosca all'attentato di Sofia - e di altrettante testimonianze private che illuminano vittorie e pericoli, scorci di confidenze e di intimità. Racconta gli anni al servizio di una missione, per il partito e per il Paese, che univa le famiglie di Berlinguer e dei suoi uomini in una paura fin troppo concreta, come dimostra il tragico destino di Moro e della sua scorta. E si allarga nella foto di gruppo di un popolo che nella stagione breve e folgorante di Berlinguer visse la propria appartenenza politica con un'intensità forse mai più raggiunta”.
Così Luca Telese: “Non c'è apologia, e nemmeno agiografia in questo racconto: solo un'asciutta e preziosa esattezza, in cui la normalità di quella classe dirigente, rispetto alla irresponsabile follia di quella presente, sembra davvero un bene rifugio. Quello emesso dalla scorta di Berlinguer non è il sospiro nostalgico per un passato che non tornerà mai: è il seme di una storia che oggi può far nascere nuovi frutti con il suo esempio. Una, dieci, mille, scelte di vita”.
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