Cultura tra criticità e ricostruzione: percorso in salita per settore rimasto ai margini per molti anni

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La fotografia scattata nel 1962 nella piana di Siponto che ritrae Mimì Rinaldi, Maria Luisa Nava, Matteo Sansone e Antonio Murgo accanto ai frammenti delle stele daunie appena riemerse dalla terra sono state lo spunto per il contributo critico di Francesco Salvemini, nell’edizione di ieri. La cultura vive solo se qualcuno la prende in carico con responsabilità, competenza e continuità, è il suo monito che ritiene invece disatteso. L’analisi di Salvemini ha messo in fila criticità strutturali, ritardi amministrativi, donazioni non ancora catalogate, bandi non intercettati. Dall’altro parte, invece, le parole dell’assessora alla Cultura e del Sindaco rivendicano un percorso avviato e una volontà dichiarata di invertire la rotta. Il testo è severo. Parla di “patrimoni che attendono per anni la traduzione amministrativa in azioni concrete”, di “retorica del rilancio culturale che sostituisce la programmazione operativa”, di “una biblioteca che non ha capacità assorbente proporzionata alle ambizioni narrative dell’amministrazione”. L’assessora Valente e il Sindaco la Marca rispondono con un messaggio diverso: riconoscimento delle difficoltà, ma anche volontà di ricostruzione. Quella fotografia evocata da Salvemini racconta un territorio che seppe riconoscere il proprio patrimonio e trasformarlo in conoscenza. Oggi, la sfida è diversa ma altrettanto cruciale: trasformare donazioni, fondi, eredità culturali in un’infrastruttura viva, accessibile, produttiva. La città è davanti a un bivio. Da un lato, le criticità strutturali ricordate da Salvemini. Dall’altro, il percorso rivendicato da Valente e la Marca: bandi, risorse recuperate, interventi strutturali, una visione che prova a ricompattare ciò che per anni è rimasto disperso. Manfredonia saprà raccogliere il testimone che la professoressa Maria Luisa Nava e la sua generazione hanno deciso di restituire alla città? Per ora, le parole dell’assessora e del Sindaco segnano un punto di partenza. Sta alla comunità, alle istituzioni stesse, alle competenze del territorio dare seguito pratico e trasformarlo in un punto di svolta. Maria Teresa Valente è piuttosto chiara quando parte da un dato che ha pesato come un macigno: “Quando ho avuto la delega dal Sindaco, per la Cultura ho trovato zero euro nei capitoli di spesa. Zero”, ripete. Una frase che restituisce la misura di un settore lasciato ai margini per anni. Da lì, dice, è iniziato un lavoro di ricostruzione. “Ho lavorato soprattutto il primo anno per far sì che la Cultura non fosse più considerata la cenerentola dei settori”. E il primo risultato concreto è arrivato con il bilancio 2026, attraverso il quale “la Cultura adesso ha 251.000 euro per varie iniziative che abbiamo in mente di fare”. L’assessora non si nasconde dietro facili entusiasmi e aggiunge che “non pretendo e non ho l’arroganza di dire che sono stati risolti i problemi o colmate lacune che ci sono da anni e anni”. Considera di essere ad un punto di partenza, non di arrivo. Ma è un punto di partenza che, nelle sue intenzioni, segna una discontinuità.

La biblioteca comunale è il cuore del dibattito. Salvemini ne ha descritto le condizioni operative: personale part‑time, mancanza di competenze catalografiche, barriere architettoniche, donazioni non ancora catalogate. Valente non nega nulla: “È vero, la biblioteca ha vissuto momenti bui”. E racconta che, al suo arrivo, “il fondo Serricchio giaceva abbandonato dentro scatoloni, senza nessuna prospettiva futura”. Da qui, la decisione di intervenire subito. “Ho trovato le risorse, ho fatto acquistare gli scaffali e tutto l’arredamento per una sala che a breve sarà allestita come si deve”. Questa sala studio dedicata al fondo Serricchio, dice, è ormai prossima. “Dovevano già essere arrivati gli arredi, perché sono stati ordinati da settimane. A breve, comunque, avremo una sala studio dedicata”.

Per quanto riguarda il personale impiegato in biblioteca, Valente conferma che manca la figura della bibliotecaria ma aggiunge che “nelle prossime assunzioni, ho chiesto di inserire la figura della bibliotecaria. È già stata prevista”. È un punto che incrocia direttamente le osservazioni di Salvemini, secondo cui senza personale qualificato “la catalogazione di cinquemila volumi specialistici è impossibile”. Valente, però, insiste sul fatto che la macchina amministrativa è in movimento. “Alcuni passaggi non sono stati completati perché siamo ancora nel Piano di riequilibrio, ma abbiamo già previsto l’assunzione della bibliotecaria”.

La donazione di 5000 volumi della professoressa Maria Luisa Nava è il nodo più delicato. Salvemini parla di un patrimonio che richiede competenze, spazi, protocolli, tempi lunghi. Valente risponde dicendo che “questa è un’occasione preziosissima per la nostra città. Non potevamo assolutamente lasciarcela sfuggire. Io non prendo i libri per accantonarli, piuttosto mi impegno per far sì che tutto possa andare a buon fine”. 

Sul piano più operativo, “stiamo preparando gli atti per acquisire la donazione. Nel frattempo, in biblioteca ci sono depositi dove i libri potranno essere allocati prima degli allestimenti”. E ricorda che “stiamo candidando la biblioteca a un bando regionale che rimetterà in sesto la struttura, garantendo la valorizzazione dei fondi locali, del fondo Serricchio e del futuro fondo Ferri‑Nava”. La sua visione è chiara e la specifica quando dice che “bisogna avere il coraggio di osare, di rischiare in un settore che non è mai stato preso seriamente in considerazione”.

Proprio a questo riguardo, il Sindaco Domenico la Marca rivendica la scelta politica di affidare una delega specifica alla Cultura. “È stata una scelta fatta all’inizio – come era stato per Giuseppe Basta con Gianni Rotice Sindaco -. Ritengo che la cultura abbia un valore straordinario e strategico di prevenzione”.

Riconosce il lavoro dell’assessora, quando la descrive come “una persona appassionata, che sta dando tanto impegno”. Per il primo cittadino, la cultura non può essere un insieme di iniziative isolate. “Non è fare eventi occasionali – il suo pensiero -, ma fare in modo che ogni evento sia una nota di una melodia ben chiara”. E collega più settori a quello della cultura, come per esempio il turismo. “Mi auguro che nelle prossime settimane riusciamo a disegnare il Piano strategico del turismo, perché questo vuol dire dare una visione culturale della città”.

Interrogato sui problemi riferiti alla biblioteca comunale, il Sindaco non può fare a meno di confermare le evidenze quando riconosce che “abbiamo bisogno di risorse umane, e questo è un elemento di forte criticità perché abbiamo uno spazio che va valorizzato, reso accessibile e modernizzato”.

Il Piano per le assunzioni appena varato dalla Giunta in attesa dell’autorizzazione della Cosfel, prevede 12 nuove assunzioni ma nessuno andrà a colmare i vuoti in biblioteca. Non nell’immediato, anche se la marca assicura che “contiamo di dare risposte al fabbisogno con avanzi di bilancio e, una volta usciti dal Piano di riequilibrio, con nuove assunzioni. Non possiamo chiedere a un’autovettura con diversi acciacchi di correre subito a 130 chilometri all’ora – la sua metafora -. Dobbiamo andare piano e fare il percorso giusto”.

“Io ce la sto mettendo tutta – conclude l’assessora Valente -. I risultati si raccoglieranno nel tempo. Non possiamo pensare che problemi che si trascinano da anni rimangano per sempre senza soluzione”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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