L’orgoglio di Lisa Klinkova per la fierezza del popolo ucraino: la musica, i viaggi, la guerra. Da Kiev al Conservatorio

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C’è un’Europa dei giovani, dei viaggi della conoscenza e dell’interazione tra sistemi di formazione che corre più veloce di tavoli istituzionali e strategie geopolitiche e consegna un mirabile esempio di riuscito spirito di condivisione. E’ l’Europa di Erasmus a disposizione di migliaia di studenti, lo strumento forse più efficace di tutti per diffondere i valori dell’Unione e rafforzare l’identità comunitaria. Il Conservatorio di musica “Umberto Giordano” ha ricevuto, a marzo 2021, dalla Commissione Europea la comunicazione ufficiale della concessione della Erasmus Charter for Higher Education (ECHE) per l’intero periodo del programma Erasmus+ (2021 – 2027).

E’ grazie a questo strumento che permette di partecipare a tutte le attività di cooperazione e mobilità europee che la giovane musicista ucraina Lisa Yelyzaveta Klinkova ha deciso di venire in Italia da Kiev, a Foggia, per perfezionare i suoi studi con un Master degree in piano per il conseguimento del diploma accademico di II livello di Pianoforte indirizzo concertistico.

A lei il direttore Francesco Montaruli ha voluto affidare una toccante ed intensa esibizione del brano “Melodia” del compositore ucraino Myroslav Skoryk: scritto nel 1982 per il film “Alto Valico” è diventato nel tempo un vero e proprio inno spirituale ucraino. Lisa ha accettato benvolentieri di dedicare questa esibizione al suo popolo sofferente e l’intera comunità accademica del Conservatorio si è unita a lei in questo omaggio, ricordando che la musica è un messaggio di pace e di rispetto fra i popoli.

“Si è trattato di una dedica ispirata tratta da un brano molto noto e diffuso in Ucraina - spiega Lisa a l’Attacco -. E’ una melodia basata su motivi espressivi della nostra tradizione musicale e popolare senza testo che abbiamo fatto nostro e che rappresenta i nostri sentimenti.  Lo avevo ascoltato centinaia di volte ma non lo avevo mai suonato prima d’ora, ho cercato lo spartito e l’ho suonato per una registrazione a sostegno dell’Ucraina. La musica è come una lingua, il brano era già nella mia anima, per i musicisti non è necessario suonare tanto ma sentire dentro sè stessi per poter interpretare”.

L’evento artistico si accompagna ad una serie di altre iniziative avviate al Conservatorio a cui la giovane 23enne ha dato tutto il supporto possibile, con una raccolta fondi da inviare alle fondazioni riconosciute e un aiuto per l’arrivo e l’ospitalità della marea di profughi che stanno abbandonando il paese sotto le bombe.

Avviata allo studio della musica a sette anni, Lisa ha conseguito la lauera a Kiev e appena è stato possibile ha deciso grazie ad Erasmus di viaggiare e continuare a studiare, spinta dal desiderio di conoscere altre realtà e arricchire la sua formazione da concertista: “Ho colto l’occasione appena è stato lanciato il  programma Erasmus+,  sognavo da tanti anni di studiare all’estero per lo scambio culturale che è molto importante per ogni professione ma specialmente per i musicisti perché bisogna capire come funziona questo mondo, fare conoscenze per fare concerti, arricchire di esperienze l’attività musicale per poter seguire i progetti”. Dopo i primi cinque mesi a Monopoli è approdata a Foggia dove l’organizzazione dei piani formativi del Conservatorio le premette di dedicare molte ore allo studio dello strumento “a Kiev era molto difficile avere tutto questo tempo a disposizione per la pratica, erano tantissime le ore da impiegare nello studio di altre materie ed era necessario fare lunghi spostamenti per la città” spiega ancora la musicista che a causa del Covid ha potuto visitare soltanto la Puglia e le città di Napoli e Roma “ma il prossimo viaggio lo farò a Firenze” dice.

Da 14 giorni le sue giornate sono scandite da continue telefonate con i genitori che ancora risiedono nella capitale, mentre la sorella anche lei musicista si trova a studiare in Svizzera: “E’ un pò più piccola di me e suona il violino, spesso ci siamo esibite in coppia. La mattina alle 5 del primo giorno di guerra i miei genitori l’hanno svegliata e le hanno detto che doveva andare via. Loro sono rimasti lì, mia madre non ha voluto separarsi da  mio padre che non può lasciare il paese per la possibilità che venga reclutato. Appena possibile escono per fare la spesa, non possono uscire, ieri è stata giornata di relativa tranquillità ma risuonano sempre le sirene. Si sta consumando un genocidio come negli anni della seconda guerra mondiale, i corridoi verdi vengono violati dai russi che sparano quando c’è il trasporto di beni primari e medicine, lo fanno perché si aspettano che gli ucraini si rivolgano alla Russia per gli aiuti, ma questo non accadrà, siamo molto forti. Le spie americane avevano indicato una data precisa in cui sarebbe iniziata la guerra ma non capivamo se era davvero così o una strategia per incutere paura. Nessuno credeva che sarebbe successo davvero con tale devastazione ed in ogni regione del Paese. Solo i russi possono fermare il fuoco, noi non ci arrenderemo perché abbiamo da proteggere la nostra cultura, la nostra lingua, siamo molto uniti. Il popolo ucraino è molto amato e sostenuto, mi sento molto orgogliosa”.

Paura, ansia, disperazione e lacrime sono i sentimenti che vengono fuori nelle frequenti telefonate che Lisa fa con chi è rimasto in Ucraina, cercando di dare il suo appoggio a quanti cercano di uscire dai confini e raggiungere l’Italia: “Cerco di trovare delle parole per supportare tanta gente, io sono qui al sicuro ma devo fare qualcosa altrimenti si rischia di impazzire” conclude Lisa  Yelyzaveta  Klinkova, mentre cerca tra i suoi pensieri un rifugio dall’apprensione per i propri cari: “I miei genitori sono piuttosto ottimisti, spero di poterli rivedere presto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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