Quattro pugliesi su 10 (43 per cento) porteranno agnello a tavola per rispettare le tradizioni di Pasqua, ma anche per sostenere anche la sopravvivenza dei 4mila pastori pugliesi duramente colpiti dai rincari dei costi di produzione e dalla follia green dell’Ue.
E’ quanto afferma Coldiretti Puglia in occasione dei festeggiamenti della Santa Pasqua. In occasione di queste festività – sottolinea la Coldiretti regionale – si acquista infatti gran parte di circa 1,5 chili di carne di agnello consumata a testa dai pugliesi durante tutto l’anno.
Tra coloro che non rinunciano all’agnello, il 58 per cento acquisterà in supermercati e macellerie quello Made in Italy e un altro 22 per cento andrà addirittura a comperare direttamente dal produttore per avere la garanzia dell’origine, mentre solo un 20 per cento non si curerà della provenienza di quel che metterà nel piatto, secondo Coldiretti/Ixe’.
La carne di agnello è – evidenzia la Coldiretti regionale – una presenza antica della tradizione gastronomica pugliese, come dimostrano i piatti della transumanza tramandati da secoli, come l’agnello con funghi cardoncelli spontanei e lampascioni, i noti cipollotti selvatici pugliesi.
La pastorizia – continua la Coldiretti – è un mestiere ricco di tradizione molto duro che garantisce la salvaguardia in Puglia di ben 4mila allevamenti e 202mila pecore a vantaggio della biodiversità. Senza un deciso impegno dell’intera filiera agroalimentare la pastorizia rischia di scomparire con l’abbandono di migliaia di famiglie che hanno fatto dell’allevamento il centro della loro vita, conclude Coldiretti.
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