“Ars Lvmen Vitae. La storia dei teatri pubblici di Sansevero dai documenti dell’Archivio Storico Comunale” è il volume di Emanuele d’Angelo, presentato ieri sera nel foyer del teatro comunale “Giuseppe Verdi” di San Severo. Inoltre è stato il testo scelto per il secondo appuntamento di valorizzazione del patrimonio storico e culturale di San Severo nell’ambito della riapertura della Biblioteca comunale “Alessandro Minuziano”, diventata una Community Library.
Ma “Ars Lumen Vitae” è il motto che spicca da 87 anni sull’arcoscenico del “Verdi”, dal significato pregnante: “L’Arte, la luce della vita”. Il volume, elegante anche nelle rifiniture, ha delle profonde motivazioni, iniziando dal fatto che: “Non c’è oggetto archivistico più imperfetto, e forse per questo più suggestivo, dei documenti riguardanti lo spettacolo e i suoi luoghi. Il teatro (in greco antico théatron, dal verbo theáomai, ‘vedo’) vive di effimero, di transitorio, dello spazio evanescente della rappresentazione, un miracolo fatto di materia (scene, costumi) e fisicità (corpi) ma anche di suono (voce, musica, rumore) e luce”.
Ecco che così l’assessorato alla Cultura ha deciso di presentare alla comunità un nuovo volume edito da Claudio Grenzi Editore, scegliendo proprio il teatro comunale “Giuseppe Verdi” come luogo simbolo per un libro come quello del professor d'Angelo. Il testo del docente dell’Accademia delle Belle Arti di Bari ripercorre la storia del teatro “Verdi” dal 1750 ad oggi, scavando nel ricco patrimonio dell’Archivio storico tra documenti inerenti agli edifici per lo spettacolo: atti di vario genere che testimoniano idee, progetti e programmi, costruzioni, manutenzioni, ristrutturazioni.
Libro che viene donato ai cittadini e poi patrimonio della Biblioteca comunale. Durante la presentazione, Matteo Sacco ha letto alcuni estratti dal testo, accompagnato dall’arpa di Letizia Arace.
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