Viale Giotto a Foggia, sono trascorsi 25 anni dall’immane tragedia che ha segnato per sempre la comunità

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Si è tenuta ieri mattina nella Sala Giunta di Palazzo di Città la conferenza stampa di presentazione delle iniziative e degli eventi organizzati in occasione della ricorrenza del 25esimo anniversario del crollo del palazzo al civico 120 di viale Giotto, nel quale persero la vita 67 persone. 

“Per noi 25 è solo un numero, così come lo sono stati quelli precedenti – spiega a l’Attacco Mimmo Caldarulo, presidente dell’associazione parenti delle vittime di viale Giotto – è giusto che questi anni tondi, questo primo quarto di secolo, vengano celebrati nella maniera più giusta possibile, con maggiore enfasi, sia da parte nostra che da parte delle varie amministrazioni e di privati, che mai come quest’anno si sono adoperati affinché il ricordo di viale Giotto rimanga sempre vivo nella memoria di chi all’epoca c’è stato, di chi non era ancora nato e dei futuri cittadini foggiani. Con l’associazione ci siamo prefissi l’obiettivo di portare avanti questo ricordo – evidenzia ancora l’uomo – proprio perché viale Giotto non rappresenta solo la nostra vita, ma la storia di tutta la città e non va dimenticata”. 

Tra gli eventi in programma: questa sera alle ore 20:15 la premiere del film “Civico 120” di Lorenzo Sepalone, che si terrà nell’aula magna della Facoltà di Economia di Foggia; domani l’inaugurazione della mostra di Monica Carbosiero dal titolo “L’incubo e la speranza” che si terrà alla Pinacoteca ‘900; domenica 10 ci sarà un momento di raccoglimento e preghiera con la presenza dell’Arcivescovo Ferretti nel Guardino della Memoria in viale Giotto; lunedì 11 novembre, invece, alle ore 9:30 deposizione della corona di fiori e memoriale delle vittime del crollo al cimitero. Alle ore 11 il ricordo da parte degli studenti del Liceo Volta e l’incontro con i familiari, i superstiti e i soccorritori intervenuti durante la tragedia nella sala consiliare di Palazzo Città. Alle ore 18: 30 celebrazione eucaristica in suffragio delle vittime nella Chiesa del Sacro Cuore. Martedì 12 novembre alle ore 10:30 al Liceo Lanza la proiezione del film “Civico 120” mentre venerdì 15 alle 20:15 nell’aula magna di Economia il concerto. 

A distanza di anni ci si chiede ancora se quel tragico episodio che ha lacerato la quotidianità dei foggiani abbia poi lasciato un insegnamento. “Bisognerebbe chiederlo a chi costruisce oggi – dice Calderulo – se lo si fa con maggiore oculatezza e sicurezza. Non sta a me giudicare questo aspetto. Una cosa è certa: vorremmo che nelle scuole foggiane, magari in una parte che riguarda l’educazione civica, rientrasse anche la storia di viale Giotto, un capitolo importante di cui molti giovani non sanno nulla, ma non per colpa loro ovviamente. Basta ricordare ciò che è accaduto soli pochi mesi fa quando qualcuno ha ben pensato di oltraggiare il monumento alle vittime. Un gesto che fa ancora rabbrividire”. 

25 anni dopo è tutto ancora così nitido. La vista sconvolgente di un cumulo di macerie dove fino a qualche attimo, qualche ora prima c’era un palazzo con 26 appartamenti. Le persone sepolte dentro. Gli sguardi impietriti. I corpi storditi e disperati, le mani usate per scavare, la polvere, le urla, il silenzio irreale. Le divise in ordine sparso, i soccorsi così toccanti, la corsa contro il tempo, l’attesa interminabile, l’alternarsi di disperazione e speranza, di lacrime e gioia. Le telecamere e i microfoni del mondo agli albori di internet. Foggia non è mai stata così “derubata” di giovani vite cui sono stati strappati sogni, progetti, viaggi, batticuori, incontri, delusioni, storie, concerti, film gioie. E al contempo non è mai stata così solidale, così profonda, così sensibile così attenta ad ogni dettaglio. E ha continuato ad esserlo nella scelta di un Giardino della memoria per riempire quel cratere del monumento da Silvano Pellegrini come simbolo e riferimento per ogni momento di raccoglimento privato e collettivo, così il memoriale al centro del cimitero. La città è cambiata in tanti aspetti, così com’è cambiato il mondo e ciascuno di noi. Ma sempre accarezzando e custodendo quel dolore silenzioso dentro di sé, quel ricordo così terribile e così dolce, quell’amore così improvviso e così incondizionato. 

25 anni dopo è tutto ancora così nitido. Quelle morti innocenti sono sempre con noi, accanto e dentro di noi.  Lo stabile di viale Giotto 120 crollò nelle prime ore del mattino dell’11 novembre 1999. Il palazzo consisteva in un complesso di 26 appartamenti, costruito poco meno di 30 anni prima. Nell’edificio vivevano 71 persone; le vittime furono 67. La struttura subì un cedimento strutturale e crollò con pochissime avvisaglie. Il collasso, registrato dai sismografi dell’istituto Specola Nigri, avvenne alle ore 3:12 e durò soltanto 19 secondi.

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