Pescaria, il primo fast food di pesce in Italia, continua a crescere. Dopo la recente inaugurazione del nono locale a Verona, lo scorso ottobre, a breve l’insegna aprirà
altri due punti di somministrazione a Trento e Padova. A questi, lo chef Lucio Mele aggiungerà anche il suo nuovo locale a Manfredonia, città d’origine, nei pressi del campanile, che si preannuncia diverso però da Pescaria.
Dal primo locale aperto nel cuore della provincia barese, con l’idea di rilanciare in chiave gourmet il panino dei pescatori, di strada ne hanno fatta parecchia Bartolo e i suoi due compagni di avventura, lo chef Lucio Mele (Bib Gourmand nel 2012 a soli 32 anni) e Domingo Iudice, co-fondatore e CMO di Pescaria. Tra il 2016 e il 2018, infatti, conquistano Milano, con i due locali di via Bonnet e via Solari; poi è la volta di Torino, nella location esclusiva di via Accademia delle Scienze, in piazza Carignano. A seguire Roma, Bologna e Napoli.
Pescaria oggi dà lavoro a più di 200 persone. Anche per questi motivi è stata la prima azienda italiana a essere inserita negli Earnings Call di Facebook, i rapporti trimestrali interni di Facebook redatti dai top manager, per aver dato valore all’economia territoriale creando posti di lavoro. A ottobre 2019 è stata nominata da Forbes tra le 50 aziende italiane più influenti su Facebook.
Lo stile dei locali è informale, richiama le trattorie di mare di una volta, e soprattutto è plastic free, anche nel delivery. Da dicembre 2018 Pescaria ha scelto infatti di rinunciare alla plastica monouso risparmiando 7 tonnellate di plastica al mese per punto vendita. Le posate e i bicchieri utilizzati sono in PLA, materiale derivato dal mais al 100% biodegradabile e compostabile.
La stessa attenzione verso la sostenibilità si ritrova anche nel menu, che tende a privilegiare i pesci stagionali e locali. I fondatori infatti hanno aderito al Sustainable Restaurant Program e ottenuto la certificazione Friend of the Sea, che prevede la promozione di buone pratiche di consumo ecosostenibile del prodotto ittico, sostenendo attività di pesca e acquacoltura certificate. Nel nuovo menù ci sono infatti ombrina, orata del golfo di Manfredonia (Puglia), spigola, ricciola e pesce bianco di altissima qualità allevato in ambienti privi di stress e senza ormoni, coloranti e pesticidi, e conseguentemente sostenibile.
Se è vero che il cavallo di battaglia della proposta “street food” di Pescaria sono i panini gourmet – imperdibile quello di polpo fritto – nel leggere il nuovo menu c’è solo l’imbarazzo della scelta: dal Mare Crudo (ostriche del Gargano, cozze pelose, tagliatelle di seppia, noci, gamberi e tanto altro) alle Tartare (salmone, tonno e gamberi), passando per le Insalate, il Pesce Cotto, le Fritture (Fish & Chips, paranza, alici, polpette di crostacei, frittura mista).
(La Gazzetta del Gusto)
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).