Super Green pass al bancone. “Questo è un virus intelligente perché frequenta solo i bar”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

La norma entrata in vigore da Natale è tanto chiara quanto disattesa un po' dovunque: è richiesto il possesso

del cosiddetto Super Green pass per consumare un caffè al bancone del bar. Una novità che è stata mal digerita dalla quasi totalità dei gestori, oltretutto fiaccati dalle difficoltà del periodo e impreparati a dover gestire controlli e clientela.

“Sono tenuto a chiedere il Green pass rafforzato e lo chiedo – dice Candido Collicelli, titolare del bar Haiti -, anche se ci riesco soprattutto quando ci sono uno o due clienti alla volta. Se aumentano di numero pur restando nei limiti di legge, non mi risulta sempre possibile fare questo tipo di controllo”.

La sua attività è nel quartiere Monticchio, a Manfredonia, frequentata da un viavai costante di clienti, dal momento che è prospiciente una parimenti frequentata fermata di autobus urbani ed extraurbani. “O dobbiamo dedicarci al lavoro – riprende Collicelli -, oppure a far rispettare la legge. Io ho avuto controlli dai Carabinieri, che hanno verificato il possesso del Green pass e l’uso delle mascherine. Eravamo in regola. Ma c’è molta gente che fa resistenza. Interveniamo ancora con persone che non indossano nemmeno la mascherina. Ognuno può avere le proprie convinzioni, ma al bar non si fa politica: si accettano le regole, una volta entrati”.

Spostandosi nel centro della città, l’Attacco incontra l’ironia di Massimo Rignanese, titolare di InPiazzetta. “Trovo che il virus sia intelligente e che gli piace fare la bella vita. Frequenta i bar – motiva -, ma resta fuori dai supermercati, dalle macellerie, dalle piccole attività di prossimità. Eppure vedo file interminabili, ma solo al bar bisogna chiedere il Green pass rafforzato”.

Lui presenzia all’ingresso, con il suo cellulare in mano e l’applicazione per la verifica, che apre all’occorrenza. “Facciamo sempre più fatica e, a volte, ci troviamo a dover rincorrere questo o quello, quasi letteralmente. Spero che ci possano essere forniti strumenti automatici di qualsiasi tipo, piuttosto che costringerci ad avere una persona dedicata all’attività di verifica”.

Anche nella sua attività, “ci sono state persone non proprio inclini al dialogo, che hanno mostrato atteggiamenti da prepotenti. Devo dire che nella maggior parte dei casi, purtroppo, sono persone di scarsa istruzione”. Giovani o meno giovani? “Trovo grandi resistenze da parte dei clienti più anziani, oltre che da chi è ignorante indipendentemente dall’età – la risposta franca del titolare di InPiazzetta -. Aggiungo che, comunque, vedo ancora tanti giovani che vanno in giro senza mascherina, per loro è un optional”.

L’obbligo di mascherina all’aperto è accompagnato da quello che vale anche al chiuso, ovviamente, ma anche in questo caso le cose non funzionano molto bene. “Acquisto fino a 4-5 pacchi di mascherine ogni giorno – racconta -, che distribuisco ai clienti che ne sono sprovvisti. Lascio immaginare, quindi, quale sia la situazione e quali margini ci siano per riuscire a stare sempre dietro a tutti”.

La caffetteria ha una continua e numerosa partecipazione di clienti, sia di mattina che di sera, e i controlli ci sono.
“Ne abbiamo ricevuti – conferma Rignanese -, svolti tutti con correttezza ed estrema collaborazione da parte delle forze dell’ordine. Resto pur sempre convinto che se si vogliono dare segnali che funzionino da deterrenti, è preferibile fare controlli nelle piazze piuttosto che nei bar”.

“È molto complicato chiedere il Green pass, quando c’è un flusso di clienti tale da non avere modo di fermarsi. Ci era stato garantito che con il vaccino sarebbero cambiate in meglio le cose, invece si adottano ancora misure che penalizzano l’economia”, il pensiero di Vincenzo Croce, del bar Gatta.

A suo avviso, “è comprensibile che debba essere esibito per sedersi ad un tavolino, non lo è quando ci riferiamo al caffè al bancone. Un’azione che dura poco, altrimenti siamo noi stessi ad intervenire”. Il bar Gatta è su corso Manfredi, ciò probabilmente incide sul fatto che “i controlli sono continui e quasi asfissianti, da parte di tutti, vigili compresi. Noi, comunque, facciamo tutto quello che ci è possibile nonostante non sia semplice quando si hanno di fronte persone poco collaborative”, termina Croce.

“Penso che sia una norma inapplicabile – commenta Salvatore Troiano, dal bar Impero -. Meglio così piuttosto che chiudere del tutto, per carità, tuttavia è una situazione grottesca”. Mentre parla, dietro il vetro della sua cassa, c’è un flusso continuo di persone che si rivolgono a lui. “Vedi? Gente che deve andare al bancone, altra che acquista dolci da portare via, altra ancora che si rivolge a noi per i biglietti dei pullman”. Una situazione non certo agevole.

Leonardo Tomaiuolo, al bar Buccino, ammette la propria insoddisfazione ma precisa che sta facendo rispettare le regole. “Ci è stato assegnato un compito di verifica che non dovrebbe competerci, non fosse altro per l’impegno che richiede. Poi, c’è chi ci ride in faccia, chi risponde a muso duro. Lavorare così è complicato, anche se è l’unico modo per andare avanti. La gente – annota - è scarsamente informata e non vuole più sentire ragioni. Basti pensare – conclude – che più della metà entra ancora senza mascherina, e li richiamiamo”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet