E’ stata un’annata record per la produzione di uva da tavola in Puglia che, al netto del calo delle quantità a causa della siccità invernale aggravata dalla morsa estiva, ha registrato una qualità straordinaria sia delle uve con semi che senza semi grazie all’alta specializzazione dei produttori pugliesi, i cui sforzi sono stati premiati dai mercati nazionali e internazionali.
E’ il bilancio di Coldiretti Puglia, in occasione dell’inaugurazione della Luv, la prima rassegna dedicata alla filiera dell’uva da tavola alla Fiera del Levante di Bari.
I produttori pugliesi hanno avviato negli anni un percorso per orientato una produzione sempre più specializzata – insiste Coldiretti Puglia – su cultivar che per qualità fisiche e organolettiche riuscissero a soddisfare positivamente il mercato. Oggi va incentivata la ricerca scientifica – aggiunge Coldiretti Puglia – adeguandola alle reali necessità del settore con attenzione particolare al miglioramento genetico per l’ottenimento di nuove cultivar e al risanamento del materiale di propagazione, introducendo anche innovazioni tecnologiche di processo e di prodotto.
Oltre a essere consumata allo stato fresco, in cucina l’uva può essere utilizzata nella preparazione di dolci, marmellate, gelatine e sorbetti, oltre che in piatti salati, in salse, ripieni, insalate miste. L’uva fresca conferisce una nota particolare alla selvaggina e al fegato, mentre negli antipasti si associa ottimamente ai formaggi dal sapore forte.
Per quest’insieme di ragioni Coldiretti Puglia ribadisce la necessità di intensificare i controlli per verificare l’indicazione obbligatoria dell’origine del prodotto agricolo in etichetta e rilancia l’importanza deli studi condotti in campo agroalimentare che riguardano la definizione dell’impronta digitale dell’uva da tavola pugliese mediante l’analisi metabolomica per evitare che prodotto straniero possa continuare ad essere spacciato per ‘made in Puglia’.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).