Vieste prova a raccontarsi - e a rilanciarsi - e lo fa partendo dall’olio. Non solo come prodotto, ma come identità. È questa la chiave emersa dalla seconda edizione del concorso “Mignola d’Oro - Gargano Extra Virgin Olive Oil Award”, andata in scena domenica 19 aprile all’Hotel I Melograni, tra momenti di confronto e la cerimonia di premiazione degli oli vincitori. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, operatori del settore e rappresentanti del mondo agricolo, con al centro un tema ambizioso: trasformare l’extravergine del Gargano in leva strategica per lo sviluppo del territorio. Assenti, per impegni legati al consiglio provinciale in vista delle elezioni, il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e il commissario straordinario del Parco Nazionale del Gargano, l’avvocato Raffaele Di Mauro. Nel corso della mattinata il convegno ha offerto uno spaccato articolato del comparto olivicolo locale, tra potenzialità e criticità. Da un lato la crescita qualitativa delle produzioni, confermata anche dai numeri del concorso e dall’innalzamento dell’asticella degli oli in gara; dall’altro le difficoltà strutturali che continuano a pesare sul settore, a partire dai costi e dalla tenuta economica delle aziende.
A sottolineare il valore identitario dell’olio è stato l’assessore alle Politiche Agricole del Comune di Vieste, Tano Paglialonga, che ha ribadito la necessità di rafforzare il legame tra agricoltura e turismo: “Il nostro territorio si fonda su due economie, turismo e agricoltura - ha spiegato - e dobbiamo farle coincidere, creando una rete capace di valorizzare entrambe” . Un percorso già avviato, anche attraverso eventi come la Settimana dell’Olio, ma che richiede un salto di qualità sul piano della cooperazione tra i comuni del Gargano: “È soprattutto una questione di mentalità - ha aggiunto - collaborare significa crescere”.
Un concetto ripreso anche nel dibattito politico, con la senatrice del M5S Gisella Naturale che ha insistito sul ruolo della comunicazione e della formazione: “La qualità non è mai scontata, va costruita e raccontata - ha evidenziato -. I produttori meritano visibilità, anche fuori dal territorio, perché la concorrenza è sempre più globale”. Da qui la necessità di fare rete lungo tutta la filiera, ma anche di investire sulle nuove generazioni, a partire dalle scuole, per diffondere la cultura dell’olio e della dieta mediterranea.
Sul piano più tecnico, la capo panel, Sabrina Pupillo, ha evidenziato come l’oleoturismo sia già una realtà sul Gargano, seppur ancora in fase di consolidamento: “È un lavoro iniziato da anni - ha spiegato - che accompagna il consumatore alla scoperta dell’olio, dagli uliveti ai frantoi, fino agli abbinamenti in cucina”. Un settore che può rappresentare un valore aggiunto significativo, ma che necessita di un supporto costante da parte delle istituzioni e di una maggiore capacità delle aziende di fare sistema.
Il tema della qualità, tuttavia, resta centrale. Lo dimostrano anche le novità introdotte in questa edizione del concorso, con l’istituzione di premi dedicati agli under 40 e alle imprese femminili, a conferma del ruolo sempre più rilevante delle nuove generazioni e delle donne nel comparto olivicolo. La cerimonia di premiazione ha rappresentato il momento conclusivo di una giornata intensa, celebrando il lavoro, la passione e la competenza dei produttori del Gargano. Un settore che continua a crescere e a cercare nuovi spazi, anche sui mercati internazionali, dove il prossimo 4 giugno gli oli vincitori saranno presentati alla stampa estera a Roma.
Coniugando visione e realtà, il “Mignola d’Oro” si conferma così non solo come un concorso, ma come un laboratorio di idee e di confronto. Un’occasione per mettere a fuoco il presente dell’olivicoltura garganica e, soprattutto, le sfide che attendono il territorio: fare rete, rafforzare la comunicazione e garantire sostenibilità economica a un comparto che resta centrale per l’identità e il futuro della Capitanata.
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