Seasif e impianto plastica, inedito asse tra Manfredonia e Monte. Fuoco incrociato contro d’Arienzo: “Revochi le delibere”

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E’ inedito l’asse che si è creato tra Manfredonia e Monte Sant’Angelo, in funzione anti d’Arienzo, sul futuro dell’area ex Enichem. Non convincono affatto né l’opposizione montanara di centrodestra né, nel Golfo, Manfredonia Nuova e il Circolo Unione il progetto di Seasif e quello Ager di impianto di trattamento della plastica.

Il primo riguarda il Bacino Alti fondali di Manfredonia e le aree retroportuali di ASI, il secondo l’isola 12 bonificata da Eni Rewind nel SIN che un tempo ospitava il petrolchimico Anic/Enichem. Se lo scorso anno l’amministrazione d’Arienzo era presa di mira dai manfredoniani e in particolare dall’associazione guidata dall’ex consigliere comunale Italo Magno e da Enrica Amodeo, oggi le perplessità su tali progetti industriali determina un ponte con La Rinascita possibile, che a Monte si prepara alle comunali del 2021.

“In un’intervista, il presidente dell’Autorità del Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, Patroni Griffi, ha annunciato che “abbiamo a Manfredonia un investimento da 300 milioni del Gruppo Seasif, attivo nel commercio di terre rare e bentonite”. Si tratta dei due progetti, di cui si parla in questo territorio da alcuni mesi, senza che le Autorità preposte (Consorzio ASI di Foggia e Comuni di Manfredonia e Monte Sant’Angelo) abbiano fornito alle popolazioni informazioni circostanziate circa la natura tecnico-processuale delle attività di separazione delle terre rare e di lavorazione della bentonite”, afferma da Monte lo schieramento civico La Rinascita possibile.

“La finalità di questo di questo nostro comunicato non è fare allarmismo ma richiedere che alle popolazioni del nostro territorio siano date tutte le informazioni del caso, prima che questi progetti prendano il via. Siccome le aree retroportuali del Porto Alti Fondali ricadono per la maggior parte nel territorio di Monte Sant’Angelo, sentiamo il dovere di rivolgere al Sindaco d’Arienzo alcune domande. Dato che sarà l’Ufficio Tecnico di Monte Sant’Angelo a rilasciare le necessarie concessioni edilizie, la Seasif Holding ha già presentato i progetti presso il nostro Comune?   Prima di un’eventuale concessione edilizia saranno consultate le popolazioni di Macchia, Monte Sant’Angelo e Manfredonia? Il Sindaco d’Arienzo avrà la consapevolezza della necessità di dare risposte “serie” che tutelino la salute delle popolazioni di Macchia, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Zapponeta?”.

Mentre a Manfredonia il Circolo Unione, ora presieduto da Ugo Galli, ha scritto al ministro Cingolani, al presidente della Regione Emiliano, a Patroni Griffi, ai Comuni di Monte e Manfredonia nonché al Consorzio ASI di Foggia.
“Sono stati avviati dei procedimenti amministrativi per l’insediamento nella zona di Macchia di Monte Sant’Angelo, a breve distanza dall’abitato di Manfredonia, di una piattaforma ecologica con impianti per  la produzione di materie prime secondarie dal trattamento della  carta e cartone, della plastica e del vetro rinvenienti dalla raccolta differenziata di rifiuti solidi urbani (deliberazioni della giunta comunale di Monte Sant’Angelo n. 30, 31 e 32 del 3 marzo 2018), nonché di impianti per il trattamento  di  pneumatici  in  disuso,  per  la  lavorazione  della  bentonite  e  di  scarti  provenienti  da miniere e da scavi marini nell’area retroportuale del porto industriale, proposti dalla Seasif Holding Ltd all’esame del Consorzio ASI di Foggia”, scrive Galli, il cui fratello fu consigliere nella maggioranza di centrodestra del sindaco Di Iasio.

“Tali impianti ricadrebbero in un’area dichiarata sito  di  interesse  nazionale  da  bonificare,  sul quale sito erano state avviate operazioni di bonifica che dovranno essere ultimate (la cosa grave è che si è pensato di insediare nuovi impianti (inquinanti) prima  che sia eseguita e condotta a  termine  la bonifica da parte dall’E.N.I. Rewind (ex Syndial), secondo cui la bonifica dei terreni dovrebbe essere ultimata entro il 2022, mentre per quella delle falde saranno necessari 15 anni. Tali impianti costituirebbero un ulteriore grave rischio per l’ambiente costiero e marino di quel territorio  e  per  la  salute  della  popolazione  di  Manfredonia,  la  quale  continua  a  subire  gli  effetti negativi  per  la  presenza  della  dismessa  fabbrica  chimica  ANIC-SCD  (poi  EniChem),  che,  come  si temeva tra il 1967 e il 1969, avrebbe del tutto impedito e in ogni caso seriamente compromesso le prospettive turistiche del territorio”, continua il presidente del Circolo Unione.
“Tali  proposti  impianti  non  erano  originariamente  consentiti  dal  Regolamento  ASI  così come approvato nel 2010, poi appositamente modificato nel 2018 con l’aggiunta dell’art. 22 bis”.

Da qui la richiesta al Comune di Monte Sant’Angelo di revocare le tre delibere di giunta del 3 marzo 2018, mentre all’assemblea  del  Consorzio  ASI  si chiede l’annullamento di ufficio della modificazione regolamentare, perché siano ripristinate le prescrizioni previste dal regolamento del 2010”. Infine, si sollecitano “tutte  le  autorità  e  istituzioni  in  indirizzo  a  sospendere  immediatamente  ogni  procedimento autorizzativo  in  corso  riguardante  i  suddetti  impianti  (carta  e  cartone,  plastica,  vetro,  e  inoltre pneumatici in disuso, bentonite, scarti minerari e quelli rinvenienti da scavi marini) affinché questi progetti siano sottoposti all’assenso del Comune di Manfredonia quando questo, dopo le elezioni del 7 novembre 2021, potrà esprimersi attraverso la propria rappresentanza elettiva e/o per mezzo di un referendum popolare”. Non manca l’appello conclusivo “ai cittadini di Manfredonia e della frazione di Macchia perché intervengano e si mobilitino per la salvaguardia dell’ambiente e per la tutela della salute e dell’incolumità della popolazione”.

“Noi di Manfredonia Nuova aderiamo alla richiesta di trasparenza lanciata da La Rinascita possibile e all’appello del Circolo Unione”, è stata l’immediata replica di Magno e dei suoi. “Sono mesi che sentiamo parlare dei due progetti senza che le autorità preposte abbiano potuto visionarli, né sono state fornite informazioni circostanziate circa la natura delle attività e i materiali da trattare. Uniamo le forze positive per la salvaguardia del nostro territorio”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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