La guerra in Ucraina balza prepotentemente in cima alle preoccupazioni dei pugliesi.
Il 65 per cento dei cittadini ha dichiarato di temere fortemente le ripercussioni dirette e indirette del conflitto, azzerando di fatto le ansie per il Covid, cadute nel dimenticatoio.
E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base del sondaggio condotto sul sito https://puglia.coldiretti.it.
La guerra in Ucraina arriva nel carrello della spesa dei pugliesi – aggiunge Coldiretti Puglia – con il rincaro dei beni energetici che si trasferisce sulla filiera agroalimentare e colpisce anche gli agricoltori costretti ad affrontare rincari nei costi di produzione e i consumatori con il rischio della perdita del lavoro, della stabilità economica ma anche delle forniture alimentari con l’inflazione che spinge i prezzi al consumo e aumenta povertà e fame.
Dall’inizio del conflitto – sottolinea la Coldiretti Puglia – si è verificato un balzo medio di almeno 1/3 i costi produzione dell’agricoltura a causa degli effetti diretti e indiretti delle quotazioni energetiche.
Il caro gasolio – spiega la Coldiretti – rischia dunque di fermare i trattori nelle campagne, spegnere le serre di fiori e ortaggi e bloccare i pescherecci italiani nei porti, aumentando la dipendenza dall’estero per l’importazione di prodotti alimentari.
“La pandemia prima e la guerra poi hanno dimostrato che la globalizzazione spinta ha fallito e servono rimedi immediati e un rilancio degli strumenti europei, nazionali e regionali – insiste Coldiretti Puglia – che assicurino la sovranità alimentare come cardine strategico per la sicurezza con interventi urgenti e scelte strutturali per rendere l’Europa e l’Italia autosufficienti dal punto di vista degli approvvigionamenti di cibo”.
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