Ci sono anche imprenditori balneari del Gargano in Piazza Santi Apostoli a Roma per protestare contro quella che viene definita una “legge vergogna” che intende riassegnare le concessioni balneari tramite gare pubbliche “senza il riconoscimento del valore aziendale delle imprese”.
Già insoddisfatte per la proposta di riordino approvata lo scorso 15 febbraio dal consiglio dei ministri, le sigle sindacali hanno espresso “ferma contrarietà dopo che il governo, a sorpresa, ha operato una piccola ma significativa modifica alla bozza di legge prima di trasmetterla al parlamento”.
Si tratta del riconoscimento dell’indennizzo ai concessionari uscenti, che non sarebbe più calcolato su tutti i “beni materiali e immateriali”, come prevedeva la prima versione del testo approvata all’unanimità dal consiglio dei ministri, bensì sul “mancato ammortamento degli investimenti realizzati nel corso del rapporto concessorio e autorizzati dall’ente concedente”.
Per gli attuali titolari di stabilimenti balneari, che dovranno affrontare la riassegnazione delle concessioni tramite gare pubbliche in base a quanto deciso lo scorso novembre dal Consiglio di Stato, “il rischio è insomma che, in caso di passaggio di mano del titolo, i nuovi gestori non saranno nemmeno tenuti a indennizzarli dell’intero valore di quelle che sono a tutti gli effetti imprese private, seppure situate su suolo pubblico”.
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