“La riduzione del numero di percettori e dell’assegno mensile del reddito di cittadinanza, nei fatti e comunque la si pensi sulla misura che fu confermata anche dal Governo Draghi, avrà ripercussioni pesantissime su San Severo, su Foggia, su tutta la Capitanata e l’intero Mezzogiorno d’Italia”.
A San Severo, nell’assemblea congressuale dei pensionati della Lega Spi Cgil cittadina tenutasi ieri martedì 22 novembre, a tenere banco sono le misure previste dalla prima manovra finanziaria del nuovo governo.
“Questo la dice lunga sulle politiche che il nuovo governo di destra intende attuare. Di fronte a un’emergenza sociale, economica e occupazionale pesantissima al Sud, acuita dal rincaro delle bollette energetiche e di tutti i generi di prima necessità, il primo vero provvedimento del governo melonista-leghista cosa fa? Riduce il sostegno al contrasto delle povertà”.
“E’ giusto individuare e sanzionare coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza senza averne diritto e sarebbe altrettanto doveroso intervenire sui 140 miliardi annui di evasione fiscale che, soprattutto per responsabilità dei grandi evasori, sottraggono risorse alle fasce deboli, alla sanità e alla scuola, ai servizi per i cittadini. Sui grandi evasori avete sentito dire qualcosa dal nuovo governo?”

“Intanto, qui a San Severo la stragrande maggioranza della popolazione aspetta che magistratura, forze dell’ordine, scuole, terzo settore, imprese, amministrazione comunale e organizzazioni sociali siano sostenuti nella quotidiana sfida alla criminalità e alla mancanza di occupazione che creano disagi e impediscono una vera rinascita, per un territorio caratterizzato dalla difficoltà di trovare un lavoro e dalla lotta giornaliera per fare fronte al costo della vita”, ha aggiunto Alfonso Ciampolillo, segretario generale Spi Cgil Foggia.
Quest’anno, il tema posto al centro del ventunesimo Congresso è “L’interesse generale: stato sociale, rappresentanza, comunità, complessità”. “Le istanze che arrivano dagli anziani e dai pensionati sono per il lavoro, soprattutto ai giovani e alle donne ma non solo: il sostegno alle famiglie, la declinazione concreta del diritto alla salute contro l’ingiustizia delle liste d’attesa e delle cure solo per chi può permettersele. Gli anziani sono il termometro di un Paese che da anni ha la febbre alta e, nella nostra provincia, quella febbre rischia seriamente di peggiorare ancora”.
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