Ammonta a 25 milioni di euro la spesa che Acquedotto Pugliese è pronto a sostenere per il tanto atteso adeguamento delle strutture idriche e fognarie di 4 villaggi – i maggiori, qui di i più popolati – della Riviera sud sipontina: Sciale delle rondinelle, Sciale degli zingari, Scalo dei saraceni e Ippocampo. Per la precisione, sono 22.457.975,05 euro per importo della procedura di affidamento (di cui 22.290.072,38 euro per lavori e forniture a base di appalto e 167.902,67 euro per corrispettivo della progettazione esecutiva) e 2.542.024,95 euro per somme a disposizione dell’Amministrazione. Il Consiglio comunale di Manfredonia ha preso atto del progetto definitivo, ai fini urbanistici, deliberando all’unanimità quanto previsto per l’ente. Procedure amministrative, ma non soldi. La spesa, infatti, è a totale carico dell’Autorità Idrica Pugliese. Si tratta di insediamenti che, con il passare degli anni, hanno snaturato l’identità puramente turistica per diventare aree residenziali. Intere famiglie hanno scelto di risiedervi stabilmente, sovraccaricando i sistemi idrici e fognari che erano stati approntati, invece, per una popolazione inferiore.
Per Sciale degli zingari e Sciale delle rondinelle, le aree destinate alle urbanizzazioni primarie sono già state cedute formalmente al Comune, pertanto gli oneri di realizzazione e collaudo delle opere di urbanizzazione restano in capo ai lottizzanti, mentre le aree necessarie per la realizzazione del progetto dei tronchi idrico fognanti a servizio delle lottizzazioni sono nella piena disponibilità del Comune.
Diverso, invece, il caso dei villaggi Ippocampo e Scalo dei saraceni perché, nel loro caso, servirà procedere alla formale acquisizione – attraverso decreto demandato al dirigente del settore Urbanistica - delle aree già cedute al Comune e volturate ma non ancora trascritte, “previo frazionamento dei suoli ove necessario” è specificato.
Le località marine della Riviera sud sono servite parzialmente da reti interne di fognatura nera in condizioni di conservazione ed esercizio scadenti. Queste reti sono in larga parte risalenti agli anni '80 e di proprietà privata, in quanto realizzate in convenzione dai lottizzanti e mai passate in gestione al Comune. Ciascun villaggio dispone di un suo impianto di depurazione privato, come terminale della rete, con lo scarico che avviene all’interno del sistema di canali esistenti nelle aree limitrofe.
Il progetto - una volta realizzato, permetterà l’allontanamento dei reflui al depuratore comunale - è parte di una serie di interventi finalizzati a garantire il servizio idrico/fognante delle marine di Manfredonia che comprendono anche l’adeguamento dell’impianto di depurazione di Manfredonia, a cui affluiranno i reflui delle marine; il collettamento dei loro reflui al depuratore di Manfredonia; il potenziamento del serbatoio partitore di Zapponeta e della condotta a servizio delle marine.
Non va certo meglio quando si parla alla rete idrica, visto che non esiste un’unica di distribuzione ma tante condotte di alimentazione che, con contratti distinti e stipulati da soggetti diversi, attingono da una condotta in acciaio AQP denominata "vecchia diramazione". È successo, quindi, che ad essa si siano allacciati da tutti i villaggi, da ognuno dei quali si alimenta una condotta privata che si dirama - talvolta attraversando anche suoli privati - per servire unità immobiliari e plessi residenziali. Un autentico caos: epoche diverse, proprietari diversi, criteri costruttivi e tubazioni diverse. Nel progetto di Acquedotto Pugliese è invece prevista la realizzazione, per ciascun villaggio, di nuove reti idriche e fognanti che non tengono assolutamente conto di quelle esistenti, neanche in termini di ubicazione dei tracciati.
“È un atto importante perché così AQP potrà continuare l’iter procedurale che porterà, spero nel più breve tempo possibile, all’inizio dei lavori. Si stanno investendo somme importanti, in particolare nella provincia di Foggia. Così, finalmente si inizia a vedere l’effetto positivo della presenza di un rappresentante del territorio in AQP – commenta a l’Attacco Rossella Falcone, componente Cda Acquedotto Pugliese, oltre che vicesindaca e assessora al Turismo di Vieste -. Sono progetti che erano in cantiere da tempo, ma che hanno visto la luce soltanto oggi”.
Partì addirittura nel 2010, quando Angelo Riccardi guidava il Comune sipontino. Ci vollero 6 anni di incontri con AIP e AQP per arrivare all’approvazione del progetto preliminare, il finanziamento giunse nel 2018 e dopo l’approvazione del progetto definitivo, c’è stata una recente revisione economica nel gennaio scorso prima dell’approdo in Consiglio comunale per la presa d’atto.
Falcone pone particolare attenzione alla “rilevanza turistica del progetto, visto che parliamo del nostro Gargano che ha nel turismo il settore trainante”. Non tralascia, però, che consentirà “anche agli abitanti e ai cittadini dei villaggi di poter vivere finalmente nel 2023. Dobbiamo piuttosto ringraziare che, in tutte le zone che non sono servite da acqua potabile o non hanno impianti di depurazione, ci siano state molte attività private che si sono fatte carico in questi anni di costruire impianti di depurazione vicino alle strutture ricettive”. Ciò ha permesso “ai nostri litorali di essere balneabili e scelti per la limpidezza e qualità delle loro acque, ma è chiaramente importante fare passi avanti come quelli che stiamo facendo con AQP”.
In coda, riconosce che “sto lavorando molto bene con i Comuni del Gargano, rendendomi loro riferimento nell’individuazione delle problematiche per cercare insieme il modo di risolverle. La possibilità di interloquire con le comunità garganiche aiuta molto – motiva – perché fa comprendere meglio le esigenze dei territori e ci permette di ‘affinare il tiro’ allineando gli interventi delle progettualità quando occorre”.
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