Lontanissima dai fasti del passato, da domani al 1° maggio avrà luogo, presso il quartiere fieristico di Foggia, la 73ma edizione della Fiera internazionale dell’Agricoltura, con ingresso gratuito per tutti i visitatori. L’edizione di quest’anno è la prima ad aver luogo dopo la pandemia e dopo le difficoltà sorte a causa della conseguente congiuntura economica e proprio per questo motivo il tema su cui essa è incentrata è quello del rilancio.
In primis ci sarà una tavola rotonda con lo scopo di delineare il futuro della manifestazione a partire dalla prossima edizione, in calendario con le inedite date del 1-3 marzo 2024. Una nuova collocazione dunque, per adeguarsi alle rinnovate esigenze del settore agricolo e del mercato della meccanica agraria. Per questa edizione, per questioni organizzative, non sarà presente il settore della zootecnia. Diversi gli incontri e i convegni in programma nei prossimi giorni, con tematiche che andranno dalle energie rinnovabili all’agricoltura di precisione, dall’enoturismo alla sostenibilità delle tecniche di coltivazione. In primo piano anche il settore dell’artigianato della meccanica agraria, con le eccellenze del territorio per la produzione di macchine e attrezzi agricoli.
Si inizia, come detto alle ore 10.00 di sabato con la tavola rotonda tra operatori del settore e ente Fiera, mentre alle ore 16.00 spazio al convegno Nuove energie dalla natura, organizzato da I.R.E. (Idee Rinnovabili Europa). Interverranno Laura Di Mauro (agrovoltaico), Marcello Salvatori (biometano) e Matteo Mazzufferi (biomasse) Reset spa benefit. Conclusioni affidate al docente Unifg Massimo Monteleone, moderatore Franco Salcuni di Legambiente. Alle ore 18.30 conferenza stampa sulla proposta di legge sull’enoturismo della Commissione Agricoltura della Camera con i parlamentari Giandonato La Salandra e Ylenja Lucaselli.
Domenica alle ore 10.00 convegno Ceres: redditività delle aziende agricole nell’era 5.0, organizzato dal Dipartimento di Economia e Management del territorio dell’Università di Foggia. Infine alle ore 17.00 convegno organizzato dal GAL Meridaunia su “Monti Dauni: un territorio tra valorizzazione tradizione e innovazione - Tecniche di coltivazione rigenerative e sostenibili”.
Domani avrà inizio la 73esima edizione della Fiera dell’Agricoltura di Foggia e, a meno di 24 ore dall’apertura al pubblico, cresce la curiosità per quella che sarà l’impostazione offerta alla manifestazione, soprattutto alla luce degli stravolgimenti che hanno travolto i vertici organizzativi dell’impianto nell’ultimo periodo.
Ieri, l’Attacco si è recato sul posto per capire a che punto fosse l’allestimento dei padiglioni e cercare di rintracciare qualche organizzatore, al fine di scandagliare il complesso mosaico che ne sta caratterizzando la messa in atto.
Ai microfoni del giornale ha risposto un funzionario commerciale della Fiera, che ha deciso di restare anonimo e che, nonostante il categorico rifiuto ad essere intervistato pubblicamente, per via di precise disposizioni aziendali, si è comunque dimostrato estremamente disponibile a spiegare quale sarà, nel dettaglio, l’organizzazione di cui godrà la manifestazione.
“Purtroppo, la prima impressione che stiamo raccogliendo è quella di un disinteressamento generale legato all’edizione di quest’anno, dovuto al fatto che, a causa di una spiacevole scelta di categoria, non ci saranno trattori”, ha raccontato.
“Ci sono, però, tante altre attrezzature agricole, tutto ciò che di meglio può offrire il mondo dell’agricoltura. E sarebbe un vero peccato disertarla a prescindere. Saranno presenti aratri, serbatoi agricoli, strumenti per l’agricoltura di precisione e anche alcuni per l’agrovoltaico. Un’altra area, invece, sarà destinata alle attrezzature agricole in generale. Dal container con le gomme agricole ai carrelloni per la raccolta delle olive e dell’uva, fino alle trince per i campi. Abbiamo persino un rivenditore di auto. Un padiglione, poi, sarà interamente dedicato all’esercito, che metterà a punto un’esposizione di mezzi militari, e un altro ai convegni. Un secondo blocco, invece, speculare al primo, ospiterà tutta la parte alimentare”, ha continuato il funzionario dell’ente Fiera.
“Avremo uno stand di oggettistica, uno di abbigliamento per bambini e uno riservato al Gruppo d’azione locale Meridaunia, che porterà le eccellenze provenienti dai Monti Dauni. Ritengo, dunque, che si tratti davvero di una bella vetrina per le imprese. Infine, per creare un ambiente idoneo a tutti, avremo anche dei prodotti che non riguardano esclusivamente il settore alimentare, ma un po’ di commercio generico”.
Incalzato, poi, sui temi legati al supporto ricevuto dai soci dell’ente e dalle associazioni di categoria, il funzionario ha risposto: “È vero che ci sono stati degli stravolgimenti importanti al vertice. Innanzitutto, è cambiato il commissario straordinario. La questione, però, si è verificata negli ultimi venti giorni, per cui non abbiamo contezza di quanto questo avvicendamento possa avere realmente influito sull’organizzazione, e soprattutto sulla riuscita, dell’evento. Tuttavia, è stato un cambiamento piuttosto formale. È stato repentinamente individuato un nuovo commissario, che dovrebbe insediarsi subito dopo la manifestazione, un fatto che non ha assolutamente penalizzato la realizzazione di quest’ultima. Purtroppo, però, ad eccezione del supporto della Provincia, e in particolare del presidente Giuseppe Nobiletti, che ringrazio personalmente, e della Camera di Commercio, nessuno ci è venuto incontro. Le associazioni di categoria si sono rivelate del tutto assenti, e ci hanno complicato l’organizzazione. Da parte della Camera di Commercio, invece, c’è stata sin da subito grande disponibilità e grandissima propensione ad intraprendere un rapporto di collaborazione continua con la Fiera. La Provincia, poi, ribadisco, ha dimostrato con i fatti che anche loro sono assolutamente disposti ad allacciare e mantenere dei rapporti con noi anche in prospettiva futura. Per il resto, devo ammettere, intorno a noi c’è stato il vuoto. In definitiva, paradossalmente, abbiamo ricevuto molto più supporto dalle istituzioni che da parte di chi dovrebbe per sua natura essere maggiormente coinvolto e interessato a prendere parte attivamente a questa storica manifestazione. Il nostro impegno nel mettere in piedi l’evento, tuttavia, è stato enorme, a prescindere dall’esito finale”.
“Ci auguriamo, ad ogni modo”, ha concluso il funzionario, “di ricevere la dovuta gratificazione che, purtroppo, troppo spesso viene a mancare. Non essendoci una base di partenza caratterizzata principalmente dalle associazioni di categoria diventa particolarmente difficile per noi riuscire ad avere dei buoni risultati. Godiamo comunque del supporto di oltre 60 espositori che credono ancora nella realtà di Foggia e della Fiera, e che ringraziamo di cuore”.
Resta il fatto che il Comune di Foggia è da anni il solo socio dell’ente a versare il contributo annuo di 200mila euro, a differenza di Provincia, Regione e Camera di commercio. L’ente di Palazzo Dogana e quello camerale sono da tempo impegnati in un contenzioso con la Fiera (giunto davanti alla Corte di Cassazione, adita dal dimissionario commissario straordinario Massimiliano Arena) ribadendo l’inesistenza a loro dire di un obbligo di pagamento. Nel bilancio 2021 si spiega che la Provincia deve versare 2.108.124 euro, CCIAA 873mila euro, la Regione Puglia 15.061 euro, mentre il Comune è in regola.
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