“Le persone dai 20 ai 50 anni sono andate via, tanti pensionati. Ma l’associazionismo è attivo e vitale”

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“Il decremento demografico si nota. Credo che negli ultimi 20 anni ci sia stato un calo, anche fisiologico, nei paesi di montagna in genere”, afferma a l’Attacco il cinquantenne Matteo Rinaldi, presidente dell’associazione Monte Sant’Angelo Francigena, nata nel 2015 intorno ai cammini. “In più c'è da dire che prima si viveva in una zona più concentrata e ristretta della città mentre ora, tra il Galluccio e Stamporlando, c'è meno vita in centro. Tutti i nostri amici sono andati via, chi per studio e chi per lavoro. Credo che a Monte su 100 diplomati 90 lascino la città. E’ vero pure che ci sono tanti dipendenti pubblici e pensionati. Ma c'è un fermento, sebbene legato a quelle poche persone che si mettono in gioco. Voglio sottolineare l'attivismo del mondo associativo, che fa da contraltare ad una comunità che ha nel proprio DNA l'idea del posto fisso”.

Il settore dei cammini è in crescita, per quanto sia di nicchia e con impatto limitato sul tessuto economico. “I camminatori di solito non si fermano a Monte più di 24 ore, perché hanno una tabella di marcia ben precisa. Peraltro vanno distinti i camminatori dai classici pellegrini. Il cammino penitenziale è quello fatto dal pellegrino tradizionale che viene per San Michele o per ritrovare sé stesso, senza spendere. Ma ne arrivano tanti che fanno cammini per mettersi in gioco e quindi anche per ragioni completamente scollegate dalla fede, dal docente universitario ad altra tipologia di persone diversissime dal classico pellegrino. Del resto è un fenomeno crescente quello dei camini ed è scoppiato negli ultimi anni il turismo esperienziale. Ultimamente arrivano soprattutto dalla Francia e dall'Inghilterra, ma anche dal nord Europa e persino dal Texas. Molti camminatori sono legati a Federico II, altri al sito seriale del culto micaelico. Monte Sant'Angelo è una delle mete mondiali per i cammini ed è sempre stata votata all'accoglienza. A livello promozionale Monte è svoltata. Il limite è, piuttosto, di natura culturale perché il ventenne cerca altro e chi resta pensa al posto fisso. Le persone dai 20 ai 50 anni sono andate via. Chi dovrebbe investire e fare impresa qui? Il pensionato? Il ventenne? Eppure segnali positivi ci sono: due domeniche fa ho visto il parcheggio vicino al castello pieno, una cosa che di solito si vede dalla festa di San Michele di maggio in poi e che per febbraio rappresenta uno spettacolo insolito”, continua Rinaldi. “Credo che i montanari debbano avere più a cuore la propria città, smettendola di essere negativi e guerrafondai. Bisogna essere più costruttivi, saper fare più gioco di squadra. Quanto agli imprenditori e commercianti dovrebbero essere proprio loro quelli che hanno maggiore interesse a far crescere il paese”, conclude Rinaldi.

Antonella Fischetti da sei anni vende souvenir tra il castello e la Torre dei giganti, ma in paese è molto nota ed apprezzata anche per la maniera artistica con cui addobba la stradina centralissima in cui abita. “E’ vero che a Monte perdiamo sempre più abitanti”, afferma Fischetti a l’Attacco. “Sembra che si sia creata una sorta di apatia e tristezza. In passato la gente si accontentava di più, oggi le cose sono cambiate a cominciare dalla tendenza a effettuare i propri acquisti altrove danneggiando moltissimo il paese”.

Gli ultimi anni sono stati infelici per l’attività commerciale: “La fase declinante risale al periodo pandemico, ma sono ormai tre anni e mezzo. Adesso il problema è dato dai lavori pubblici, la strada intorno al castello è rotta ormai da giugno 2023 e questo ci sta penalizzando moltissimo. Mi chiedo se si possa tenere un cantiere aperto in maniera infinita, isolando di fatto il castello. Ci hanno chiusi.  Siamo un negozio in rottamazione perché stiamo pagando i contributi non versati nel periodo della pandemia. Io ho il senso civico di abbellire la zona in cui abito, donare il bello è anch'esso una forma di cittadinanza attiva e contribuisce alla valorizzazione del paese. Faccio sempre tutto in silenzio coi miei allestimenti. Perché a livello comunale non devo avere ascolto, io che mi sforzo di rendere bella la mia città? La zona del castello e della Torre dei Giganti è un pezzo di storia di Monte. Il Comune deve ascoltare di più, perché solo insieme si va lontani. Il fatto che ora si parli di Monte per i siti Unesco e per l'essere Capitale regionale della cultura 2024 significa che abbiamo fatto dei passi giganteschi in avanti ponendo le basi per qualcosa di buono per la prossima generazione. Vedo una Monte migliorata, con meno ambulanti e abusivi, più presentabile, con tante opere pubbliche a partire dal periodo dell'amministrazione Ciliberti. Non si è diventati sede di siti Unesco e Capitale regionale della cultura per caso, c’è stato tanto lavoro dietro. Quanto alla mafia si tratta di un vecchio capitolo di cui non voglio più parlare. E’ un marchio che ci siamo tolti finalmente di dosso”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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