Turismo in idrovolante alla fiera internazionale BTM: “C’è bisogno di fare rete per raccogliere risorse”

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Gli idroscali e la mobilità con velivoli adatti allo scopo, come gli idrovolanti, stanno diventando sempre più oggetto di attenzione in Italia, non solo da parte degli appassionati o di chi, come l’Aviazione Marittima di Orazio Frigino, prova in modo convinto a farla diventare parte trainate dell’economia legata al turismo e alla promozione culturale dei territori. L’avioturismo, è sbarcato alla BTM Italia 2024, la fiera internazionale del turismo svoltasi presso la Fiera del Levante a Bari in contemporanea con BuyPuglia, il marketplace del prodotto turistico pugliese. Il Gruppo Caroli Hotels e l’Aviazione Marittima Italiana sono infatti presenti alla manifestazione con l’esposizione di un idrovolante ultraleggero ICP Super Bingo della Scuola Italiana Volo. Un’iniziativa che mira alla promozione del trasporto turistico in Puglia con piccoli aeromobili, ma anche al rilancio del volo idro come nuovo mezzo di collegamento tra l’Italia e i Paesi del Mediterraneo, a partire da Grecia, Albania e Montenegro. “Grazie alla ventennale partnership con il gruppo Caroli Hotels, abbiamo avviato un nuovo progetto di incoming turistico in Puglia dedicato ai tanti piloti privati che in Europa utilizzano piccoli aerei terrestri o idrovolanti per i loro viaggi e per le vacanze”, afferma a l’Attacco Orazio Frigino, presidente dell’Aviazione Marittima Italiana. 

“Alcune stime parlano di circa 10.000 piloti che potrebbero usufruire delle strutture alberghiere pugliesi per visitare le tante bellezze artistiche e naturali della nostra regione, anche usufruendo di una rete di aviosuperfici e idrobasi a partire da quelle già operative a Gallipoli e a Nardò”. Una realtà che vede sul Gargano il noto e strategico idroscalo militare di San Nicola Imbuti, frazione di Cagnano Varano. La base è dedicata a Ivo Monti. 

“Al di là dell’attività ludico-sportiva e del turismo, gli enti locali possono entrare nel progetto sull’asset del trasporto considerando che abbiamo realizzato cinque aerobasi”, continua Frigino. “ In Puglia nel porto turistico di Taranto e a Nardò a Santa Maria al Bagno. Mentre in Grecia a Paxos, Corfù e Othonoi. Si tratta delle tre isole equidistanti tra la costa salentina e quella greca, a 25 minuti di volo. Isole a cui far arrivare turisti che, venendo in Puglia, possono arrivare anche in giornata in Grecia. Per il Nord della Puglia, torna ad essere, ancora una volta, strategico l’idroscalo di San Nicola Imbuti a Varano”. 

Il tutto per rapportarsi con le istituzioni e far “decollare” lo scalo di Cagnano. “L’Autorità portuale del sistema marittimo dell’Adriatico meridionale, con sede a Bari, ha di sua competenza, i porti di Manfredonia, Brindisi, Bari, Molfetta, Barletta e Termoli. Si sta aspettando una programmazione transfrontaliera”, prosegue Frigino.

“L’Aviazione Marittima ha acquisito la partnership per il riconoscimento dell’expertise nella realizzazione di idrosuperfici semplici, per lo sbarco-imbarco di passeggeri e per attività turistico-commerciale, oltre ad essere infrastruttura formativa per piloti di idrovolanti. L’Aviazione Marittima ha presentato al Senato un protocollo firmato da 15 sindaci interessati, tra cui il Comune di Cagnano Varano per San Nicola Imbuti, che potrebbe essere riqualificato con i fondi del PNRR e che si distingue tra gli idroscali italiani per le meravigliose infrastrutture che potrebbero nascere. Lo disse anche l’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta, in visita al sito demaniale”. 

Attualmente in stato di abbandono, la base fu edificata a fine Ottocento dallo Stato Italiano nella località di San Nicola Imbuti. Il complesso doveva ospitare una scuola di pilotaggio per le squadriglie impiegate nel basso-medio Adriatico durante la Prima guerra mondiale oltre a fare la manutenzione dei velivoli. 

“C’è la possibilità, quindi, della sua riqualificazione e come Aviazione Marittima lo stiamo mettendo in evidenza alla Regione Puglia, visto che è un sito importante e strategico, da mettere nella rete nazionale degli idroscali, data la sua posizione geografica già scelta dai nostri ingegneri e aviatori dell’epoca, durante la guerra”, conclude Frigino. 

“Potrebbe entrare nell’asse di un approdo nel protocollo con Albania e Montenegro, che già abbiamo avviato, oltre ad essere di grande utilità per arrivare velocemente e comodamente alle Isole Tremiti. Ma c’è bisogno di fare rete in tutti i sensi e mettersi insieme, non solo per le risorse che servono ma per remare tutti nella stessa direzione, cosa che fino ad oggi ancora non è avvenuta. Si dovrebbe prendere ad esempio Enrico Mattei, che quando in Puglia si parlava di turismo c’erano solo Pugnochiuso e la sua zona”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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