Acquedotto Pugliese, proposta di Legge per gestione pubblica dell'acqua e aggiustamento impianto legislativo

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Evitare in ogni modo la strada della privatizzazione. E’ questo il senso della proposta di legge votata dal Consiglio Regionale in seduta monotematica. A presentarla come primo sottoscrittore il consigliere regionale di Azione, Fabiano Amati, il quale nella prima stesura della legge, modificata per effetto di alcuni emendamenti presentati dalle forze politiche , proponeva un azionariato dei sindaci dei 257 comuni pugliesi in Aqp.

L’obiettivo, al di là delle variazioni e degli aggiustamenti all’impianto legislativo persegue un identico scopo. Ovvero l’affidamento in house providing della intera gestione dei servizi idrici da parte di Aqp attraverso il controllo pubblico. La proposta iniziale prevedeva la cessione di un’azione simbolica a Comune arrivando a 257 rispetto ad oltre  8 milioni di azioni, il cui valore nominale è  pari a  5,16 euro.  

La legge è passata al vaglio del Consiglio attraverso un emendamento inizialmente proposto e approvato dalla giunta regionale e prevede che sia una società veicolo con capitale di 400 mila euro a entrate i  Aqp con un valore azionario del 20 per cento. 

Tempo limite giugno 2024 per rendere operativa la nuova struttura e dunque consentire all’Autorita Idrica Pugliesi di procedere con l’opzione in alternativa alla gara pubblica europea, col rischio che in Puglia, nonostante un referendum,  l’acqua finisca in mano ai privati.

Dobbiamo preservare Aqp ed evitare la gara - hanno ribadito i consiglieri   Amati, Mennea e Clemente del gruppo di Azione. La nostra proposta di legge ha fatto da culla a una soluzione che abbiamo concepito assieme, sul presupposto di conseguire la possibilità di affidare direttamente il servizio ad AQP.  Da oggi c’è la SpA della regione Puglia e dei comuni pugliesi, con una partecipazione rispettiva dell’80% e del 20%, sulla base di circa 11,3 miliardi di euro di valore delle opere.  Insomma, oggi abbiamo avuto la fortuna di essere chiamati a un appuntamento con la storia e noi abbiamo fatto il nostro dovere”.

La proposta di legge è stata approvata dalla maggioranza con il voto contrario dei consiglieri regionali di FdI e FI e l’astensione dei consiglieri della Lega, La Puglia Domani e del consigliere Napoleone Cera. I comuni pugliesi possono costituire, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, una società per azioni, denominata Società Veicolo, a totale partecipazione pubblica e a controllo analogo congiunto di tutti i comuni ricadenti nel territorio regionale, da esercitare indipendentemente dalla partecipazione al capitale sociale.

La Regione metterà a disposizione l'importo massimo di 400 mila euro, da dividere tra tutti i comuni in base alla consistenza delle infrastrutture destinate alla gestione del servizio idrico integrato. È prevista la costituzione del Comitato di Coordinamento e Controllo. Tutti i comuni pugliesi, anche non aderenti, sono titolari dei poteri di indirizzo, coordinamento, controllo e supervisione sugli obiettivi strategici e sulle decisioni più significative della Società Veicolo e li esercitano congiuntamente.

“Abbiamo votato contro la proposta di legge per la Costituzione del Comitato per il controllo di Acquedotto Pugliese - scrivono in una nota i consiglieri di Forza Italia - , l’abbiamo fatto perché, per come è scritta la norma, sembra che qualcuno voglia cogliere l’occasione per istituire un nuovo carrozzone, con nuove nomine e nuove poltrone. L’acqua è un bene pubblico da tutelare, non un ulteriore strumento per il consenso utile al centrosinistra".

"Un iter a dir poco farraginoso per giungere all’affidamento in house providing: obiettivo che potrebbe essere perseguito anche dando ai Comuni le quote da trasferire, senza investire risorse regionali e senza ulteriori enti mangia-soldi”. Analoga la posizione di Fratelli d’Italia: “I Comuni possono e devono entrare a far parte del capitale sociale senza, però, che ciò avvenga attraverso una superflua costituzione di una società veicolo”. 

“L’acqua è un grande bene pubblico e l’Acquedotto pugliese - scrive in una nota il consigliere regionale del Pd, Paolo Campo - è parte della nostra stessa identità regionale. L’una e l’altro non possono essere messi all’asta sul mercato. È ciò che mi ha indotto a votare favorevolmente la proposta di legge, istruita dalla V Commissione  Ambiente durante la mia Presidenza, che consentirà ai Comuni di acquisire quote di capitale della società per azioni Acquedotto pugliese. E’ giusto che siano i cittadini, e i Comuni per loro conto, a decidere come debba essere utilizzata l’acqua e come debbano essere organizzati e gestiti i servizi connessi a tale utilizzo”.

La presidente del Consiglio Loredana Capone, in apertura ha detto “oggi siamo qui a discutere anche e soprattutto per ribadire che l’acqua è un bene primario che deve essere disponibile a tutti, ce l’hanno già chiesto ad alta voce, a gran voce i cittadini quando, nel 2011, in tanti parteciparono al referendum per dire no alla legge che prevedeva la privatizzazione dell’acqua. È stato uno degli ultimi referendum in Italia in cui si è raggiunto il quorum”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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