Alla Camera di Commercio di Foggia l’edizione 2024 dei Durum Days, l’evento internazionale per fare il punto sulla produzione di grano duro attesa in Italia e nel mondo.
L’iniziativa è stata organizzata e promossa da Assosementi, Cia – Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri, Fedagripesca Confcooperative, Compag, Italmopa, Unione Italiana Food, con Areté quale partner tecnico, la collaborazione del Crea e la partecipazione in veste di sponsor di Corteva e Basf. Durante le tavole rotonde, la prima dedicata all’innovazione tecnologica e digitale, la seconda sulle prospettive per la campagna di grano duro 2024/25 si è parlato anche degli “Strumenti e tecniche per fronteggiare le incertezze della filiera cerealicola”.
“Immaginare il territorio foggiano senza il grano duro è come immaginare una Torino senza Fiat, un aspetto assolutamente impensabile – dichiara a l’Attacco Filippo Schiavone di Confagricoltura – purtroppo facciamo i conti con un agricoltura legata al grano duro sempre meno competitiva, la siccità che quest’anno ha colpito il meridione e in particolare la nostra provincia, con un calo drastico della piovosità (oltre il 50 per cento) ha compromesso un po’ tutti i campi, sia dei cerali nobili come il grano duro ma anche dei cereali minori come orzo, grano tenero e avena”.
“In termini di produzione i cali veri e propri potremo registrarli non appena inizierà la campagna di raccolta del grano. Ad oggi stando a quelli che sono stati i primi campionamenti che stanno provando a fare in campo, ci aggiriamo intorno ad un calo del 40/50 per cento della produzione che si aggiunge ad un calo delle semine che si assesta ad un 10/15 per cento”, ha concluso.
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