Le temperature elevate hanno prodotto effetti deleteri sulla produzione dei mitili praticata negli impianti a mare nelle acque dell’Adriatico che bagnano la costa settentrionale dell’Isola Varano afferente al comune di Cagnano Varano, dov’è forse l’impianto più grande d’Italia. I mitilicoltori in ginocchio chiedono gli “aiuti” previsti dalla normativa. L’impatto economico e sociale è enorme; interessa in primo luogo il comparto dei mitilicoltori, che annovera una dozzina di società e concessioni, per un totale di circa 150 addetti, quindi, quello della ristorazione e del commercio, nonché della produzione di molti paesi europei che reimpiantano il prodotto allevato dai mitilicoltori di Cagnano Varano per l’ingrasso. Ricordo che fino al 1993 i mitili crescevano nella laguna di Varano e che l’allevamento fu trasferito in mare a causa dell’insabbiamento dei canali artificiali, dell’eutrofizzazione dei mesi estivi e della conseguente anossia.
Gli “esperti” presenti al tavolo partecipato del 10 settembre a Cagnano Varano, nei locali dell’ex municipio, già convento dei Padri Riformati francescani – dr. Gianfranco Pazienza e dr. Tommaso Scirocco del CNR, i docenti dell’Università di Foggia Giovanni Normanno, Maurizio Prosperi e Matteo Francavilla -, ritengono che la moria sia riconducibile soprattutto alle elevate temperature, i cui valori rilevati da giugno ai primi 10 giorni di settembre hanno raggiunto i 30°C in tutta la colonna d'acqua che raggiunge la profondità di 12 – 14 m di profondità. Pensano che occorra individuare strategie di adattamento utili ai mutamenti climatici ed ecologici in atto, attivare la conoscenza, accedere ai “sostegni” necessari per far fronte ai danni economici e agli ostacoli che hanno messo in crisi un settore produttivo economico molto importante. Al tavolo partecipato erano presenti numerosi mitilicoltori, quasi tutti giovani, tanti di essi sono padri di famiglia, sono sconfortati ma non rassegnati, messi in ginocchio dalla perdita di un intero anno di lavoro.
“L’emergenza non è nuova, ma durante questa estate si è verificato l’impatto peggiore e non sappiamo cosa succederà nei prossimi anni, si può presumere che la temperatura continuerà ad aumentare, ma noi non possiamo fermarci, dobbiamo avere una visione. Il comparto pesca-mitilicoltura è molto importante per la nostra economia. Occorrono studi, bisognerà pensare a produrre qualcos’altro, prevedere un’alternativa” ha riferito il Sindaco di Cagnano Varano, dr. Michele Di Pumpo, in apertura. “La situazione non è nuova, ma antica – ha aggiunto Leonardo Coccia pres. Coop. La Fenice -; la differenza è che prima si salvava una buona percentuale della produzione, oggi c’è una moria prossima al 100%. Inoltre, si registrano danni maggiori anche al seme. Se i giovanili muoiono, non c’è garanzia per gli anni successivi. Io penso che possiamo trovare un’alternativa alle cozze. Siamo disponibili anche a diversificare. Bisogna ripristinare l’ambiente lagunare, rendendo fruibili le aree che abbiamo con i dragaggi, spostare i lotti a seconda dei periodi in cui crescono di più. È giunto il momento di metterci insieme, per avere gli aiuti dell’Unione europea, il sostegno al reddito”.
“In momenti così difficili bisogna attivare la resilienza, intesa come capacità di resistere e rilanciare, pensare a diversificare, in modo che se viene meno un prodotto si può vivere dell’altro”, rinforza Gianfranco Pazienza, per il quale non bisogna pensare solo a intascare i soldi, ma imparare a programmare e a lavorare insieme. “La temperatura ottimale dei mitili è di 24°C, ma noi siamo giunti a oltre 28°C e con tali valori i mitili vanno in sofferenza”, ha spiegato il biologo Tommaso Scirocco, che prospetta l’idea di far ritornare l’allevamento dei mitili in laguna dove, essendoci più nutrimento, il prodotto cresce meglio e più in fretta, in meno di un anno è pronto per essere commerciato e a giugno è venduto.
Giovanni Normanno punta l’attenzione sull’importanza di studiare l’area interessata, di raccogliere e analizzare dati, di procedere insomma in modo scientifico: “Non abbiamo la bacchetta magica, occorrono studi, analisi, dati utili per elaborare ipotesi di lavoro efficaci”. È così che l’università potrà dare una mano ai mitilicoltori di Cagnano Varano e aiutarli ad uscire dalla crisi. Maurizio Prosperi fa il punto sull’importanza del gioco di squadra svolto da attori diversi che, però, guardano nella medesima direzione: “Non si può continuare a lavorare in modo tradizionale. La complessità richiede di lavorare insieme, svolgendo ciascuno il proprio ruolo. Le istituzioni devono stare a fianco agli operatori, dialogare con altre istituzioni”. Insiste, altresì, sulla necessità di investire, sia in termini di danaro, sia di tempo: “Di fronte a una crisi si risponde con l’investimento”. “Occorre ripensare le strategie, non per risolvere il problema del cambiamento del clima e della temperatura, fenomeno per altro globale, ma per attenuare le difficoltà da prodotta dalla crisi climatica” propone Matteo Francavilla che rimarca altresì la necessità dell’informazione e della formazione degli operatori del settore, entrambe necessarie per ideare progetti non aleatori.
Gli esperti ritengono in definitiva che, di fronte a situazioni ambientali critiche, occorra intervenire con una progettazione “su misura” del contesto, che preveda l’acquisizione di conoscenze e tecniche mirate, una buona gestione di tempi e spazi, una organizzazione in grado di cogliere le opportunità offerte dal mercato e dall’applicazione dei programmi europei e regionali, il ricorso a strategie quali la diversificazione, la trasformazione e l’integrazione della produzione, l’introduzione di specie compatibili con quelle autoctone, il confronto, la condivisione, il lavoro di squadra. È necessario che le istituzioni mettano a disposizione del settore e degli operatori “i migliori strumenti normativi e le migliori professionalità, così da ‘liberare’ gli allevatori da articolati e complessi ostacoli burocratici. Ma intanto, e con urgenza, risorse immediate vanno messe a disposizione degli operatori prima che vi sia una ecatombe. La difficoltà di gestire gli allevamenti impone agli operatori di approfondire le conoscenze ecologiche e pensare ai possibili adattamenti alla crisi climatica. Sarà necessario fare i conti con i danni, le scelte produttive, preoccuparsi della salute del mare. Ma per poterlo fare – lo ribadiamo - sono necessarie e urgenti misure tampone per evitare la morte di questa economia”.
È quanto è scritto nel Documento approntato dagli operatori della molluschicoltura di Cagnano Varano, dall'Amministrazione comunale e dagli esperti dell’Università di Foggia e del CNR, di cui ha dato lettura il Sindaco e che sarà inviato al Ministero e alla Regione, “per chiedere aiuti immediati e definire quali possibili misure Feampa potranno essere utilizzate per intervenire per far fronte alla crisi economica, operare scelte per gli adattamenti ai mutamenti climatici ed ecologici e per continuare a svolgere le attività di maricoltura compatibili con la salute del mare”.
Leonarda Crisetti
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