L’attrattività di Roseto Valfortore ed in generale dei centri dei Monti Dauni non è solo sulla carta ma lentamente prende piede soprattutto per visitatori stranieri e con origini rosetane. Questo appeal è alla base dell’idea esposta nei giorni scorsi su queste colonne che farebbe dello stile di vita delle aree interne daunie un volano di sviluppo.
Gli studiosi americani lo hanno chiamato Roseto Effect: il senso di comunità più di ogni altra cosa è il segreto della longevità dei rosetani di Puglia e della colonia fondata decenni fa in Pennsylvania. Una peculiarità che messa in un contesto di marketing territoriale potrebbe rappresentare una efficace soluzione per contrastare lo spopolamento che caratterizza queste aree.
l’Attacco ha attraversato le strade del borgo e parlato con la gente per osservare quanto il racconto corrisponda alla realtà delle cose. Ed innegabilmente l’abbraccio accogliente dei rosetani è tangibile e la bellezza del paesino di circa mille anime è ormai sancita dal riconoscimento di Comune Bandiera Arancione e Borgo più bello d’Italia.
“Noi ci abbiamo sempre creduto – ha affermato la Sindaca Lucilla Parisi -, aspettavamo che qualcuno cominciasse a rendersi conto di quello che offre questo territorio e cominciasse a parlarne. L'effetto Roseto è frutto di una ricerca fatta diversi anni fa su Roseto in Pennsylvania, si è scoperto, appunto, che i cittadini della Roseto statunitense non morivano di malattia ma di vecchiaia. E’ emerso che questa longevità dipenda dal modo di vivere dei rosetani non solo in America ma anche qui in Italia, da dove in effetti è stato esportato. È una cosa importante dal nostro punto di vista, perché ci dà visibilità e la possibilità di promuovere in modo diverso dal solito il nostro territorio e i nostri paesi. Perché si parla di salute, si parla di longevità. E a chi non farebbe piacere vivere più a lungo e bene?”.
Il legame con la propria terra d’origine che tanto connota i figli dei rosetani all’estero fa il resto.
“In tanti si stanno avvicinando sempre di più, una volta qui il paese piace, dal canto nostro abbiamo creato dei servizi che sono molto apprezzati e c’è chi decide non solo di tornare ma anche di rimanere a vivere a Roseto”, ha evidenziato la prima cittadina.
C’è chi ha già deciso di trasferirsi definitivamente in paese e sta profondendo un particolare impegno per valorizzare ulteriormente il borgo costruendo ponti sull’oceano (e non solo) che di fatto rappresentano la vera essenza del Roseto Effect.
Dorina, Liz e Cinzia per esempio: tre donne, tre storie differenti, tre esperienze costruite per passione che stanno diventando vere e proprie professioni hanno incarnato il Roseto Effect prima ancora che se ne parlasse in modo diffuso.
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