Confindustria, intesa su Salatto presidente da marzo. Ance chiude con Zanasi e dice basta alla sua Fondazione

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Ultimi mesi di presidenza targata Eliseo Zanasi in Confindustria Foggia. L’organizzazione di categoria di via Valentini Vista a marzo 2025 eleggerà il nuovo numero uno e, stando ai beninformati, c’è sin da ora l’intesa su un nome notissimo. Come confermato anche da fonti interne al mondo dei costruttori di Ance, infatti, esiste un accordo sul 74enne foggiano Tito Salatto, imprenditore della sanità privata con trascorsi anche nel mondo della tv. 

Ex assessore comunale, Salatto è stato fino a marzo scorso presidente di AIOP in Puglia, l’associazione italiana delle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali e delle aziende socio-sanitarie residenziali e territoriali di diritto privato. Tuttora è consigliere nazionale AIOP. 
Il patron del Gruppo Salatto fece parlare di sé anche nel 2023, quando i foggiani stavano per tornare al voto dopo gli oltre due anni di commissariamento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. L’ambizione di poter aggregare sulla propria candidatura a sindaco produsse l’evento pubblico Municipia a maggio 2023 (che vide la presenza anche del presidente di Confindustria Zanasi e di quello di Ance Ivano Chierici), ma sin dall’autunno 2022 era iniziato il lavoro preparatorio per un percorso che poi si interruppe quando Salatto si rese conto di non riuscire a trovare le giuste convergenze. 

Adesso prepara, invece, l’approdo al vertice dell’associazione dell’aquila, dove sta per chiudersi – forse per sempre – la vita istituzionale di Zanasi e dove si è tirato indietro colui che appariva come il successore in pectore, Chierici. Confindustria non gode, da anni, di buona salute finanziaria e ha un debito di 700mila euro con la sola Ance, l’associazione dei costruttori edili sua costola e ormai vera linfa vitale del mondo assindustriale di Capitanata. Stando ai rumors, Salatto si sarebbe detto disponibile a rimpinguare le casse di via Valentini Vista con propri fondi. 

Dopo i 6 anni dell’edile manfredoniano Gianni Rotice e gli appena 16 mesi dell’imprenditore sanseverese delle rinnovabili Giancarlo Dimauro (da marzo 2021 a luglio 2022), c’è stata dapprima la reggenza affidata a Chierici e poi, da marzo 2023, l’ulteriore fase di traghettamento col ritorno in sella del presidente onorario Zanasi. Fu una delusione per quanti auspicavano un netto cambio nella governance: non più la solita classe del mattone né i soliti nomi, ma la scelta coraggiosa di tentare di ridare linfa e attrattività all’associazione guardando agli innovativi, agli imprenditori più illuminati e di successo, in ascesa, nonché a comparti nuovi e diversi come quello delle rinnovabili. 

Speranze deluse con l’elezione del 75enne Zanasi, presidente onorario. Ma da quel momento l’edile è stato progressivamente abbandonato. 
A luglio scorso il siluramento di Zanasi in giunta camerale, giunta a poche settimane di distanza da un’altra cocente sconfitta come la perdita della presidenza di Cassa edile. Nel neonato consiglio di Camera di commercio, guidato dal numero uno (ed ex delfino) Pino di Carlo, l’ingresso di Chierici, al suo posto. Confindustria apparve implosa, dopo essere stata tra gli artefici principali dell'operazione di Carlo. “Zanasi si è ritrovato sfiduciato nelle urne, non ha capito di essere arrivato al capolinea e di essere un candidato azzoppato. Non si è accorto del trappolone ai suoi danni”, dissero alcuni beninformati a l’Attacco. 

“Non credeva ai propri occhi durante la seduta consiliare. Non aveva capito che alcuni dei suoi, d'accordo con altri, gli avevano teso un’imboscata. Lui era sicurissimo di entrare in giunta. Peraltro, è stato silurato a un mese di distanza dalla perdita di Cassa edile. Non ha avuto nemmeno tutti i propri voti. Quanto è avvenuto mette in chiaro il malessere che attraversa Confindustria Foggia, viene fuori completamente la posizione assunta da Ance che rappresenta da sempre la cassaforte di Confindustria. Zanasi non ha nascosto di voler continuare a fare il presidente della territoriale foggiana, andando oltre la scadenza di dicembre 2024. Un traghettatore senza limiti, tornato negli scorsi anni dapprima come commissario dopo le dimissioni di di Mauro e poi diventato presidente. Quando Ance ha capito questa sua intenzione gli si è rivoltata contro”. 

Risale invece a settembre scorso la decisione di Ance Puglia, guidata dal cerignolano Gerardo Biancofiore, di recedere dalla Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale, presieduta da Zanasi e apparsa un inutile (e costoso) contenitore. Il fatto è stato comunicato lo scorso 10 ottobre dal presidente Pino di Carlo in giunta camerale. Una scelta contro la quale Zanasi si è opposto. 

Come spiegato da di Carlo, lo scorso 24 settembre, quale vertice della Fondazione, “ha reso noto alla Camera di commercio e agli altri soci fondatori che, alla luce del parere richiesto al collegio dei revisori della Fondazione stessa, la comunicazione di recesso è da ritenersi inefficace nell’immediatezza in quanto produrrà effetti a partire dal 3 luglio 2028 in conformità con quanto stabilito dal Patto parasociale stipulato il 4 luglio 2003 dai soci fondatori della Fondazione che prevede un obbligo di durata specifica”. La partita di Confindustria incrocia, infine, altri interessi e poste di potere, a cominciare dagli appetiti collegati ai grandi appalti in città, come quello di Unifg per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’enorme ex caserma Miale diventata di proprietà dell’Ateneo.

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