L’ira della Capitanata per l’effetto Fitto sui fondi FSC. Ferrovie del Gargano ha visto sparire 40 milioni

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Dopo quanto affermato su queste colonne dal consigliere regionale Antonio Tutolo e dal presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, anche altri eletti di Capitanata puntano il dito contro lo zampino dell’ex ministro Raffaele Fitto, salentino neo commissario della Commissione europea, per i progetti finanziati coi fondi FSC e POC nell’ambito dell’accordo di coesione tra il governo Meloni e la Regione Puglia. A far più discutere e a rendere furenti i politici ed amministratori della provincia di Foggia è il mega finanziamento da 229.241.000 euro ad Anas spa relativo al “corridoio plurimodale Adriatico itinerario Maglie - Santa Maria di Leuca S.S. 275 lavori di ammodernamento ed adeguamento”. A farne le spese sono stati progetti presentati per la Capitanata: non solo è sparita la strada provinciale 109 di Lucera, che valeva 27 milioni, ma sono stati anche tagliati ben 40 milioni di euro a Ferrovie del Gargano. L’impresa aveva presentato cinque progetti che complessivamente valevano 44 milioni di euro e che parevano destinati ad essere inseriti nella lista definitiva degli interventi finanziati. Ma alla fine si è ritrovata con meno di quattro milioni: i fondi sono infatti andati ad un solo progetto, quello relativo alle nuove sottostazioni elettriche sulle linee San Severo-Peschici e Foggia-Lucera, per 3.887.778,08 euro. Fonti beninformate dicono che “c’erano state ampie rassicurazioni da parte del Ministero dei trasporti rispetto al fatto che tutti i cinque interventi sarebbero stati finanziati col FSC”. “Fino a 15 giorni fa la situazione era questa, c’è stato sconcerto quando invece si è letto l’elenco finale”, continuano tali fonti. “Se si vuole tagliare lo si fa alla stessa maniera per cui i concessionari esistenti in Puglia, non si passa solo per Ferrovie del Gargano da 43 a 3,9 milioni. Le Ferrovie Sud-Est del Salento hanno ottenuto 41 milioni di euro per un solo progetto! Solo qui da noi hanno tagliato, è un divario che non finisce mai. Il gioco delle tre carte è avvenuto negli ultimi giorni. Anas è una società di livello nazionale, non doveva essere finanziata con questi fondi FSC ma li doveva avere direttamente dal Cipe. Adesso questo treno non passerà più”.

C’è chi oggi pensa che il territorio di Capitanata sia stato vittima di un accordo tra il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e Fitto. Durissimo il sindaco di Rodi Garganico Carmine d’Anelli, che pur essendo legato al vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese non le manda a dire contro lo stesso Emiliano, parlando di “effetto Fitto sui fondi di sviluppo e coesione”.

“È semplicemente vergognoso che al Salento vada una valanga di soldi e al Gargano solo una miseria”, afferma d’Anelli. “Se consideriamo che sui finanziamenti strutturali europei al Salento è stato destinato il 22%, a Bari il 21% e alla provincia di Foggia un ca… (guarda caso al momento della sottoscrizione la maggior parte degli amministratori erano tutti salentini). Se pensiamo che nel rating annuale Foggia è la terzultima delle città italiane, con il ridicolo accordo sottoscritto a Bari tra il governo e la Regione Puglia, Foggia l'anno prossimo sarà ultima. Se fossi il sindaco di Foggia farei un’ordinanza per proibire l'ingresso in città di questi personaggi che, al posto di aiutare una città e una provincia come la nostra in grande ritardo strutturale e sociale, pensano solo agli interessi salentini e baresi, dove il bacino di voti è certamente più ampio. E vogliamo parlare dei 229 milioni di euro stanziati a beneficio dell'Anas per la costruzione della strada statale supergalattica 275 Maglie-Leuca, quella che passa sotto casa di Raffaele Fitto? Solo qualche mese fa, in qualità di pugliese, avevo espresso il mio parere favorevole alla elezione di Fitto alla nomina di vicepresidente della Commissione europea, come monito ai partiti per dimostrare un'Italia unita, ma mai avrei immaginato un volgare colpo basso nei confronti del nostro Gargano. E pensare che questi investimenti dovevano ridurre il divario territoriale della nostra regione. Da questo momento è guerra, guerra politica in tutti i sensi. Se avessi saputo qualche giorno fa di questa maialata, sarei andato certamente a Bari alla sottoscrizione dell'accordo tra Fitto e Emiliano (che non è affatto esente da questo inciucio) e gli avrei gridato in faccia: vergognatevi”.  

“Secondo me alla base di tutto c’è stato proprio un accordo tra Fitto ed Emiliano”, sottolinea d’Anelli a l’Attacco. “Non posso pensare che l’ufficio di gabinetto di Emiliano queste cose non le abbia seguite. Ora ci ritroviamo con una valanga di milioni per Anas in Salento, ma non è tutto. Fanno ridere anche i 5 milioni per lo stadio di Maglie intitolato al padre di Fitto e il milione per il rifacimento del campo erboso dello stadio di Avetrana, che c’entrano coi FSC? Cosa è accaduto negli ultimi giorni? Noi come Comune di Rodi Garganico avevamo presentato progetti per il gravissimo rischio idrogeologico del nostro territorio, dove stanno? Quale ufficio regionale si è mai interfacciato coi Comuni per chiarire quali progetti presentare? Per il Gargano non ho visto finanziamenti, tranne che per 2-3 interventi. Quanto ai fondi arrivati al Consorzio di bonifica del Gargano temo che serviranno solo a rimpinguarne le casse, perché per come funziona è inutile”.

Il sospetto di alcuni è che possa c’entrare l’accordo tra Regione Puglia e Governo su Acquedotto Pugliese spa, grazie al quale lo Stato entrerà nel cda della futura società in house e il servizio idrico nella Regione Puglia rimarrà nelle mani di AQP. È stato sventato, infatti, il possibile tentativo di privatizzazione della società ed evitata una situazione di stallo, visto che la concessione statale alla Regione, rilasciata nel 1999, era già stata prorogata due volte. A mettere fine alla questione ci ha pensato Fitto (che aveva le deleghe per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR), in extremis, con un emendamento alla legge di conversione del decreto-legge Ambiente valutando “il valore strategico a livello nazionale dell’infrastruttura”. “Può c’entrare l’operazione AQP”, dicono alcuni amministratori locali a l’Attacco. “Fino a pochi mesi fa Emiliano sparava a zero contro Fitto, poi il cambio radicale di registro. Se non fosse stato per Fitto AQP non si sarebbe salvata”.

Le voci critiche aumentano di giorno in giorno, come quella del sipontino Paolo Campo, presidente del gruppo Pd in consiglio regionale: “L’importanza strategica del fondo sviluppo e coesione non è discutibile e non è in discussione. Ciò che si può e si deve criticare è l’incursione campanilistica operata dal centrodestra pugliese con il placet dell’ex ministro Fitto. L’indebolimento della visione strategica elaborata dalla Regione e dalle sue articolazioni è l’esito del meccanismo di contrattazione introdotto dal governo Meloni per la definizione dei singoli FSC, utilizzato per introdurre in una pianificazione strategica pluriennale, ad esempio, la costruzione dello stadio di Maglie. E come questa, sono tante le opere puntuali inserite nel documento a scapito di interventi di sistema, anche facendo leva sull’assoluta indifferibilità della sottoscrizione dell’accordo. Questa interpretazione dell’FSC, tutta interna al centrodestra, ha originato la conflittualità politica e istituzionale emersa all’indomani della firma e che rischia di farci perdere di vista gli obiettivi strategici da raggiungere per il bene della Puglia e dei pugliesi”.

Severo anche l’ex assessore regionale Pier Luigi Lopalco, attuale consigliere regionale dem: “Vien da chiedersi: dove e come sono state decise le priorità di allocazione di questi fondi? Chi ha partecipato alla pianificazione di interventi così rilevanti per il futuro del territorio? Nonostante l’importanza storica di questa occasione, spiace constatare come non risulti alcuna traccia di un processo democratico aperto e trasparente. Né i consiglieri regionali né i sindaci delle comunità locali hanno ricevuto comunicazioni preventive o sono stati coinvolti nelle decisioni.  Qui non si tratta di semplice svista burocratica, ma di un processo decisionale che si è svolto lontano dalle aule istituzionali. Forse è il caso di ricordare che quando la democrazia viene sostituita dalla logica delle decisioni prese nelle segrete stanze, l’intero sistema istituzionale è a rischio. Al presidente Emiliano, che so essere persona attenta al bene della Puglia e del Mezzogiorno, consiglierei maggiore prudenza”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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