Si allarga il dibattito in Capitanata, e non solo, rispetto agli interventi finanziati coi fondi FSC e POC nell’ambito dell’accordo di coesione firmato a Bari dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal presidente della Regione Michele Emiliano. In diversi, su queste colonne, hanno lamentato la presenza di un Salento favorito dall’ex ministro Raffaele Fitto, con progetti incongrui come i 5 milioni di euro per lo stadio di Maglie intitolato al padre del politico salentino o finanziamenti monstre come i 229 ad Anas spa per la Maglie-Leuca S.S. 275, il singolo progetto più finanziato. In difesa di Fitto sono scesi in campo nelle scorse ore i parlamentari di Fratelli d’Italia Annamaria Fallucchi e Giandonato La Salandra, seguiti da altri meloniani di Capitanata. Stando all’elaborazione sui dati della Regione Puglia, la ripartizione dei fondi totali per provincia vede prima Bari con 733.571.073,12 euro, seconda Lecce con 693.872.722,15 euro, terza Foggia con 601.136.277,74 euro, quarta Taranto con 586.248.307,32 euro, quinta la provincia di Barletta-Andria-Trani con 266.991.047,06 euro, ultima Brindisi con 206.017.938,92 euro. Una distribuzione che ha fatto storcere il naso a quanti rilevano come la Capitanata sia la più estesa provincia pugliese.
“I numeri sono numeri. Difficilmente opinabili. Capisco la frustrazione politica che in queste ore campeggia in vari post di esponenti politici del territorio garganico, ma i loro giudizi non sono che mera propaganda”, il commento della senatrice di Fratelli d’Italia Annamaria Fallucchi, che elenca alcuni interventi finanziati rispetto al Promontorio. “Per l’adeguamento e manutenzione straordinaria degli impianti irrigui a Rodi Garganico 1.270.472,43 euro, a Vico del Gargano 1.270.472,43 euro. Per l’adeguamento, manutenzione straordinaria e rifunzionamento degli impianti irrigui: Carpino 1.989.575 euro, Vieste 1.989.575 euro, Ischitella 1.989.575 euro, Rodi Garganico 1.989.575 euro, Vico del Gargano 1.989.575 euro. Per il ripristino, ammodernamento e automazione degli impianti irrigui: Carpino 1.485.955,99 euro, Rodi Garganico 1.485.955,99 euro, Vico del Gargano 1.485.955,99 euro, Vieste: 1.485.955,99 euro”, è il riferimento ai fondi destinati al Consorzio di bonifica del Gargano. “Ci sono poi i finanziamenti alla Provincia e gli interventi sulle strade provinciali: per la SP 53 Mattinata-Vieste 34.313.000 euro, per la SP 53 ter nel territorio di Vieste 36.200.000, per la SP 141 delle Saline nel territorio di Manfredonia 20 milioni di euro”.
Fallucchi difende l’ex ministro e l’esecutivo nazionale, scaricando eventuali responsabilità su Emiliano: “La distribuzione dei fondi di sviluppo e coesione è un processo complesso che tiene conto di vari fattori, tra cui le necessità specifiche delle diverse aree. Il governo Giorgia Meloni e il ministro Raffaele Fitto hanno lavorato per garantire che i fondi siano allocati in modo da massimizzare l’impatto positivo su tutto il territorio nazionale. La Regione Puglia, amministrata da un presidente di sinistra, ha un ruolo cruciale nella gestione e distribuzione dei fondi europei. Le decisioni prese a livello regionale possono influenzare significativamente come e dove vengono investiti i fondi ed è quindi fondamentale che la Regione Puglia operi con trasparenza ed equità per assicurare che tutte le aree - incluso il Gargano - ricevano il supporto necessario”.
Dello stesso avviso è il collega deputato di FdI Giandonato La Salandra: “La provincia di Foggia, considerando la popolazione residente, nel quadro delle province pugliesi ha avuto, mai come in questa occasione, pieno e totale riconoscimento ed è assolutamente falso che le risorse siano state destinate principalmente a Bari e a Lecce, dal momento che la Capitanata ha ricevuto circa il 20% delle risorse complessive, su sei province. Quei sindaci del Gargano, ad esempio, che si lamentano e dichiarano di non aver ricevuto nulla dal Governo Meloni non solo mentono sapendo di mentire ma probabilmente sono anche in cattiva fede perché, per il meccanismo che regola queste risorse, dovrebbero lamentarsi con la Regione Puglia. Chiedano ad Emiliano e alla sua maggioranza perché non ha ritenuto idonee le loro richieste, rispetto alle finalità della normativa di riferimento. Il sindaco di Rodi Garganico, al netto delle sue esternazioni social poco consone rispetto al ruolo di primo cittadino, dovrebbe fare ammenda con sé stesso rispetto alle proprie inefficienze e a certe incapacità. Il vero nodo qual è? Da Bari tutto tace, per cui attendiamo riscontri concreti per quanto concerne le responsabilità della Regione sui dossier in questione”.
Il sindaco di Rodi Garganico Carmine d’Anelli è quello che più di tutti i sindaci ha tuonato contro “l’accordo Fitto-Emiliano” che avrebbe danneggiato il Gargano. Anche i numerosi finanziamenti destinati col FSC ai Consorzi di bonifica non tranquillizzano affatto d’Anelli, che da tempo è estremamente critico in particolare col Consorzio di bonifica del Gargano, guidato da alcuni anni dal duo carpinese Michele Palmieri e Michele Tabacco. E del resto da un anno anche altri sindaci garganici sono distanti dall’attuale governance. “Nel 2023 mi espressi pubblicamente rispetto alla inutilità del Consorzio, se avesse dovuto continuare a funzionare allo stesso modo. La mia idea, da tempo, è che la situazione sia imbarazzante, che sarebbe meglio chiudere il Consorzio di bonifica del Gargano”, dice d’Anelli a l’Attacco. “Quelle mie dichiarazioni provocarono grande nervosismo nel presidente e nel suo vice. Per quelle parole sono stato “punito” da loro, che non avevano alcuna interlocuzione col mio Comune bensì parlavano direttamente coi proprietari terrieri. Dissero che Rodi non pagava e che dunque non era nel Consorzio. Noi abbiamo tre cisterne a Rodi, eppure mi venne detto che non facevamo parte del Consorzio. Quest’anno hanno cambiato i contatori, hanno incassato gli anticipi eppure nessuno ha avuto l’acqua. Ed io devo avere a che fare con un presidente che mi chiude il telefono in faccia. Ora questi interventi finanziati al Consorzio sono una vergogna perché serviranno, per me, solo a rimpinguarne le casse. Non so che faranno i miei colleghi sindaci del Gargano ma io per questo territorio non ho visto i finanziamenti necessari. Il Gargano”, conclude d’Anelli, “ha bisogno di interventi strutturali, come per la Rodi-San Menaio, l’erosione costiera, i rifiuti e il degrado ambientale, la superstrada veloce. La Regione non ha ancora capito quali sono i grandi problemi da risolvere”. Duro, infine, nel replicare a Fallucchi e La Salandra: “Tentano di difendere l’amico loro Fitto, ma la loro è mera propaganda politica. Qui si tratta di una questione di giustizia sociale”.
Ad intervenire in maniera critica rispetto ai fondi destinati al Gargano non sono solo politici ed amministratori ma anche Confcommercio Foggia. “L’accordo di coesione tra la Regione Puglia e il Governo, firmato solo pochi giorni fa dai presidenti Michele Emiliano e Giorgia Meloni, è sicuramente una notizia importante per tutto il territorio regionale, malgrado sia arrivata con largo ritardo rispetto alle altre regioni d’Italia. Si tratta della nuova programmazione 2021-2027 che porterà qui in Puglia più di 6 miliardi di euro”, afferma il presidente dell’associazione di via Miranda, Antonio Metauro. “Non mettiamo in dubbio l’impegno del lavoro svolto, né la costanza con cui la firma sia stata più volta invocata; altresì sottolineiamo come molte città e paesi strategici della nostra provincia siano stati ricompresi nelle tabelle esplicative dei finanziamenti, ma – a parte per alcuni piccoli interventi – il Gargano è stato dimenticato, il cuore pulsante del turismo di questa provincia che viene omaggiata per la sua incantevole bellezza e accoglienza dai turisti non solo italiani, ma viene dimenticato da tutte le altre istituzioni. Bene, per esempio, che su Foggia si pensi a potenziare il nostro aeroporto con 39 milioni di euro, la raccolta differenziata e il tratturo delle Croci, ma dispiace constatare che per quanto riguarda lo sviluppo urbano non si stato fatto uno sforzo di progettazione per la città di Foggia. Eppure dovremmo tutti lavorare affinchè una città come Foggia non chiuda definitivamente. Come associazione ci stiamo impegnando su questo tema: non siamo esenti da responsabilità come territorio, ma non possiamo nemmeno continuare a non sentire un moto di orgoglio e a lavorare tutti insieme per ottenere di più, non solo dal punto di vista economico, ma da quello più puramente strategico”, conclude Metauro.
A Vieste, capitale pugliese delle vacanze, uno dei più noti imprenditori del comparto turistico è Gigi Manzionna. “Bisogna capire se i progetti siano stati presentati, se i nostri eletti si siano fatti valere. E bisogna ora capire come saranno utilizzati i fondi destinati alla nostra provincia. Noi sul Gargano abbiamo bisogno in primis di infrastrutture come le strade, a partire dalla superstrada”, è il riferimento alla SSV. “Le infrastrutture sono ciò che più ci serve, altrimenti stiamo sempre là. Altri territori hanno ottenuto più fondi? Saranno stati più bravi di noi. Chiederei a tutti i nostri consiglieri regionali che hanno fatto. Se si dorme che vuoi dire poi?”. L’aeroporto Gino Lisa di Foggia è da sempre in cima alla lista delle priorità per gli operatori turistici del Gargano. Sono stati ora stanziati col FSC 9 milioni per il nuovo distaccamento dei Vigili del Fuoco ma resta il gap dell’assenza di una o più rotte internazionali. “Settimane fa lessi che a Brindisi si lamentavano delle loro poche rotte, tra me e me risi pensando a cosa avremmo dovuto dire noi qui in Capitanata”, commenta Manzionna. “Le rotte con l’estero servono, ma ci danno i contributi come fanno con Ryanair altrove? Ad ogni modo Foggia deve lavorare seriamente con le province limitrofe. Io lavoro parecchio con gruppi inglesi, che in passato atterravano a Napoli Capodichino mentre ora a Bari e Brindisi. Arrivano e visitano Salento e Gargano. Se dai le rotte la gente si muove ed arriva, la destagionalizzazione si fa in questo modo”.
“L'accordo tra Regione Puglia e Governo sullo sblocco dei fondi di coesione vede la nostra provincia ancora una volta messa alla berlina da parte dei capibastone baresi”, dice il viestano Agostino Silvestri, ingegnere libero professionista ma anche titolare con la propria famiglia della nota struttura Cala Molinella. “E' incredibile che con un'infrastruttura in fase di realizzazione come la SSV del Gargano tratto Vico-Vieste, sulla quale è ben noto che mancano le coperture per la realizzazione del tratto Peschici - Vieste, nessuno si sia attivato affinchè si trovassero i 90 milioni necessari ad Anas al completamento anche di questo tratto, mentre con gli stessi fondi è stata finanziata la statale Maglie - Leuca per ben 230 milioni. Noi garganici siamo popoli operosi e genuini, ma viviamo scoraggiati dalla consapevolezza che il futuro nostro e dei nostri figli non ci appartiene. Credo che la nostra politica debba cambiare mentalità e che noi popolo dovremmo avere più pretese, pensare meno alla spartizione di potere e pensare di più al bene del territorio che rappresentano. Un'altra occasione persa, che peccato”.
“Vorrei capire se i progetti siano stati presentati. E’ un peccato, si tratta di un’occasione unica”, commenta a l’Attacco l’operatore turistico di Rodi Garganico Vincenzo D’Errico, che come Manzionna pone l’accento sulla limitata funzionalità dell’aeroporto. “Rispetto al Gino Lisa l’aiuto che mi dà ad oggi è quasi irrilevante: su 200 presenze giornaliere sì e no una decina arrivano tramite l’aeroporto. Serve rivolgersi ai mercati esteri con rotte internazionali, è indispensabile per allungare la stagione”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).