Nell’edizione 2025 della classifica annuale del Sole 24 Ore che misura la qualità della vita nelle 107 province italiane, la provincia di Foggia si colloca al 98° posto. Restiamo sempre saldamente ancorati nella parte bassa della graduatoria, ma rispetto all’anno precedente si guadagna una posizione, con un piazzamento che rappresenta un lieve miglioramento: un segnale, seppur modesto, di risalita in una graduatoria che fotografa aspetti come lavoro, ambiente, sicurezza, servizi, salute, giustizia, cultura e tempo libero. La classifica si basa su un paniere di 90 indicatori che coprono sei macro‑categorie: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia, società e salute, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. Il posizionamento di Foggia in 98ª posizione, pur mostrando un miglioramento rispetto ad alcuni anni fa, conferma che la provincia non riesce a smarcarsi dalla parte bassa della classifica: un indicatore del ritardo strutturale su molti aspetti considerati fondamentali per il benessere. Secondo l’analisi dell’autorevole quotidiano economico, la nostra provincia registra criticità soprattutto sul fronte del reddito pro capite, un dato che rappresenta un importante freno alla vivibilità generale.
Estendendo lo sguardo all’intera regione, la situazione non cambia di molto, anche le altre province pugliesi si trovano nella seconda metà della classifica; un dato che evidenzia come le criticità in Puglia – e nel Sud in generale – siano strutturali e diffuse, legate non solo a singole aree ma a dinamiche socio‑economiche, infrastrutturali e di governance più ampie, spesso orfane di una visione di lungo periodo che coordini servizi, sviluppo, infrastrutture e investimenti, con risultati che faticano ad incidere profondamente nell’intelaiatura sociale delle comunità.
Tra le 107 province italiane, bisogna scendere al 67esimo posto per trovare Bari, in discesa di due posizioni rispetto al 2024. Lecce è 81esima, la BAT cinque gradini più giù, Brindisi 88esima, e le ultime, Foggia e Taranto, al 98esimo e 99esimo posto. Ad accomunare tutte le province è lo spopolamento che appare ormai inarrestabile: i dati 2025 mostrano che la popolazione regionale è scesa sotto i 3,9 milioni di abitanti; secondo l’Istat, la popolazione pugliese è in calo da oltre un decennio e il trend non accenna a invertirsi. I numeri del 2025 parlano chiaro: la perdita è di 4,2 persone ogni 1.000 residenti. Entro il 2045, si stima che potrebbero mancare altri 370.000 cittadini.
Ma vediamo più nel dettaglio gli indicatori riferiti alla Capitanata: per Ricchezza e consumi siamo al 98° posto, perdendo 13 posizioni rispetto al 2024; per Affari e lavoro scendiamo di una posizione al 101° posto; migliora la performance per quel che riguarda gli indicatori di Giustizia e sicurezza, siamo infatti collocati al 79° posto con un balzo in avanti di ben 25 posizioni; il più forte arretramento si registra alla voce Demografia e società, dove ci piazziamo in 99^ posizione, a meno 36 postazioni rispetto allo scorso anno; guadagniamo 5 posizioni e ci attestiamo all’86° posto per la voce Ambiente e servizi; peggioramento infine per Cultura e tempo libero, dove scendiamo al 90°, perdendo 7 posizioni. Il dato peggiore in assoluto riguarda il Reddito medio disponibile pro capite, dove la provincia di Foggia risulta essere ultima in Italia al 107° posto con 14.554 euro a fronte della media nazionale che si stabilizza su 21.136,6 euro per abitante (Istituto Tagliacarne - Stime provinciali degli aggregati macroeconomici relativi al 2023).
Restiamo bassi al 94° posto anche per la voce Pensionati con reddito pensionistico di basso importo in valori percentuali (Istat - Statistiche della previdenza e dell'assistenza sociale, 2023); stesso posizionamento anche per la Retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti in euro, siamo fermi a 16.282 euro rispetto ad una media nazionale di 21.031,7 euro (Istat - Elaborazioni su dati Inps - Osservatorio sui lavoratori dipendenti, 2023).
Sempre su dati Istat riferiti al 2024 elaborati dal Sole24Ore, siamo fermi al 100° posto per Tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), con una percentuale di 41, mentre la media nazionale si attesta al 21,1. 106esimo posto per due indicatori, Laureati e altri titoli terziari e Partecipazione alla formazione continua. Stesso posizionamento per la voce Mortalità stradale in ambito extraurbano, con un valore percentuale di 10 contro la media nazionale che è di 4,4 punti percentuali. Siamo molto bassi anche per Mortalità per tumore, al 98° posto nell’indagine Istat sui decessi e sulle cause di morte, età campionata 20-64 anni, riferito al 2022).
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).