Se il Bacino Alti fondali di Manfredonia, quello che i sipontini chiamano porto industriale, cambierà volto grazie ai lavori ora in corso aggiudicati dall’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale e finanziati con 121 milioni di euro per il recupero e la rifunzionalizzazione, anche le aree retroportuali sono interessate da novità di primo piano, frutto della determinazione del presidente del Consorzio ASI di Foggia Agostino De Paolis. Da un lato ci sono i 31,5 milioni di fondi di sviluppo e coesione per il ripristino del collegamento ferroviario stazione Frattarolo-agglomerato ASI del porto industriale; un risultato che rende possibile il disegno di De Paolis di attivare il raccordo ferroviario da 12 km esistente nella zona retroportuale alla piattaforma logistica Lotras di Incoronata, per far compiere un salto enorme alla Capitanata sul piano logistico. La documentazione relativa agli interventi finanziati coi fondi FSC e POC rispetto al progetto ASI di collegamento ferroviario indica, come tempistica, per la progettazione l’inizio nel primo semestre 2024 e la fine nel primo semestre 2026, mentre per l’esecuzione l’inizio è fissato per il secondo semestre 2026 e la fine per il primo semestre 2031. Dall’altro lato, c’è l’intenzione dell’ente di via Farina di liberare le aree retroportuali dalle occupazioni abusive e del tutto incongrue (come quelle, addirittura, di pastori con greggi di animali) e rilanciare la zona con attività industriali. Se n’è discusso nella seduta di consiglio di amministrazione ASI svoltasi lo scorso 14 novembre.
De Paolis ha ricordato in primis come il cda il 12 dicembre 2024 avesse dato disposizioni per la redazione di un bando finalizzato all’indizione di una procedura ad evidenza pubblica per l’assegnazione di suoli di proprietà consortile ubicati nell’Agglomerato industriale ASI di Manfredonia-Monte Sant’Angelo, prossimi al retroporto del Bacino Alti fondali, secondo il regime di cessione di proprietà e/o concessione superficiaria, nominando responsabile del procedimento l’ingegnera Ilaria De Luca, già responsabile di Agglomerato e delle infrastrutture di Manfredonia-Monte Sant’Angelo. Poi, 18 luglio scorso, il cda definì l’oggetto e le finalità della procedura, impartendo specifiche direttive operative e determinando che l’assegnazione del suolo avvenga mediante concessione del diritto di superficie per la durata di 30 anni, fissandone i principi generali e i criteri essenziali. Della questione il cda discusse anche in successive sedute, impartendo ulteriori indicazioni e indirizzi ai fini della completa definizione degli atti di gara.
Nel bando ora pubblicato si spiega che tra le aree industriali definite dal Piano Regolatore ASI vi è l’Agglomerato di Manfredonia/Monte Sant’Angelo, dall’estensione complessiva di 325 ettari circa, di cui 50 ettari circa ricadenti nel territorio del Comune di Manfredonia e 275 ettari circa ricompresi nel Comune di Monte Sant’Angelo. All’interno di tale Agglomerato, nell’agro di Monte Sant’Angelo, vi è un suolo, appartenente al patrimonio disponibile dell’ente, che il Consorzio intende assegnare alle imprese in conformità agli obiettivi di sviluppo integrato del territorio provinciale di Capitanata, alle prescrizioni del Piano Regolatore ASI e secondo le procedure di evidenza pubblica. Il terreno in questione risulta in parte occupato abusivamente e, dunque, l’assegnazione delle aree al privato selezionato con la procedura potrà avvenire in due tempi: la parte libera al momento della stipula del contratto (porzione A) potrà essere assegnata al momento della stipula del contratto; la parte occupata (porzione B) sarà assegnata non appena il Consorzio avrà sgomberato l’area dagli occupanti abusivi.
“Il suolo, appartenente al patrimonio disponibile del Consorzio, ha un’estensione complessiva di 51.700 mq”, ha sottolineato De Paolis. “La procedura ad evidenza pubblica consente di garantire trasparenza, imparzialità e concorrenza. La cessione del diritto di superficie è lo strumento più adeguato a valorizzare il patrimonio consortile mantenendo la proprietà del suolo e favorendo gli insediamenti industriali. La durata di 30 anni è coerente con la necessità di consentire il ritorno degli investimenti da parte degli operatori economici aggiudicatari e con le finalità di sviluppo industriale dell’Agglomerato ASI Manfredonia-Monte Sant’Angelo. Il prezzo base è stato definito in considerazione di criteri tecnici, al fine di garantire tutela economica al Consorzio e fornire un parametro chiaro per la valutazione delle offerte”.
Il valore economico indicato quale prezzo base è 547.503 euro, oltre Iva. Tale importo dunque potrà essere oggetto di rialzo in sede di gara. Il criterio di aggiudicazione è la miglior offerta data dalla sommatoria del punteggio per l’offerta tecnica e di quello per l’offerta economica. Nel bando si chiarisce che “l’area oggetto di intervento, inserita nella zona retroportuale, rappresenta un punto strategico per la logistica integrata e per l’insediamento di attività connesse alla componentistica eolica” e si ricorda che “il porto di Manfredonia ha registrato negli ultimi anni un incremento medio annuo del 26,66% nel traffico legato all’eolico, ponendosi come hub di riferimento per l’import-export di pale e componenti eolici lungo la dorsale adriatica”.
Merito dell’agenzia marittima Galli&Figlio di Vincenzo Prencipe, che ha reso il porto sipontino il principale hub del Sud Italia per la componentistica finalizzata agli impianti eolici. L’agenzia Galli anni fa presentò (per le aree più a nord, vicine al centro commerciale Gargano) una richiesta volta ad ottenere altri insediamenti per il revamping di impianti eolici e solari, per occuparsi in maniera strutturata dello smontaggio di impianti datati e della loro rigenerazione in impianti nuovi, attività con elevato indice di manodopera e totale sostenibilità. Ora il cerchio sta per chiudersi.
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